02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2021 alle 09:59:00

Cronaca News

Un Centro ricerca per l’acciaio pulito

foto di Centro ricerca per l’acciaio pulito
Centro ricerca per l’acciaio pulito

E’ stato presentato al top management di Acciaierie d’Italia il Centro di ricerca e sviluppo dell’azienda. Il Centro ha sede nello stabilimento siderurgico di Taranto. La struttura occupa una superficie di 2.000 metri quadri, tra uffici e laboratori, che si aggiungono a quelli già presenti nello stabilimento. Sono già stati effettuati investimenti per 2,5 milioni di euro per la ristrutturazione di una palazzina di stabilimento, mentre gli investimenti previsti sono pari a 10 milioni di euro nei prossimi 3 anni.

La forza lavoro del Centro è di 12 ingegneri neoassunti e 6 ingegneri già presenti a cui si affiancheranno 12 tecnici di laboratorio entro 12 mesi. Dei 10 milioni a budget, il 70% è destinato alle attrezzature di laboratorio. Una parte, invece, è riservata alla formazione. Il Centro -secondo quanto illustrato ai manager dell’industria siderurgica- nasce per rispondere agli impegni e alle sfide che contraddistingueranno il futuro del sito di Taranto e, più in generale, della produzione siderurgica italiana, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica, all’efficientamento dei processi produttivi e alla decarbonizzazione. L’obiettivo che si pone il Centro di ricerca è quindi quello di fornire un supporto metodologico e scientifico all’innovazione tecnologica lungo sei direttrici.

Fra le priorità rientrano la decarbonizzazione e la transizione energetica e l’efficientamento dell’approvvigionamento elettrico (anche in merito alle centrali interne). Ulteriori obiettivi del Centro sono legati all’economia circolare (anche a vantaggio del territorio del capoluogo jonico in cui potranno nascere start up per offrire servizi ad Acciaierie d’Italia), lo sviluppo di nuovi prodotti, lo sviluppo della produzione di tubi per il trasporto di idrogeno. Altre mission del Centro di Taranto, digitalizzazione e Industry 4.0, sono già partite in diverse aree. L’obiettivo finale è quello di estendere a tutte le aree aziendali i principi dell’Industria 4.0. Attualmente il Centro di Ricerca e Sviluppo è già al lavoro su dodici progetti e ha avviato 11 collaborazioni con enti aziende di primo piano a livello mondiale e con prestigiose realtà accademiche: dagli accordi strategici con CSMRina, Paul Würth e Snam fino alle collaborazioni con l’Università. Tra queste ultime figurano il Politecnico di Torino, l’Università di Pisa e quella di Bari.

In particolare, una delle collaborazioni più importanti è con il Centro Sviluppo Materiali-Rina che accompagnerà Acciaierie d’Italia in 3 ambiti fondamentali. In primo luogo la formazione. I nuovi ingegneri assunti seguiranno un corso di 240 ore di Alta formazione specializzata, equivalente a un master in siderurgia e metallurgia. Viene poi l’economia circolare per sviluppare in partnership progetti di economia circolare e individuare le direttrici di sviluppo prodotto su cui concentrare la ricerca. Infine c’è lo sviluppo dei prodotti per i diversi settori di interesse dell’azienda dell’acciaio, ossia componenti per il settore automotive, banda stagnata e cromata per impieghi più severi, lamiere per il settore navale, nonché lamiere di grande spessore e resistenza per le infrastrutture. Acciaierie d’Italia, la società formata da ArcelorMittal e da Invitalia (società del Mef) in seguito all’investimento dello Stato, pensa al futuro malgrado le incognite legate alle vicende giudiziarie che vedono coinvolto lo stabilimento tarantino (nel procedimento penale per la precedente gestione targata Riva). Il Centro di ricerca vuole rappresentare l’inizio di un nuovo corso che va in una direzione diversa rispetto al passato. E soprattutto nella direzione della sostenibilità della produzione e del rispetto dell’ambiente e della salute della comunità tarantina.

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