21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 06:51:48

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Inquinamento, pioggia di condanne: tutti i nomi e le pene

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La lettura della sentenza del Processo Ambiente Svenduto

Una pioggia di pesanti condanne sui vertici Ilva. Per la Corte d’Assise di Taranto è disastro ambientale doloso e i responsabili sono proprietari, dirigenti e fiduciari dell’Ilva, i fratelli Fabio e Nicola Riva, condannati rispettivamente a 22 e a 20 anni, il direttore generale Luigi Capogrosso, condannato a 21 anni e anche l’addetto alle relazioni esterne, Girolamo Archinà, a 21 anni e 6 mesi. Condanne pesanti ma inferiori ai 28 anni chiesti dalla pubblica accusa. La Corte ha accolto in blocco la tesi accusatoria con le sue richieste, anche per il filone dei politici, pur avendo comminato condanne inferiori a quelle richieste. L’ex governatore Nichi Vendola è stato condannato a 3 anni e 6 mesi, a fronte dei 5 chiesti dal pm, l’ex presidente della Provincia Gianni Florido e l’assessore all’Ambiente Michele Conserva, a 3 anni (4 la richiesta), l’ex segretario Vincenzo Specchia a 2 anni (3 la richiesta dopo la rinuncia alla prescrizione da parte dell’imputato).

Prosciolti per prescrizione, invece, gli altri politici coinvolti, Donato Pentassuglia consigliere regionale all’epoca e ora assessore all’Agricoltura e Nicola Fratoianni (assessore della Giunta Vendola). Pesanti le condanne anche per i capi area e dirigenti, dai 17 anni agli 11 anni e mezzo. Con l’unica eccezione di Buffo, 4 anni la condanna contro i 20 anni chiesti dal pm. Per alcuni imputati la Corte è andata oltre le richieste dell’accusa, come nel caso di Assennato che si è visto comminare 2 anni malgrado la richiesta del pm Mariano Buccoliero fosse la metà. Unico imputato assolto fra i vertici Ilva l’ex prefetto Bruno Ferrante, presidente del cda per poche settimane, dal 10 luglio al 27 agosto 2012. Per lui il pm aveva chiesto ben 17 anni di reclusione. Tutti gli imputati,anche quelli prosciolti per prescrizione, sono stati condannati a rifondere le spese legali alle parti civili. Assolti dall’abuso d’ufficio il sindaco dell’epoca Ezio Stefano, alcuni funzionari del Ministero dell’Ambiente, Luigi Pelaggi e Dario Ticali e della Regione, Francesco Manna e Pierfrancesco Palmisano.

Complessivamente sono 26 le condanne inflitte, 9 le assoluzioni, 4 delle quali piene e 9 gli imputati prosciolti per prescrizione che quindi escono dal processo. L’altra decisione di particolare rilevanza della Corte è la confisca dell’area a caldo, come richiesto dall’accusa, ossia degli impianti ritenuti le fonti delle sostanze inquinanti. Un provvedimento che potrebbe incidere sul futuro dello stabilimento ma non è immediatamente esecutivo. Respinta l’eccezione di illegittimità costituzionale sul disastro ambientale sollevata dall’avvocato di Fabio Riva, Luca Perrone. “Manifestatamente infondata”, ha scandito il presidente Stefania D’Errico quando ha cominciato a leggere le prime delle 83 pagine del lunghissimo dispositivo, nell’aula magna della Scuola sottufficiali della Marina. Per le motivazioni, la Corte si è riservata i canonici 90 giorni che potrebbero allungarsi di altri 90.

CONDANNE
Nicola Riva,
presidente del cda di Ilva dal 19 maggio 2010 al 9 luglio 2012, procuratore speciale di Riva FIRE, 20 anni (25 anni). Fabio Riva, già vicepresidente di Ilva spa, vicepresidente del cda di Riva FIRE, 22 anni (28 anni). Luigi Capogrosso, direttore generale dello stabilimento fino al 3 luglio 2012 e dipendente Ilva fino al 28 settembre 2012, 21 anni (28 anni). Nicola Andelmi, capo area Parchi, 11 anni e 6 mesi (17 anni). Angelo Cavallo, capo area Agglomerato, 11 anni e 6 mesi (17 anni). Ivan Di Maggio, capo area Cokerie, 17 anni (17 anni). Salvatore De Felice, capo area Altiforni dal 9 dicembre 2003 al 26 luglio 2012, direttore dello stabilimento dal 3 luglio 2012 al 26 luglio 2012, 17 anni (17 anni). Salvatore D’Alò, capo area Acciaieria 1 dall’8 aprile 2003 al 26 luglio 2012, capo area Acciaieria 2 dal 28 ottobre 2009 al 26 luglio 2012, capo area GRF dal 27 aprile 2007 al 26 luglio 2012 , 17 anni (17 anni). Girolamo Archinà, responsabile/addetto relazioni esterne dello stabilimento Ilva, 21 anni e 6 mesi (28 anni). Francesco Perli, avvocato del Gruppo Riva, 5 anni e 6 mesi (7 anni). Adolfo Buffo, direttore dello stabilimento dal 27 agosto 2012 al 15 febbraio 2013, 4 anni (20 anni). Antonio Colucci, dirigente con funzioni di capo area Logistico- Operativa responsabile I.Ima/1-IV sporgente, 4 anni (5 anni). Cosimo Giovinazzi, capo del reparto Movimento Ferroviario, 2 anni (1 e 3 mesi). Giuseppe Di Noi, capo del reparto I.Ima. IV sporgente, 2 anni e 6 mesi (3 e mesi 9). Giovanni Raffaelli, ispettore tecnico dell’Arpa incaricato di verifiche su una gru al porto, 2 anni (1 e 3 mesi). Lanfranco Legnani, fiduciario della famiglia Riva, “direttore ombra” dello stabilimento, 18 anni e 6 mesi (20 anni). Alfredo Ceriani, fiduciario della famiglia Riva, responsabile dell’area a caldo dello stabilimento, 18 anni e 6 mesi (20 anni). Giovanni Rebaioli, fiduciario della famiglia Riva con compiti di gestione dell’area Parchi- Materie Prime, 18 anni e 6 mesi (20 anni). Agostino Pastorino, fiduciario della famiglia Riva, responsabile dell’area Ghisa e degli investimenti, 18 anni e 6 mesi (20 anni). Enrico Bessone, fiduciario, dipendente della Riva FIRE, responsabile area Manutenzione meccanica delle acciaierie, 17 anni e 6 mesi (20 anni). Gianni Florido, Presidente della Provincia, 3 anni (4 anni). Michele Conserva, assessore provinciale all’Ambiente, 3 anni (4 anni). Vincenzo Specchia, segretario generale della Provincia, 2 anni (3 anni dopo rinuncia alla prescrizione dell’imputato). Lorenzo Liberti, rettore del Politecnico di Bari 15 anni e 6 mesi (17 anni). Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, 3 anni e 6 meri (5 anni). Giorgio Assennato, direttore generale Arpa Puglia, 2 anni (1 anno).

