25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

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I nomi della città: via Felice Cavallotti (già Via Adua)

foto di Via Felice Cavallotti (già Via Adua)
Via Felice Cavallotti (già Via Adua)

Delibera n. 954 del 10 settembre 1932 – Commissario Prefettizio Giovanni Ortolani e delibera dell’8 giugno 1944 – Sindaco Ciro Drago. Tra Via Pitagora e Viale Virgilio. Circoscrizione Città Vecchia- Borgo.

L’attuale Via Cavallotti era stata così denominata per la prima volta in epoca post unitaria. Il toponimo rimase tale fino all’avvento del Fascismo quando il regime, con la delibera n. 954 del 10 settembre 1932, Giovanni Ortolani Commissario Prefettizio, per celebrare la famosa battaglia lo mutò in Via Adua. Nel 1944 in epoca di defascistizzazione, con la delibera dell’8 giugno 1944 la Giunta comunale guidata dal Sindaco Ciro Drago abolì il toponimo Via Adua e lo sostituì ripristinando il vecchio toponimo di Via Felice Cavallotti. Felice Carlo Emanuele Cavallotti è stato un politico italiano, poeta e drammaturgo vissuto nel XIX secolo. Era nato a Milano il 6 ottobre del 1842.

Fu il fondatore insieme ad Agostino Bertani della Estrema Sinistra Storica e del Partito Radicale Italiano presente in Parlamento nel 1904 in età pregiolittiana. Il padre Francesco era un veneziano che si era trasferito a Milano insieme alla madre Vittoria Gaudi per motivi di lavoro. Appena diciottenne lasciò la famiglia per unirsi a Garibaldi nella spedizione dei Mille del 1860. Partecipò alla terza guerra di indipendenza come volontario nel 4º Reggimento comandato dal colonnello Giovanni Cadolini del Corpo Volontari Italiani. Si distinse per valore nella battaglia di Vezza d’Oglio. Nel 1867 fu di nuovo al fianco di Garibaldi nella Roma pontificia durante la fallita insurrezione che vide l’intervento delle truppe francesi in aiuto di Pio IX. Cavallotti era anche un giornalista e collaborò con il giornale milanese L’Unione per il napoletano L’Indipendente di Alessandro Dumas padre. Scrisse anche satire anti-monarchiche per la Gazzetta di Milano e per il Gazzettino Rosa. Come politico, morto Agostino Bertani esponente della sinistra radicale ai tempi di Francesco Crispi, nel 1866 ne assunse l’eredità politica e nel 1873, all’età di 31 anni, fu eletto per la prima volta al Parlamento come deputato di Corteolona.

Molto attivo contro gli ultimi governi della Destra Storica, Cavallotti fu critico e si collocò all’opposizione anche nei confronti della Sinistra Storica di Crispi salita al potere nel 1876 e di De Pretis denunciò con vigore il trasformismo. Guidò il partito della estrema sinistra radicale per dodici anni portandolo ad ottenere ampi consensi e facendone aumentare la presenza in Parlamento da venti a settanta deputati. I suoi rapporti col Partito Socialista erano critici ma comunque con esso fu alleato nelle lotte sociali e nelle battaglie contro il colonialismo a fianco di Andrea Costa ed Enrico Malatesta. Felice Cavallotti morì il 6 marzo 1898 ucciso in duello dal conte Ferruccio Macola (che sarebbe finito suicida anni dopo), direttore del giornale conservatore Gazzetta di Venezia, che lo aveva sfidato in seguito ad un diverbio. Felice Cavallotti morì raggiunto alla bocca ed alla carotide dalla sciabola dell’avversario. Per la sua morte Giosuè Carducci pronunciò all’Università di Bologna un discorso funebre pieno di passione. Cavallotti è sepolto nel cimitero di Dagnente (oggi frazione di Arona), sul Lago Maggiore.

Historicus

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