14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 08:14:58

Cronaca News

L’inchiesta di Potenza, “Le società a Martina, così stiamo tranquilli”

foto di Il Tribunale di Potenza
Il Tribunale di Potenza

La sede legale di tre società dell’avvocato Piero Amara a Martina, gli incarichi di consulenza e di difesa legale, i rapporti con Capristo. Ma non solo. I presunti intrecci delineati dalla Procura di Potenza vanno anche oltre i nomi degli indagati. Nelle oltre 300 pagine dell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Potenza Antonello Amodeo, su richiesta del procuratore capo Francesco Curcio, in cui spunta anche il nome di Luca Palamara, viene riferito anche di altri rapporti fra Amara e parenti di magistrati all’epoca alla Procura di Taranto.

Il riferimento, esplicito, emerge nella descrizione dei rapporti fra il poliziotto Filippo Paradiso e l’ex procuratore aggiunto di Taranto e attuale procuratore di Matera Pietro Argentino. “Egualmente rilevanti – si legge- in tale direzione le evidenze riguardanti il rapporto Paradiso/Argentino, altro magistato, all’epoca procuratore aggiunto a Taranto”. In un’intercettazione telefonica un avvocato, non indagato, “riferisce che il figlio dell’attuale procuratore della Repubblica di Matera, dottor Pietro Argentino, è stato assunto (successivamente al 2016) dallo studio legale di Amara, grazie all’intervento di Filippo Paradiso”. Lo stesso avvocato spiega di averlo “appreso da Amara”. In questa vicenda, comunque, Argentino e il figlio non sono indagati. Alcuni passaggi dell’ordinanza fanno emergere anche la presenza di tre società dell’avvocato Amara a Martina Franca.

Come riferito da questo giornale il 22 luglio 2019, la presenza di Amara a Martina salta fuori dall’indagine condotta dalla Procura capitolina sulla presunta corruttela di un giudice del Consiglio di Stato in pensione estesa ad alcune società dello stesso legale e di altri soggetti, per una serie di fatturazioni ritenute false. Stando alle indagini della Guardia di Finanza, l’avvocato Amara dal 1° gennaio 2016 era fiscalmente domiciliato a Martina Franca in via Sant’Eligio 6, strada in pieno centro cittadino. Allo stesso indirizzo risultavano anche le sedi legali di tre società, Da.Gi, srl, Entropia Energy srl e P&G Corporate srl. Da quanto si legge nell’ordinanza emessa dal gip di Potenza, Calafiore, sentito come testimone, ha riferito nel corso delle indagini che la sede fu spostata in seguito ad un’inchiesta: “… Noi spostammo le sedi legali della società a Taranto, esattamente a Martina Franca, che Amara mi disse: ‘Spostiamoli qua che siamo… siamo sereni”.

Le diverse circostanze riferite nell’ordinanza sono state ricostruite attraverso documenti acquisiti nelle procure e nei tribunali dagli investigatori della Guardia di Finanza e della Polizia di Potenza e attraverso l’interrogatorio di ben 80 testimoni. Nella mattinata di martedì 8 giugno, contestualmente alle esecuzioni dei provvedimenti cautelari, gli investigatori hanno effettuato alcune perquisizioni domiciliari nei confronti dei destinatari. Undici complessivamente gli indagati, fra i quali figurano l’ex gip del Tribunale di Trani Michele Nardi e l’ex pm della Procura i Trani Antonio Savasta, oltre l’impenditore Flavio D’Introno coinvolto nel cosiddetto “sistema Trani”.

Infatti, fra le contestazioni nei confronti di Capristo ci sono anche vicende che riguardano il periodo in cui era procuratore capo a Trani. Quindi, oltre alla nomina a procuratore di Taranto, nel mirino della Procura di Potenza è finita anche quella, decisamente datata, perchè risalente al 2008, di procuratore di Trani. Secondo le ipotesi investigative, in quanto all’epoca dei fatti in servizio all’ispettorato generale del Ministero della Giustizia, Nardi avrebbe “messo a disposizione del Capristo l’utilità consistente nel suo impegno a sostenerlo nella nomina a Procuratore della Repubblica di Trani (nomina avvenuta nel 2008)”. Impegno, secondo gli investigatori, “consistente in una obbligazione di mezzi e non di risultato che si manifestava in una attività di raccomandazione, persuasione, sollecitazione nei confronti di chi era in grado di determinare la nomina del Capristo”. Fin qui le accuse. Capristo, in una recente intervista a TarantoBuonasera ha replicato alle dichiarazioni di Amara su presunte “sponsorizzazioni” sulla nomina di procuratore a Taranto rivendicando la piena regolarità della sua nomina da parte del Csm.

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