25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

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Fim e Usb chiedono meno esuberi e più manutenzione agli impianti ex Ilva

foto di Impianti ex Ilva
Impianti ex Ilva

“Ripartire senza perdere altro tempo. La produzione del semilavorato non può più attendere”. È l’appello lanciato del segretario nazionale della Fim Cisl Valerio D’Alò al nuovo gruppo Acciaierie d’Italia che, a fronte di una importante richiesta di acciaio, “ancora cincischiano nel far ripartire gli impianti”.

“Dai dati che ci giungono, dopo lo stop imposto dal Covid – spiega D’Alò – c’è molta richiesta di acciaio, specie nel comparto dei prodotti piani. Il re dei prodotti piani è la lamiera, semilavorato che si ricava dalla laminazione a caldo di bramme o dalla spianatura e taglio a misura di un nastro. Nel primo caso si parla di lamiera da treno, nel secondo caso lamiera da coil. Si tratta di prodotti che vengono usati nell’industria automotive principalmente, nella carpenteria metallica e nella meccanica, o anche nel mondo delle costruzioni. I piani sono la specialità di Acciaierie d’Italia”. Secondo Federacciai i prodotti piani hanno segnato una sensibile ripresa rispetto al 2020. E così, tra le aziende del settore si registra una forte richiesta da parte del mercato, come dimostra Liberty Magona, leader del mercato italiano per i prodotti piani zincati e preverniciati.

Il mercato di quest’azienda – fa notare D’Alò – è condizionato dai livelli di produzione di altri stabilimenti. Nel caso specifico dalla produzione di qualità del gruppo Acciaierie d’Italia che, al momento, non sembra però rispettare i tempi di consegna. Urge, quindi, richiamare il personale dalla cig e aumentare i livelli di produzione. Il rischio è quello di creare un effetto domino sull’occupazione con cassa integrazione su cassintegrazione. Se Acciaierie d’Italia non soddisferà in fretta le richieste di Liberty Magona, anche in Toscana si vedranno gli effetti della cig. A rischio ci sono oltre 700 posti di lavoro, tra diretti, interinali e indotto. Una situazione – aggiunge il segretario nazionale – è inaccettabile”. Nel 2020 Taranto ha prodotto 3,5 milioni di tonnellate. L’obiettivo per il 2021 è di tornare a 5 milioni di tonnellate grazie al pieno funzionamento di tre altiforni nella seconda parte dell’anno. Questo milione e mezzo di tonnellate in più sul mercato potrebbe fare la differenza e contribuire a un maggiore equilibrio. “Sarebbe davvero un peccato perdere le opportunità offerte da un mercato favorevole. Bisogna rispettare i tempi di consegna concordati.

Anche per queste ragioni – rimarca D’Alò – la nostra pressione al Governo centrale è costante”. Meno cig e più dipendenti al lavoro chiede anche l’Usb di Taranto. “A seguito dell’ennesima riunione con il Ministro dello Sviluppo Economico sulla complessa situazione dello stabilimento siderurgico di Taranto, l’unica certezza venuta fuori dall’incontro è una generica dichiarazione di esuberi che la compagnia Arcelor Mittal/ Invitalia si appresta a ufficializzare, con le ovvie conseguenze che ricadranno, come sempre, sulla pelle dei lavoratori e tra l’altro senza aver presentato nessun piano industriale”. “Visto l’utilizzo della cigo Covid 19, e la pratica di affidare le manutenzioni a terzi, facile intuire in quali reparti si scaglierà la scure degli esuberi. Prova di ciò è la ‘nuova’ struttura creata da Acciaierie d’Italia che appunto, ha il compito di verificare le attività di manutenzione da terziarizzare.

Al Governo abbiamo chiesto di aprire una discussione vera, che guardi agli interessi dei lavoratori e della comunità. Basta con i soldi pubblici alla multinazionale privata che finora ha prodotto solo negatività da tutti i punti di vista. I primi 400 mln versati dal governo ‘dovevano’ servire a rilanciare le manutenzioni straordinarie degli impianti fatiscenti e a garantire la sicurezza della fabbrica”. L’Usb “continua a ribadire che l’unico strumento che può dare risposte ai lavoratori e alla comunità, è un accordo di programma con un piattaforma più volte proposta dall’Usb alle istituzioni, che parta da 3 punti fondamentali: riconoscimento del lavoro usurante, garanzia del reddito con i Lpu, incentivo ampio”. Il 28 maggio, in piazza lo Iucco, Talsano, a partire dalle 9.30, l’Usb terrà un’assemblea per tutti i lavoratori dei reparti Pla2,Tna,Fna,Laf,Tub,Erw,Off,G en del Siderurgico.

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