05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 12:00:30

Cronaca News

Fulvio Costone, da “angelo custode” a sindacalista

foto di Fulvio Costone
Fulvio Costone

Da “angelo custode” di alti esponenti istituzionali, magistrati, ministri e leader politici, al sindacato. L’impegno di Fulvio Costone nella Polizia di Stato continua. Nell’ambito del piano di organizzazione sul territorio nazionale del sindacato “Libertà e sicurezza Polizia di Stato”, il segretario generale di Roma lo ha nominato segretario generale provinciale di Taranto.

Nel corso della sua carriera, Costone è stato impiegato in diversi servizi di istituto ma fra i tanti spiccano quelli di tutela e sicurezza di una certa rilevanza, i servizi di scorta in periodi in cui erano sinonimo di grande rischio e, in alcuni casi, purtroppo, anche di grandi tragedie per la storia della Repubblica italiana. Capo scorta per un anno e mezzo dell’attuale Capo dello Stato, il Presidente Sergio Mattarella durante il suo mandato di Ministro della Pubblica Istruzione, Costone, fra l’altro, è stato alle dirette dipendenze del procuratore nazionale antimafia Bruno Siclari, il magistrato che prese il posto di Giovanni Falcone, degli ex presidenti del Senato Piero Grasso e Nicola Mancino, del ministro Vincenzo Scotti, del magistrato e politico Claudio Vitalone, di Massimo D’Alema e Cirino Pomicino. Nel suo ricco curriculum ci sono anche servizi effettuati in collaborazione col Sisde (acronimo dei Servizi segreti dell’epoca) e col Nocs per particolari esigenze di tutela e sicurezza.

Come nasce questo impegno nel sindacato? La segreteria nazionale mi ha conferito questa nomina alla guida della segreteria generale provinciale di Taranto che ho accolto con piacere. Ringrazio il segretario generale per la fiducia nei miei confronti. Il mio impegno ha come obiettivo quello di portare avanti il programma ambizioso e importante dell’organizzazione sindacale ‘Libertà e Sicurezza Polizia di Stato’, un programma di riforme teso a valorizzare il ruolo della Polizia di Stato nel nostro Paese. Come segretario provinciale di “Libertà e sicurezza Polizia di Stato” per quali riforme intende impegnarsi? Il nostro impegno, come sindacato, è finalizzato a restituire alla Polizia di Stato il ruolo che le spetta nelle indagini di polizia giudiziaria, quindi col poliziotto dominus delle indagini e non più il magistrato, come avviene in tanti Paesi.

Pertanto, l’intento è quello di svolgere un ruolo propositivo della riforma del sistema giudiziario. Inoltre, il nostro impegno va nella direzione del superamento dell’attuale ordinamento scritto nel 1981 con un nuovo testo unico di norme che regolamentino l’amministrazione della Polizia di Stato. Vogliamo che la Polizia abbia uno ‘Statuto dei poliziotti’ e come sindacato stiamo lavorando anche per questo. Dopo mezzo secolo l’Italia merita una nuova e funzionale Polizia”. Dopo tanti anni al servizio di alti esponenti istituzionali che ricordo conserva di alcuni di essi, in particolare del Presidente Mattarella? All’epoca era ministro della Pubblica Istruzione.

Porto con me un ricordo molto piacevole di quella fase lavorativa. In particolare il Presidente Mattarella è una persona stupenda con la quale sono onorato di aver prestato servizio come capo scorta. Dalle scorte al sindacato, come pensa che si ritroverà in questo nuovo impegno? In passato ho già ricoperto incarichi nelle organizzazioni sindacali, quindi è un settore che già conosco. Quella di impegnarmi di nuovo, questa volta con Libertà e Sicurezza Polizia di Stato, per me è stata una scelta di campo basata sulla condivisione di un programma ben preciso e interessante da portare avanti. In questo senso darò, ancora una volta, il mio contributo.

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