14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

Cronaca News

Bombe contro l’auto di un avvocato e un centro estetico

foto di Blitz Japan
Blitz Japan

Non solo armi ma anche esplosivi. Il gruppo criminale tarantino smantellato dalla Squadra Mobile imponeva la sua legge a suon di minacce, con le armi in pugno ma anche a suon di bombe. Infatti, oltre a contare su una notevole e preoccupante disponibilità di armi di diversa tipologia, da quelle da guerra alle cosiddette “penne pistola” del tipo 007, il sodalizio disponeva anche di ordigni di medio potenziale. Uno è stato piazzato e fatto esplodere nella notte del 26 dicembre 2017 davanti alla saracinesca di un centro estetico in via Lago di Albano.

L’indagine è iniziata proprio da questo grave episodio ai danni del centro estetico di una donna incensurata, moglie di un poliziotto. La Procura della Repubblica di Taranto ha disposto le prime intercettazioni che non sono state utili per fare luce sull’attentato ma hanno consentito di “ricostruire assetti criminali ed attività llecite dalla viva voce degli indagati” malgrado le precauzioni da questi adottate. Ma quello contro l’attività commerciale non è l’unico atto intimidatorio contenuto nelle oltre 190 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 14 indagati dal gip del Tribunale di Lecce Sergio Mario Tosi su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Nell’indagine è finito anche un attentato dinamitardo perpetrato ai danni di un avvocato.

E’ accaduto nella notte fra il 22 e il 23 febbraio del 2018. Stando alla ricostruzione dei poliziotti, l’avvocato tarantino rivendicava da un cliente, un pregiudicato del quartiere Salinella, il pagamento della parcella per una causa civile patrocinata in favore di una parente, ma si è ritrovato una bomba sotto l’autovettura parcheggiata in una strada del centro di Taranto, nelle vicinanze della sua abitazione. Su quanto accaduto il legale ha presentato denuncia alla Polizia. Peraltro l’episodio ai danni dell’avvocato era stato preceduto dall’incendio di un’altra macchina parcheggiata in una strada della zona. Probabilmente, gli autori avevano sbagliato obiettivo. Ma non hanno esitato a correggere il tiro e a indirizzarlo sull’obiettivo prescelto.

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