23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

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Taranto, l’archeologia e le prospettive: serve un progetto condiviso

foto di , Il professor Aldo Siciliano
Il professor Aldo Siciliano

Nel dibattito on line sulla valorizzazione archeologica a Taranto, organizzato da Gianni Liviano col gruppo WhatsApp Città e Cultura, abbiamo ascoltato infine la dichiarazione del prof. Aldo Siciliano, già Ordinario di Numismatica all’Università del Salento, Presidente dell’Istituto di Storia ed Archeologia della Magna Grecia ed organizzatore del Convegno di Studio sulla Magna Grecia, giunto alla sessantesima edizione e che sarà presentato, come annunciato dallo stesso Presidente Isamg, a settembre 2021, dal 24 al 27, sul tema La Magna Grecia e la Sicilia.

Doveroso coinvolgere l’istituzione che da sessanta anni organizza un congresso scientifico tutto dedicato alla Magna Grecia, in cui interviene il fior fiore di studiosi del settore. In particolare il prof. Siciliano è da ritenere, come lui stesso si ritiene, più tarantino che leccese. Una prova di riconoscimento di tarantinità l’avergli fatto sorreggere da parte dell’Arciconfraternita del Carmine, il laccio della statua del Cristo Morto nella Processione dei Misteri del Venerdì Santo. Più tarantino di così!

Il pensiero del prof. Aldo Siciliano sulla valorizzazione archeologica a Taranto.
Ottima iniziativa che ritengo preliminare al coinvolgimento della Soprintendenza e del Comune di Taranto. Carlo Belli fu ideatore del Convegno di Studi sulla Magna Grecia. Conobbe anni prima le affascinanti terre della Magna Grecia e della Sicilia viaggiando in camionette militari per recuperare alcol per uso sanitario. Veniva a Taranto e conobbe l’ing. Cassano e già allora negli anni 60 si discuteva del destino della città. I poteri forti erano uniti (nel voler determinare un futuro di industria pesante a Taranto ndr) ma c’era un mondo imprenditoriale attivo e vivace che credeva nella cultura ed appoggiò la nascita del Convegno che ebbe un grande successo e la cui anima è stata il mio maestro Attilio Stazio.

Come proseguire sulla strada della valorizzazione dell’Anfiteatro Romano di Taranto?
Credo opportuno organizzare un seminario sull’archeologia a Taranto e le sue prospettive, invitando non solo gli archeologi e coinvolgendo la cittadinanza. A Taranto c’è un problema grave: non si riesce a far cooperare enti ed istituzioni (Comune, Regione, Facoltà, Museo)! Non siamo ancora riusciti a coordinarci per un reale progetto condiviso. Nel 2004 durante la costruzione del Mercato Coperto s’individuò la struttura dell’Anfiteatro e non sono molti anni fa. Credo che non ci fu attenta opposizione da parte dei cittadini a che non venisse obliterata l’area archeologica. Fu un grave errore, ma ci sono prospettive di recupero indicate dal mio amico prof. Giorgio Rocco e dal caro collega Francesco D’Andria.

Coinvolgere il territorio dunque per evitare ulteriori saccheggi.
Il sacco di questa città avviene da sempre. Nel 1911 a Taranto, a 300 metri dalla riva di Mar Grande, furono trovate 600 monete d’argento insieme a 6 kg. d’argento: dobbiamo andare all’estero per studiarle! Se trovi qualcosa la devi vendere. Nella Soprintendenza si vede un nemico, non lo Stato. A Rudie un signore aveva trovato un vaso di bronzo del V secolo a.C.; gli fu proposto un premio di mille lire!! In questa maniera non si coinvolge il territorio!

La biblioteca dell’Istituto della Magna Grecia per la valorizzazione archeologica tarantina e la sede dell’Istituto.
La nostra biblioteca è molto valida; negli ultimi mesi siamo riusciti ad affittare i libri, a ripartire con gli acquisti, ma si deve unire a quelle dell’Università e della Soprintendenza. Occorre aprire una grande Biblioteca. Abbiamo chiesto al Comune di Taranto di firmarci una convenzione per garantirci una sede ufficiale. Noi siamo a Palazzo d’Aquino, del Comune, ma in comodato d’uso all’Università che ci ha dato il permesso, ma può darsi che dobbiamo lasciare…Come si fa a programmare se non ci sono collegamenti ufficiali che non siano legati a rapporti interpersonali?

La necessità del GIS (Geographical Information System) per pianificare il territorio di Taranto.
Si parla di un GIS per Taranto. C’è (in Puglia ndr) un laboratorio di Topografia, uno di Archeologia, uno del CNR con competenze per attivare il GIS. Il prof. Guaitoli (prof. Marcello Guaitoli ordinario di Topografia Università del Salento ndr) mi ha detto che la Soprintendenza intendeva fare la stessa operazione ma che non ha avuto buon fine. 1200 presenze archeologiche a Taranto sono registrate dal Laboratorio di Topografia. Ultimamente è uscita la fattoria dove sta per sorgere l’Ospedale. Ma non è l’unica! Ci sono tanti rinvenimenti registrati, ma non si riesce assolutamente ad avere un progetto unico. Ognuno va per conto suo!

E la Numismatica?
Per quanto riguarda la Numismatica ho visitato tutto l’Archivio della Soprintendenza ed ho un repertorio di tutti i rinvenimenti di monete nel territorio di Taranto. Bisogna continuare, partire a piccoli passi. Forse è un sogno, ma la realtà può essere migliore dei sogni!

Archeologia urbana a Taranto e prospettive.
La gente, quando va al museo, vede oggetti belli e preziosi, ma gli oggetti sono un documento della storia e Taranto non è solo greca o romana: è anche medievale! L’archeologia urbana deve riguardare tutti i periodi della storia di questa città. Ribadisco la disponibilità dell’Istituto ad organizzare un seminario coinvolgendo gli attori in tempi medio-brevi. Quanto alla cabina di regia c’è anche l’ Istituto della Magna Grecia per mettere in raccordo la ricerca col mondo del lavoro. Occorre creare lavoro per i nostri giovani.

Quali novità ha pubblicato l’Isamg? Quali i rapporti col territorio?
Abbiamo prodotto un dossier con tutti gli interventi dei Soprintendenti riferiti a Taranto, utile per progettare ricerche e valorizzazione. Io ho partecipato al progetto necropoli. A chi chiede un rapporto tra Convegni di Studio sulla Magna Grecia e la cittadinanza sottolineo che si tratta di un convegno scientifico rivolto agli studiosi, ma l’Istituto annovera iniziative con le scuole.

A conclusione di questo primo Dialogo sull’archeologia devo sottolineare che si è aperto un bel dibattito on line cui hanno partecipato numerosi cittadini e presidenti di associazioni. Sugli interessanti spunti emersi dalla cittadinanza per la valorizzazione archeologica tarantina parleremo prossimamente.

Giovanna Bonivento Pupino

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