02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2021 alle 10:58:00

Cronaca News

“Sì all’acciaio tutelando la salute”

foto di Mara Carfagna
Mara Carfagna

Su Acciaierie d’Italia si registra l’intervento di due ministri, del Lavoro Andrea Orlando e per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna. Orlando sostiene che “su Arcelor Mittal, come ha detto il ministro Giorgetti, credo si debba andare a un chiarimento, in parte legato anche alla pronuncia del Consiglio di Stato. In ogni caso si deve definire un orizzonte più ambizioso, questo è lo sforzo che nasce anche dalla costituzione di Acciaierie italiane, che a mio avviso deve sostenere tutta la filiera della produzione legata all’acciaio. Lo può fare, lo Stato ha fatto uno sforzo importante”.

Ha detto Orlando giovedì 10 giugno ad Ameglia (provincia di La Spezia), rispondendo ad una domanda sulla situazione dei lavoratori e sulla produzione dell’ex Ilva. “Il Ministero dello sviluppo economico sta seguendo questo processo, oggi ci sono passaggi difficili ma superati quelli la prospettiva credo possa essere positiva”, ha evidenziato Orlando. Per il Governo Draghi, “Taranto è una priorità assoluta, occorre però seguire la via della concretezza e del pragmatismo”. Ha dichiarato il ministro Carfagna nel corso dell’assemblea straordinaria del Cnel. Carfagna ha affermato che l’Italia non può rinunciare alla produzione dell’acciaio ma la salute dei cittadini non può essere sacrificata: “Da una parte, l’Italia non può privarsi della produzione di acciaio per il bene e la solidità della sua economia. Dall’altro, però, Taranto non reggerebbe l’impatto dello tsunami occupazionale che seguirebbe la chiusura della fabbrica. A questi interessi socio-economici tuttavia – ha precisato- non possiamo sacrificare la salute e la vita dei cittadini”.

Intanto, l’atmosfera all’interno della fabbrica semnbra piuttosto tesa, stando al contenuto di una nota inviata da Fim, Fiom e Uilm alla direzione Risorse Umane, alla direzione Aree Manutenzioni Centrali dello stabilimento di Taranto e al medico aziendale. “Appare sempre più confusionaria e poca trasparente la nuova gestione della Direzione di area di manutenzione centrale, in quanto si continua a non effettuare una programmazione delle manutenzioni così come necessitano agli impianti e/o a macchinari su cui vengono effettuate le suddette attività”.

“Tale situazione – hanno lamentato i sindacati – ha determinato di fatto un aumento delle stesse lavorazioni che vengono effettuate a pronto intervento e/o affidate a terzi con il personale sociale collocato in cassa integrazione. Inoltre, ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro sulla nuova discutibile sovrastruttura che dovrebbe occuparsi di una pianificazione delle manutenzioni ordinarie e straordinarie che riguardano lo stabilimento di Taranto, come denunciato in un documento sindacale delle scorse settimane”. Secondo Fim, Fiom e Uilm, “l’aumento del numero del personale di primo turno potrebbe determinare seriamente un rischio da contagio da Covid 19, soprattutto durante i momenti di possibile assembramento che si verificano durante il trasporto del personale, la refezione e l’utilizzo degli spogliatoi”. “La Direzione dell’area manutenzione centrale si assume una grande responsabilità, in quanto – concludono le tre sigle- crediamo che tale scelta non sia stata condivisa con la direzione medica e con i delegati Rls”.

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