24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca News

Cerimonia in ricordo dei tarantini caduti nella Grande Guerra

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Cerimonia in ricordo dei tarantini caduti nella Grande Guerra

“Il Piave mormorava calmo e placido, al passaggio dei primi fanti, il 24 maggio…”. E’ l’attacco di una delle più famose canzoni patriottiche, “La leggenda del Piave” (o “La canzone del Piave”), che ricorda l’inizio della Grande Guerra per l’Italia. La ricorrenza storica e il sacrificio di tanti tarantini che combatterono per portare a compimento il processo di unificazione nazionale sono stati ricordati a distanza di 106 anni con una cerimonia davanti al Sacello in piazza Della Vittoria.

La cerimonia si è tenuta su iniziativa del Comitato Qualità della Vita con la partecipazione di diversi esponenti delle istituzioni, fra cui il vicesindaco Fabiano Marti e il presidente del Cqv Carmine Carlucci. Al momento musicale hanno dato un importante contributo, insieme al trombettiere della Marina Militare, anche i giovanissimi violinisti dell’Archita. Dopo la commemorazione si è svolta la visita al Sacello. “Un momento – ha commentato Carlucci – che vuole rappresentare un primo significativo impegno non solo alla fruizione dei “tesori nascosti” della città, ma anche un avvio della ricerca e studio delle opere d’arte di Taranto con il coinvolgimento della ‘ritrovata Soprintendenza’ e soprattutto di quella scuola superiore di archeologia e restauro che nell’ambito del sistema universitario jonico urge istituire. Mentre – ha aggiunto il professor Carlucci – la partecipazione degli studenti del liceo Musicale Archita è da considerare un importante tassello dell’impegno della scuola jonica”.

La realizzazione del monumento ebbe una storia piuttosto travagliata. Inaugurato il 4 novembre 1930 senza il gruppo statuario in bronzo denominato Aquilifero e alla presenza del re Vittorio Emanuele III, delle istituzioni locali e dei reduci di guerra, fu completato solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Così come si presenta oggi è stato inaugurato il 18 ottobre 1953, con un’ulteriore cerimonia a cui partecipò anche lo scultore che lo aveva realizzato, Francesco Paolo Como, originario di Taranto. L’artista non potè partecipare alla prima inaugurazione per i suoi ideali antifascisti.

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