02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2021 alle 15:59:00

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Anche il cinema tra le risorse in grado di cambiare il futuro

foto di Simonetta Dellomonaco
Simonetta Dellomonaco

Puntando sul cinema, Taranto vuole mettere un nuovo tassello nel progetto di sviluppo attraverso l’innalzamento della qualità della vita, dell’industriale culturale, della formazione dei giovani alle nuove professionalità. Non fa mistero delle ambizioni il sindaco Rinaldo Melucci che ieri ha presentato, assieme ai vertici di Apulia film commission, Simonetta Dellomonaco e Antonio Parente, e al vicesindaco e assessore alla Cultura, Fabiano Marti, l’adesione del Comune di Taranto alla Fondazione Afc, incontrando la stampa nel Salone degli specchi di Palazzo di città. L’adesione, che è stata votata dal Consiglio comunale, fa compiere così un passo in avanti alla città all’interno nel congegno produttivo e culturale che l’ente strumentale regionale per il cinema ha attivato da qualche anno e che ora vede aumentare notevolmente il budget finanziario messo a disposizione dalla Regione.

“Il cinema – ha detto il sindaco aprendo l’incontro – è un settore alternativo e sostenibile, ci consente di ribaltare la narrazione distorta che per anni ha caratterizzato Taranto, grazie al rapporto con Afc abbiamo già fatto passi enormi in tal senso, ma serviva qualcosa di più strutturato e non occasionale”. Una visione entusiastica la sua, che ha già trovato pratica espressione, nei mesi scorsi, con l’individuazione di una sede per il cineporto a Porta Napoli e che si svilupperà con la sua crescita nell’offerta culturale e nella produzione filmica. Gli hanno fatto eco la presidente di Afc Simonetta Dellomonaco, secondo cui l’adesione di Taranto rappresenta un punto di svolta, esprimendo la disponibilità a sostenere tutte le attività di produzione e disseminazione che arriveranno, e il direttore Antonio Parente, secondo cui l’adesione di Taranto rappresenta un importante giro di boa per l’audiovisivo e il Cinema di tutta l’area ionica, “che così si predispone a spiegare le vele del proprio incredibile potenziale”.

Marti, da parte sua, ha sottolineato come attraverso l’approvazione del Consiglio comunale tutto il processo viene metabolizzato e diventa un realtà viva per lo sviluppo di tutto il territorio. “Noi in realtà – ha inoltre ricordato il sindaco – collaboriamo con l’Apulia film commission già da qualche tempo. Grazie a loro e grazie al lavoro che fanno nelle produzioni cinematografiche, sta cambiando sicuramente la narrazione di questo territorio, che è uno degli obiettivi che abbiamo nel nostro piano di transizione a cui hanno partecipato i cittadini. Riconosciamo che nel settore della cinematografia è possibile creare tanta economia buona, tante ricadute e maestranze, coinvolgendo i giovani. Ci siamo detti che era giunto il momento in cui la situazione era matura per fare un salto di qualità in questa relazione con la Pfc. Abbiamo deciso, assieme al Consiglio comunale, alle forze di maggioranza, di aderire alla Fondazione in pianta stabile e cercheremo di dare un contributo in termini di idee, risorse, personale per fare in modo che la presenza di queste produzioni, ormai di altissimi livello sul nostro territorio diventi stabile, ordinaria, diventi uno di quei driver di sviluppo di un modello alternativo alla monocultura industriale che ci proponiamo. Al termine abbiamo rivolto alcune domande al sindaco e alla presidente di Afc.

Sindaco, il passo più importante è compiuto, ora si tratterà di tradurre le buone intenzioni in occasioni reali.
Chiaramente siamo molto contenti. Continueremo a ragionare insieme al presidente Dellomonaco e al direttore Parente per aumentare anche la dotazione infrastrutturale, per sostenere i loro progetti di formazione soprattutto per stringere una relazione con gli operatori e con le maestranze che poi vivono di cultura, vivono soprattutto di cinematografia e credo che possano avere, in questo momento di uscita dalla pandemia, una prospettiva interessante da coltivare. Noi vogliamo aiutarli, vogliamo metterli a sistema con questi sforzi istituzionali, vogliamo che questo settore diventi sempre più strategico per tutti i cittadini ionici.

Forse bisognerebbe ritagliare un ruolo maggiore anche alla creatività locale.
Assolutamente. Io ho sempre riferito che tanti anni di monocultura industriale oltre ai danni all’ambiente e alla salute hanno lascito una ferita più importante, specie nei più giovani, in chi può innovare anche in termini d’impresa su questo territorio. Ci hanno tolto la propensione al rischio d’impresa, la propensione a fare ricerca, la propensione a intraprendere strade nuove. La cinematografia è uno di questi settori in forte crescita, molto entusiasmante, che credo possa funzionare un po’ da cura per le ferite dei giovani tarantini. E io spero che questo sia davvero un buon viatico per la ripartenza della città

Alla presidente Simonetta Dellomonaco abbiamo chiesto: Nei nuovi progetti che avete in programma c’è più spazio per la creatività pugliese e per la formazione?
Sì. La creatività pugliese sicuramente trova uno spazio importante nel cinema, perché il cinema, essendo la settima arte, le racchiude tutte. Oltre alla creatività è importante però considerare il fatto che la produzione cinematografica rafforza la ricaduta occupazionale. Quindi, tutti i mestieri del cinema diventano un momento di crescita, di sviluppo anche del territorio e il “fare cinema” ha una doppia ricaduta che è quella degli impatti economici positivi oltre a quella relativa alla crescita culturale e creativa.

A proposito dei mestieri del cinema non crede che la figura dello sceneggiatore risulta un po’ appannata e depotenziata all’interno degli equilibri produttivi, soprattutto nel cinema italiano segnando un momento di debolezza, con temi intimistici e un po’ ripetitivi?
Più che debolezza parlerei degli effetti del fattore distributivo. Siamo abituati ormai a dei format legati alla distribuzione su piattaforma che a volte ha una tendenza ad appiattire i linguaggi, potrebbe essere questo. Non parlerei di un impoverimento della sceneggiatura. Poveri sceneggiatori… fanno quel che possono.

 

Silvano Trevisani

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