14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

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Il Pri di Taranto celebra il 2 Giugno ricordando “Giuseppe Garibaldi, Padre della Patria”

foto di Giuseppe Garibaldi
Giuseppe Garibaldi

Il 2 giugno Festa della Repubblica, alle 11.30, la sezione tarantina del Partito Repubblicano Italiano guidata dal Segretario Alessandro De Stefano «onorerà il generale Giuseppe Garibaldi morto proprio il 2 Giugno del 1882 e Padre della nostra Italia».

«Il PRI – si legge in una nota – deporrà una corona di alloro ai piedi del monumento al condottiero sito nell’omonima piazza cittadina. Volutamente non ci saranno proclami o discorsi ma solo il gesto simbolico. Garibaldi fu il fervente difensore di quella Repubblica romana e mazziniana di cui la nostra Repubblica è figlia. Senza quella esperienza repubblicana in cui il popolo comprese che libertà non significava licenza, democrazia non era anarchia e lavoro non significava lotta di classe o assenteismo, orbene, senza quella Repubblica romana, lo stesso concetto di Repubblica Italiana sarebbe assente.

Oggi abbiamo la necessità di riscoprire l’Amore per la nostra Patria e dobbiamo farlo anche attraverso la riscoperta dei simboli. Sono i simboli che ci uniscono e sono i simboli che parlano direttamente al nostro cuore. Soprattutto in un momento di crisi valoriale come quello odierno, in cui la Repubblica è scambiata per un ring nel quale i partiti, o meglio ciò che resta di essi, si scatenano in una guerra per la conquista del potere, proprio adesso abbiamo la necessità di dire con forza basta! Il PRI si tira fuori da questo modo di intendere la Res Publica, per noi la Repubblica è Diritti ma anche Doveri, è educazione ad essere nazione senza scivolare nel pericoloso nazionalismo, è preparazione alla virtù civile e agli interessi generali, mettendo da parte i vantaggi personali. La Repubblica, che il 2 giugno festeggiamo con gioia, è un patto sociale dove ognuno rinuncia a qualcosa per il bene di tutti.

Abbiamo bisogno di riscoprire la Repubblica, perché ne abbiamo perso la memoria storica e le sue radici che affondano nel Risorgimento, nella Resistenza e nella Costituente; tutte parole che purtroppo appaiono vuote perché citate da tutti ma studiate e comprese da pochi. Non è un caso se il PRI, il partito più antico d’Italia, l’unico che non ha cambiato simbolo, colore e nome, sia l’unica forza politica a decidere di onorare la Patria repubblicana con un gesto tanto simbolico quanto solitario. La nostra speranza è che tra dodici mesi anche le altre forze politiche comprendano seriamente la necessità di celebrare la Repubblica, senza la quale non esisterebbero, non solo con le parole ma anche con i fatti, cambiando atteggiamento e mostrandosi degne della nostra Italia».

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