21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca News

Il ministro Giorgetti: Solo lo Stato può salvare l’ex Ilva

foto di il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti
Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti

Attende con ansia la sentenza del Consiglio di Stato il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Sono quasi nove anni ormai che il futuro dell’ex Ilva di Taranto è legato alle vicende giudiziarie; dal 26 luglio 2012, giorno del sequestro dell’area a caldo. Si tratta di vicende riguardanti non solo la gestione passata, quella dei Riva, condannati in primo grado per disastro ambientale doloso ma anche quella recente di ArcelorMittal, prima dell’ingresso dello Stato e della nascita della società Acciaierie d’Italia.

Negli ultimi mesi è arrivato il giorno del giudizio. Il 31 maggio scorso la confisca disposta dalla Corte d’Assise di Taranto in sentenza. Ora si attende il verdetto, in questo caso definitivo, dal Consiglio di Stato. “Nel caso di Taranto – ha detto Giorgetti durante il suo intervento al Festival dell’Economia a Trento- convergono una serie di situazioni tipiche della realtà italiana. L’acciaieria a Taranto serve e a proprietà pubblica, perchè il settore è strategico per l’industria che sta a valle. E’ importante tenere vicino agli utilizzatori la produzione di acciaio”.

In queste condizioni, sostiene Giorgetti, nessun imprenditore farebbe investimenti col rischio di perdere tutto, peraltro in tempi brevi: “Con una confisca che pende e altre situazioni da definire sotto l’aspetto ambientale, su cui aspettiamo con impazienza il Consiglio di Stato, non si troverà un privato che investa. Solo lo Stato – ha sottolineato il capo del Mise- in ragione dell’interesse strategico può assumersi questo rischio”. Per la decisione dei giudici amministrativi, spiega il ministro, è ormai una questione di giorni: “Dopo il verdetto del Consiglio di Stato, atteso per metà giugno, ci siederemo al tavolo con l’azioni sta Mittal, e terremo conto anche del rinnovato quadro normativo e finanziario a livello europeo sull’acciaio green”.

Secondo Giorgetti, in considerazione delle vicende giudiziarie e delle conseguenze che comportano, soltanto lo Stato può salvare il Siderurgico e assicurargli una prospettiva futura: “E’ chiaro che non si troverà in nessuna parte del mondo un privato che faccia degli investimenti, dell’entità di quelli che servono a Taranto per rendere l’impianto ecosostenibile, con il rischio – fa notare Giorgetti- che un giorno questa confisca possa portare via tutto ciò che è stato investito. Quindi è il classico caso in cui il mercato fallisce e solo lo Stato, in ragione dell’interesse strategico, può assumersi questo rischio”.

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