Cronaca News

Gli arrestati, nelle carte anche un amico in… Paradiso

foto di Filippo Paradiso
Filippo Paradiso

E’ un ispettore della Polizia di Stato ma a quanto pare Filippo Paradiso non indossa più da tempo l’unifome del poliziotto. E’ un signore distinto che gira in giacca e cravatta, anzi girava perchè da martedì 8 giugno è destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere come l’avvocato Piero Amara. Il nome di Paradiso era già presente nelle carte della precedente vicenda giudiziaria di Capristo. Il pm Lanfranco Marazia aveva riferito alla Procura di Potenza di averlo incontrato a casa di Capristo del quale era amico, come ha testimoniato in aula nella prima udienza del processo a carico di Capristo. Nello stesso procedimento che tornerà in aula davanti alla Sezione Penale del Tribunale di Potenza, Paradiso è fra i testimoni citatii dalla pubblica accusa.

Il suo esame in aula è in calendario nella prossima udienza, il 16 giugno. Nella precedente inchiesta, comunque, non era indagato. E’ stato consulente del presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, in precedenza ha prestato servizio negli uffici di diretta collaborazione di alcuni sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, con i governi Prodi e Berlusconi. Ha lavorato anche al Ministero dell’Interno, come collaboratore della segreteria del capo di gabinetto di Matteo Salvini e poi del sottosegretario Carlo Sibilia. In quest’inchiesta è stata ascoltata come persona informata sui fatti dagli inquirenti anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che ha spiegato di averlo conosciuto tramite Gianni Letta: “E’ un funzionario della Polizia. Gianni Letta lo conosceva e mi parlò molto bene di lui”.

Il presidente del Senato è stata ascoltata sia su Paradiso che sulla nomina di Capristo da parte del Csm. Paradiso sembra un personaggio uscito da un romanzo di Gianrico Carofiglio. Di recente, dalle cronache è finito in un recente saggio, “Magistropoli” di Antonio Massari. Un librone di diverse centinaia di pagine, con copie di verbali e altri atti giudiziari, in cui compare il nome di Paradiso, anche in questo caso in relazione all’ex procuratore aggiunto Pietro Argentino al quale sono dedicati due paragrafi, uno dei quali dal titolo poco lusinghiero. Nessuno dei due, comunque, risulta indagato in quelle vicende.

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