20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 07:42:14

Cronaca News

Operazione Sangue Blu 2, ridotte in Appello le condanne per cinque imputati

Il Tribunale di Lecce
Il Tribunale di Lecce

LECCE – Processo Sangue Blu 2: in Appello sconti di pena per cinque imputati e confermate le condanne per tutti gli altri. Per Giuseppe Benefico pena ridotta a quattro anni e mezzo, per Cosimo Marinò, a nove anni e nove mesi, per Giovanni Romanazzi a sette anni e quattro mesi, per Giuseppe Gentile a due anni e quattro mesi, per Luigi Pavone a un anno e otto mesi. Nel collegio di difesa tra gli altri gli avvocati Salvatore Maggio, Angelo Casa, Giuseppe Sernia e Samantha Dellisanti. Un anno fa il gup del Tribunale di Lecce aveva condannato quattordici persone con il rito abbreviato.

Il blitz Sangue Blu 2 è scattato nel 2019 quando i carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Taranto hanno eseguito nei quartieri Tamburi e Paolo VI, otto provvedimenti cautelari (due in carcere e sei agli arresti domiciliari) emessi dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura salentina nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico, trasporto e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegali di armi. Durante le fasi esecutive, uno degli arrestati, residente a Bari, era stato trovato in possesso di una pistola calibro 7.65, tenuta nascosta dietro ad un mobile del bagno, completa di caricatore e 7 proiettili, di cui uno in canna e quindi pronta a far fuoco. Le indagini, avviate tra il 2014 e il 2015 dai carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Taranto e coordinate dalla Dda salentina, hanno fatto luce su un traffico di stupefacenti nel capoluogo jonico parte del quale proveniente da Torre Annunziata e dalla provincia di Bari. Le ordinanze di custodia cautelare rappresentavano un secondo segmento investigativo che aveva già visto l’arresto, a giugno del 2017, di altre tredici persone.

Nel corso delle attività investigative, condotte con servizi di appostamento e pedinamento e con intercettazioni telefoniche e ambientali, era emerso che l’organizzazione nella sua articolazione territoriale localizzata nel quartiere Tamburi, gestiva un traffico di cocaina, marjuana, eroina e hashish. Il denaro ricavato veniva utilizzato per nuovi approvvigionamenti, oltre che per la remunerazione delle figure “operative” quali i custodi, i corrieri, le staffette e gli spacciatori.

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