23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca News

Il Covid ed i giovani: i pericoli di fronte allo stress della pandemia

foto Il lockdown ed i giovani: serve attenzione
Il lockdown ed i giovani: serve attenzione

Covid e giovani. Sono due i fenomeni contrapposti emersi negli adolescenti di fronte allo stress e agli stimoli che ha provocano il cambio delle abitudini dettate dalla pandemia: “Da un lato una spinta verso la direzione psicologica del ‘puer’, cioè della ribellione, per cui le persone infrangono le regole con assembramenti e feste illegali, l’uso improprio o il rifiuto di mascherine e igienizzanti insieme al consumo spinto di alcolici, anche in una modalità esagerata superiore rispetto alle abitudini pre-Covid. Dall’altro, persone dominate dal complesso del ‘senex’, che si fanno iper prudenti, si isolano tra le loro quattro mura, che non escono nemmeno per una passeggiata.

Sono estremi psicologici e di stili di comportamento presenti in ogni epoca ed è difficile, al momento, prevedere in quanto tempo potranno essere assorbite in un funzionamento rinormalizzato, o quanto diventeranno eventi che segneranno la vita e lo psichismo delle persone”. Parte da qui Carlo Melodia, psichiatra, psicoanalista e presidente dell’Associazione Viaggi Junghiani Analitici (Vja) di Padova, che ha promosso insieme all’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma il corso biennale dedicato proprio al riconoscimento e alla cura degli stati dissociativi su base traumatica. Il corso è partito lo scorso anno per tutti gli operatori della Salute, ma a luglio apre le porte alla seconda annualità indirizzata esclusivamente agli psicoterapeuti.

Nell’uso popolare la dissociazione psichica si confonde spesso con la schizofrenia, ma quest’ultima è invece una diagnosi che richiede criteri che spesso non si ritrovano. “La dissociazione indica una parte della psiche che lavora in background, completamente staccata dalle funzioni coscienti”. Si parla di riduzione dello stato di coscienza, numbing o obnubilamento: “Dal punto vista emotivo c’è un raffreddamento generalizzato, i fenomeni emotivi vengono isolati in una parte nascosta del vissuto psichico (congelamento o freezing). Poi ci sono le fasi di assenza- spiega lo psichiatra- dove la persona si sente andare in uno stato semionirico e, dall’esterno, si percepisce che il bambino o l’adulto siano assenti. Se gli si parla appaiono distratti o assorti perché una parte della psiche usualmente dissociata sta prendendo il sopravvento e funziona non più in background ma dominando la ‘coscienza’.

Nel frattempo l’Io funziona a un livello di coscienza più basso. Si assiste, quindi, a un fenomeno che può somigliare a quello del disturbo di personalità multipla, che è molto raro, ma negli stati dissociativi i fenomeni sono meno marcati”. Poi emergono i sintomi compulsivi: abuso di alcol, di droghe, di gioco d’azzardo, di sesso compulsivo e cibo. “Stiamo assistendo all’incremento dei disturbi alimentari- conferma Melodia- si stanno acutizzando molti fenomeni di anoressia, bulimia, obesità, quest’ultima esacerbata dall’idea che una nutrizione più frequente, ricca di grassi, abbondante, possa in qualche modo irrobustire e proteggere dall’infezione. Questa non è un’idea espressa apertamenteconclude l’esperto- lavora come sottofondo, a livello semi-conscio”.

Dai giovani ai più giovani: “Il pediatra non è più il medico di neonati, bambini e ragazzi, ma è il medico dell’intera vita e anche delle generazioni successive. Ognuno di noi, infatti, è l’espressione di quelli che sono stati i suoi genitori, i suoi nonni e i suoi bisnonni. Per questo il ruolo del pediatra è importante: far sì che si instaurino degli stili di vita corretti fin dall’età evolutiva, significa non solo coltivare la salute del bambino ma coltivare quella che sarà la sua salute da adulto e, soprattutto, avere un occhio che guarda lontano”. A dirlo è Alberto Villani, presidente uscente della Società italiana di pediatria (Sip), aprendo i lavori del 76esimo Congresso italiano di pediatria, in programma fino a venerdì e dedicato ad Antonello Del Vecchio, tesoriere della Sip, scomparso pochi giorni fa. “E’ documentato – sottolinea Villani- che la povertà economica, sociale e culturale, peggiori la qualità e l’aspettativa di vita”. Da qui il ruolo centrale della scuola e l’importanza di investire in cultura e formazione: “Come pediatri stiamo portando avanti 5 proposte – spiega il presidente Sip – una scuola a tempo pieno, in cui ci sia la refezione e i bambini possano imparare cosa mangiare, come prepararlo, qual è il valore nutritivo dei cibi; una scuola in cui sia possibile praticare attività sportive; attività musicali; una scuola in cui i bambini vengano educati al bello.

La vita- sottolinea Villani – inizia ancora prima di cominciare, perché quello che facciamo oggi è trasmissibile per quattro generazioni”. Allora fondamentale in questo senso è anche “cambiare l’approccio delle istituzioni al tema infanzia, passando da un atteggiamento quasi caritatevole e marginale a un’azione organica e di lungo periodo. Non vogliamo solo progetti o bonus – ribadisce il pediatra – ma politiche per l’infanzia”. Per questo Villani sottolinea l’importanza della cosiddetta ‘mozione infanzia’, approvata all’unanimità dalla Camera a metà aprile per impegnare il governo a creare un capitolo specifico nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dedicato a tutti gli investimenti a favore dell’infanzia. E ricorda il lavoro di Paolo Siani, pediatra e parlamentare, al quale verrà conferito il premio ‘In puero homo 2021’.

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