18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca News

Incidente alla Colata continua ex Ilva, salgono a tre i licenziamenti: è bufera

foto di Ex Ilva
Ex Ilva

Non si placano le polemiche intorno al Siderurgico. Salgono infatti a tre i licenziamenti effettuati da Acciaierie d’Italia, nuova “incarnazione” della fabbrica ex Ilva, per l’incendio con esplosione verificatosi la mattina di Pasquetta alla colata continua dell’acciaieria 2. All’addetto al pulpito, una postazione di controllo dell’impianto, già licenziato nei giorni scorsi dall’azienda dopo essere stato sospeso dal lavoro, se ne sono aggiunti altri due, anch’essi addetti alla colata continua; sono dipendenti Acciaierie d’Italia. La stessa azienda imputa loro la responsabilità dell’incidente mentre tutti i sindacati contestano la versione aziendale.

Per Usb, che ha dato la notizia dei due nuovi provvedimenti, è in atto “una vera e propria mattanza messa in atto da Arcelor Mittal/ Acciaierie d’Italia. Per Usb, “la gestione dello stabilimento continua ad essere portata avanti senza alcun rispetto dei diritti dei lavoratori e senza, cosa ancora più grave, un intervento del Governo (socio di ArcelorMittal) che possa riequilibrare i rapporti nell’interesse di chi di fatto porta avanti l’azienda”. “Non si risolvono i problemi licenziando, non si possono scaricare le responsabilità degli incidenti sui lavoratori. Le responsabilità, come spesso si è verificato anche attraverso l’intervento degli enti ispettivi, sono da addebitare a problemi di natura impiantistica e di mancata manutenzione reiterata nel tempo” ha dichiarato, parlando con l’agenzia Agi, Biagio Prisciano. “L’azienda ritiri i licenziamenti – chiede la Fim Cisl – ed interrompa il suo braccio di ferro con il Governo utilizzando i lavoratori”.

Secondo Prisciano, “Acciaierie d’Italia farebbe bene a pensare di risolvere i problemi che denunciamo e di tutte le questioni ancora in stallo che attendono le risposte che come sindacato chiediamo e pretendia mo. Al contempo – conclude – serve un deciso intervento da parte del Governo per mettere un freno a uno scenario oramai surreale”. “Tre licenziamenti per un incidente sul lavoro che non solo non ha causato alcun danno, ma che non è assolutamente imputabile al comportamento dei lavoratori, sono una cosa assurda e vergognosa” sono le parole del segretario della Uilm, Antonio Talò. “Riscontriamo purtroppo anche un grave silenzio istituzionale su questi tre licenziamenti, le istituzioni hanno preso posizione su un altro licenziamento ma non su questi del personale della colata continua”.

“Acciaierie d’Italia, con le comandate allargate, cioè mettendo sugli impianti più addetti del necessario e obbligandoli così alla presenza, ci impedisce anche di scioperare, prova ne è quello che è accaduto venerdì scorso quando insieme a Fim Cisl e Fiom Cgil abbiamo indetto, proprio alle colate continue, uno sciopero per il primo licenziamento, ora saliti a tre – sostiene Talo’ -. Abbiamo chiesto a prefetto e commissari di Ilva in amministrazione straordinaria di essere convocati, ma quell lettera sinora non è stata presa in considerazione”. Da parte sua Acciaierie d’Italia descrive l’incidente affermando che “durante il colaggio di acciaio si verificava una reazione in prossimità della lingottiera della linea 2”, e il lavoratore, posizionato all’interno del pulpito pensile (è una postazione di controllo) della colata continua 2, “ometteva di azionare, tramite pulsante, l’apposito comando di chiusura di emergenza, installato sia sul pulpito pensile che sul pannello posto sulle vie di fuga”.

Questo, scrive la società nella lettera del licenziamento, “ove attivato, avrebbe immediatamente bloccato il flusso di acciaio. Tanto – dice Acciaierie d’Italia – in spregio, tra le altre, alle disposizioni di cui al Piano di emergenza di reparto colate continue 2-3-4”. Per l’azienda, “a causa della mancata attivazione del pulsante di emergenza, l’acciaio fuoriusciva dalla paniera riversandosi all’interno della lingottiera della linea”. Di conseguenza, afferma ancora l’azienda, “la lingottiera della linea 2 ha continuato a ricevere acciaio fuso dalla paniera sino a tracimare con conseguente fuoriuscita di circa 12 tonnellate di acciaio liquido che si riversava all’esterno, investendo, tra le altre, il coperchio della stessa lingottiera e successivamente la piattaforma di colaggio”. I sindacati parlano invece di anomalia impiantistica e di mancanza di manutenzioni.

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