23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca News

“Caro prezzi nell’edilizia, i cantieri rischiano lo stop”

foto di Fabio De Bartolomeo
Fabio De Bartolomeo

L’Ance di Taranto scrive ai comuni e a tutti gli enti appaltanti della provincia per sollecitare soluzioni negoziali con le imprese in grado di far fronte al “caro materiali” e assicurare continuità ai cantieri. Già dalla fine del 2020, si registra un progressivo e rilevante rincaro dei prezzi di acquisto di materie prime impiegate in edilizia che, travalicando le ordinarie fluttuazioni del mercato, rende di fatto economicamente insostenibile l’esecuzione delle commesse affidate o in via di affidamento il cui quadro economico è stato definito con prezzi differenti.

Secondo le analisi di Ance che ha raccolto dati di diverse fonti di rilevazione, si sono registrati negli ultimi mesi aumenti assolutamente straordinari: ad esempio, l’acciaio tondo per cemento armato, +150% nel periodo novembre 2020-maggio 2021, rame +45,5% nel periodo novembre 2020-aprile 2021, cemento +10% nel periodo dicembre 2020-gennaio 2021. Il trend sembra destinato ad esporre il mercato ad ulteriori aumenti nei prossimi mesi. Le ragioni di tale situazione derivano da una serie di dinamiche internazionali, impreviste ed imprevedibili, che vanno ad accrescere i disagi di un settore già gravato dalla crisi pandemica.

Nel momento della ripresa dei cantieri e delle attività edilizia, in modo sorprendente, si registra l’impennata dei prezzi di alcuni materiali la cui origine in qualche caso sarebbe da ricercarsi in pratiche collusive globali più che in normali fluttuazioni del mercato. Il Codice dei Contratti pubblici non prevede adeguati meccanismi di revisione e ristoro in grado di ristabilire equilibri contrattuali saltati con l’aumento dei prezzi. “Nonostante gli sforzi delle imprese esecutrici, commesse che prevedono un rilevante impiego di tali materiali rischiano di non essere più economicamente sostenibili -spiega il presidente dell’Ance Fabio De Bartolomeo- con la prospettiva di un blocco generalizzato degli appalti che riteniamo sia interesse di tutti provare a scongiurare.

In tale direzione, nelle more di un provvedimento normativo ad hoc che Ance continua a richiedere con forza al Governo, spetta alle Amministrazioni ricercare il dialogo e la collaborazione con le imprese appaltatrici, al fine di evitare rallentamenti – o peggio ancora – situazioni di stallo nell’esecuzione degli appalti in corso. Occorre pertanto, con le attuali norme e con le risorse eventualmente individuabili nei quadri economici a disposizione, mettere in campo soluzioni negoziali in grado di garantire coperture ai maggiori oneri ed assicurare continuità ai cantieri. Per quanto concerne le opere da affidare, sarebbe auspicabile – conclude il presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili- condurre una preventiva opera di adeguamento della base d’asta che tenga conto dei rincari e prevedere nei contratti specifica clausola revisionale”.

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