17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

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Ambiente Svenduto, storia ed errori dell’acciaio a Taranto

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Ambiente Svenduto, storia ed errori dell’acciaio a Taranto

Un viaggio utile attraverso i fatti realmente accaduti, dalla nascita della fabbrica ad oggi per capire come la vicenda dell’ex Ilva di Taranto si è trasformata in un falli-mento di Stato. Tutto ciò è raccontato in “Ambiente svenduto” il lavoro di Angelo Carrieri, con prefazione di Pino Aprile, edito da Mandese, che ripercorre la controversa storia, come recita il sottotiolo, del “benessere avvelenato del Pianeta Acciaio”

IL LIBRO
Le ragioni complesse e gli interessi intrecciati che frenano il cambiamento del sistema produttivo del Paese. I reali motivi che hanno portato alla caduta del mito del progresso del Pianeta Acciaio. Taranto è stata ‘privilegiata’ dalla nascita di un’acciaieria a ridosso del quartiere tra i più popolosi e giovani della città che oggi, rappresenta nitidamente l’arretratezza congenita del sistema Paese e l’incertezza sul futuro dell’intero comparto produttivo. La grande industria moderna, ha saputo arginare e sconfiggere, negli anni del boom economico, la miseria delle campagne dando vita allo sviluppo del Mezzogiorno. Diritto al lavoro e al benessere sociale per tutti. La cultura contadina e quella marinara, sono state soppiantate dal mito di progresso ed emancipazione della comunità.

Oggi, la crisi dell’acciaio e il fallimento del modello industriale basato unicamente sullo sfruttamento di risorse e territorio, ha cambiato ogni cosa. Il pianeta acciaio ha causato quarant’anni di devastazione ambientale dando vita a sequestri, processi, licenziamenti e ad un conflitto sociale senza precedenti. La terra è stata inquinata irrimediabilmente e quel benessere, tanto desiderato, resta un pallido ricordo se dall’incognita della fabbrica vengono lambite le scuole, le case, la città intera. L’entusiasmo con cui i contadini hanno abbandonato i campi deponendo le zappe e i pescatori hanno abbandonato il mare è svanito per sempre, lasciando una ferita acuita dallo sdegno per quella tutela dei diritti dei cittadini che, in questa città, lo Stato non garantisce.

L’Autore
Angelo Carrieri è uno scrittore e docente di lettere. È stato dirigente scolastico della scuola di ‘confine’ della città di Taranto ed in particolare del quartiere Tamburi. La scuola media a ridosso della grande accia¬ieria; in qualità di osservatore privilegiato ha conosciuto il senso di abbandono di una parte della cit¬tà, costretta all’inferno, a subire la violenza quotidiana dell’inquinamento del suolo, dell’aria e a conoscere la pena della malattia e della morte senza poter cambiare la situazione. È stato impegnato nella politica della locale amministrazione comunale. Ha scelto di scrivere questo saggio, per dare a tutti uno strumento utile a comprendere e fare memoria dell’accaduto affinché gli errori del passato non si ripetano.

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