ASSOLUZIONI
Bruno Ferrante,
presidente del cda Ilva dal 10 luglio al 27 agosto 2012, assolto per non aver commesso il fatto (17 anni). Giuseppe Casartelli, fiduciario, responsabile di diverse aree, assolto per non aver commesso il fatto (2 anni e 6 mesi). Cesare Corti, fiduciario, responsabile dell’area LAM-Treno nastri, assolto per non aver commesso il fatto (2 anni e 6 mesi). Ezio Stefàno, sindaco di Taranto, assolto perchè il fatto non costituisce reato (non doversi procedere per prescrizione). Francesco Manna, capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, assolto perchè il fatto non sussiste (8 mesi). Luigi Pelaggi, della segreteria del Ministero dell’Ambiente, assolto (non doversi procedere per prescrizione). Dario Ticali, presidente Commissione Ipcc-Aia, assolto (non doversi procedere per prescrizione). Caterina Vittoria Romeo, addetta relazioni istituzionali dell’Ilva, assolta (non doversi procedere per prescrizione). Pierfrancesco Palmisano, funzionario della Regione Puglia, assolto (non doversi procedere per prescrizione).

NON DOVERSI PROCEDERE PER PRESCRIZIONE
Sergio Palmisano,
dal 10 luglio al 30 luglio 2012 responsabile servizio di prevenzione, prescrizione (non doversi procedere per prescrizione). Vincenzo Dimastromatteo, responsabile area Altiforni, prescrizione (non doversi procedere per prescrizione). Angelo Veste, segretario del presidente della Provincia, prescrizione (8 mesi). Cataldo De Michele, ispettore della Digos, prescrizione (non doversi procedere per prescrizione). Donato Pentassuglia, consigliere regionale (attualmente assessore), prescrizione (8 mesi). Antonello Antonicelli, dirigente del settore Ambiente della Regione, prescrizione (8 mesi). Nicola Fratoianni, assessore regionale, prescrizione (8 mesi). Davide Filippo Pellegrino, direttore area Sviluppo economico della Regione, prescrizione (8 mesi). Massimo Blonda, direttore scientifico Arpa Puglia, prescrizione (1 anno).

CONFISCHE
La Corte ha disposto la confisca dell’area a caldo e di 2 miliardi e 100 milioni di euro, “quale profitto derivante dagli illeciti amministrativi”, nei confronti di 4 società, Ilva spa in amministrazione straordinaria, Riva FIRE, Riva Forni elettrici e Partecipazioni industriali.

PARTI CIVILI
La Corte ha condannato gli imputati al pagamento di una provvisionale (immediatamente esecutiva) nei confronti degli enti locali costituitisi in giudizio: 100.000 euro al Comune di Taranto, 100.000 euro alla Regione Puglia, 50.000 euro alla Provincia di Taranto e 30.000 euro al Comune di Statte. Innumerevoli le provvisionali disposte in favore delle parti civili fra le quali 25.000 euro per l’associazione Peacelink, della stessa entità per Alta Marea. E altre di varia entità per Legambiente, WWF, per numerose cooperative di mitilicoltori, per la cooperativa “Arca Jonica” di case popolari di residenti del quartiere Tamburi. Diecimila euro di provvisionale è stata disposta in favore di Luigi Romandini, parte civile. Altre provvisionali per sindacati, Unione provinciale agricoltori e altre associazioni di categoria fra cui la Federazione lavortori metalmeccanici, la casa di cura San Camillo, oltre che per singoli cittadini costituitisi in giudizio. Complessivamente sono circa un migliaio le parti civili ad aver ottenuto il pagamento di una provvisionale, più le spese legali.

Annalisa Latartara

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