17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

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Egidio, Santo da venticinque anni

Sant’Egidio
Sant’Egidio

Questa settimana Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, farà l’approfondimento relativamente ai 25 anni dalla canonizzazione del Santo tarantino Egidio avvenuto in piazza San Pietro a Roma per opera di San Giovanni Paolo II.

Altri approfondimenti riguarderanno, invece, i santi della settimana e soprattutto la festività in onore di Santa Maria di Costantinopoli. Intanto veniamo a quelli che sono i santi della settimana: Santa Giovanna d’Arco, la visitazione di Maria a Elisabetta, Sant’Annibale di Francia, Sant’Eramo di Formia, Santa Clotilde, San Quirino e San Bonifacio. E allora cominciamo con i relativi approfondimenti e vediamo subito di parlare di Santa Giovanna D’Arco. Questa Santa francese pascolava le pecore quando udì una voce che le diceva di guidare i francesi contro gli inglesi. Fu condannata al rogo come eretica e le sue ceneri furono disperse nel fiume Senna. Sant’Annibale di Francia nacque a Messina verso la fine del 1800, diventò sacerdote e si trasferì alle Case Aviglione, il quartiere più misero della città. Si fece mendicante per aiutare i poveri. Fondò orfanotrofi, laboratori, scuole e le Congregazioni delle Figlie del Divino Zelo e dei Rogazionisti. A Oria nel Convento dei Rogazionisti si trova l’appartamento nel quale per un certo periodo visse il Santo.

Sant’Erasmo di Formia fu martirizzato nel 303, viene invocato dai marinai quando sulle punte degli alberi appaiono misteriose luci dette “Fuochi di Sant’Erasmo”. E’ patrono delle partorienti. Ricordiamo Santeramo, un paese in provincia di Bari che lo venera come patrono. Santa Clotilde fu sposa dei re dei Franchi e convertì il marito e il suo popolo al Cattolicesimo. Rimasta vedova donò i suoi beni e si ritirò in convento dove assistette alle lotte tra i figli per conquistare il potere. San Quirino fu vescovo croato, fu flagellato e rinchiuso in carcere dove convertì il suo guardiano. In seguito fu annegato nel fiume Sava con una pietra legata al collo. San Bonifacio, nativo dell’Inghilterra, andò in Germania per evangelizzare quelle popolazioni. Si fermò per quaranta anni e organizzò la riforma liturgica tedesca. San Norberto fu figlio di un nobile tedesco. Un giorno ebbe una apparizione, si convertì e con una mula e dieci monete d’argento iniziò la sua predicazione itinerante.

Queste le feste mariane della settimana che ci ricordano la Madonna dei Martiri, della Lettera, dell’Aiuto, del Sole e della Sapienza. Questi i detti della settimana: “Chi vuole arrosto e brodo deve sudare sodo”, “Il bene di fortuna passa come la luna”, “L’uccello senza nido non ha amore”, “L’uomo senza famiglia non ha cuore”, “Chi non si adatta o cambia o schiatta”, “La Messa letta vale quanto quella cantata”, “La cognata è come l’acqua lavata”. Queste le effemeridi di Giuseppe Cravero che ci ricorda che il 31 maggio 1937 al Molo Sant’Eligio fu benedetta la statua in marmo di San Cataldo alta 14 metri. Il 2 giugno 1869 si inaugurò in Piazza Castello l’attuale Palazzo di Città. Il 2 giugno 1901 in Piazza Garibaldi fu inaugurato il busto a Garibaldi.

Il 4 giugno 1953 in Piazza Ebalia fu inaugurata la Fontana Rosa dei Venti con i getti centrali e ventuno laterali di acqua luminosa. La fontana presenta le teste di otto tra i più importanti venti. Il 4 giugno 1893 a Palazzo di Città fu inaugurata la grande Biblioteca Acclavio. Il 5 giugno 1916 furono inaugurati i Cantieri Tosi. Queste le effemeridi di Fornaro: il 30 maggio 1734 Taranto si arrende a Carlo di Borbone, il futuro Carlo III. Il 3 giugno 1659 Re Carlo parifica le famiglie nobili tarantine a quelle del Regno. Il 5 giugno 1929 parte dal Mar Piccolo la Crociera Aviatoria Italiana nel Mediterraneo guidata da Italo Balbo. Il 5 giugno 1305 Filippo viene nominato Principe di Taranto dal padre Carlo II. Il 31 maggio 1371 Gregorio XI unisce la Chiesa di Taranto a quella di Santa Maria di Roma. Fornaro ricorda anche la festività della visita che la Madonna fece a Santa Elisabetta e in quella circostanza venne a sapere che la cugina era anche lei incinta; da lei poi sarebbe nato San Giovanni. Fornaro ricorda ancora che, come una specie di tradizione, perché la festa cade nel mese di marzo, la Confraternita di Santa Maria di Costantinopoli il 31maggio festeggia la patrona di quella che è la Confraternita intitolata a Santa Maria di Costantinopoli conosciuta con il nome dei Santi Medici Cosma e Damiano.

Oggi la Confraternita è tornata nella storica sede di via Di Mezzo, invece l’antica chiesetta si trova ricostruita vicino al Cavalcavia. Infine Fornaro ricorda che il 2 giugno di 25 anni fa il nostro Sant’Egidio veniva canonizzato in Piazza San Pietro da Giovanni Paolo II. Per tale circostanza la parrocchia tarantina di San Pasquale farà solo festeggiamenti religiosi. Sarebbe bello, quando la pandemia avrà cessato il suo dominio anche su Taranto, pensare di organizzare ogni anno per tale circostanza anche una festività civile.

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