04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 08:57:00

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Letta: «Questa città dovrà essere risarcita». Orlando: «Taranto polo dell’acciaio»

La visita in città del segretario del Pd. Intanto il ministro del lavoro ribadisce l’esigenza di rilanciare la filiera industriale con i fondi del Recovery

foto di La visita di Enrico Letta a Taranto - foto Francesco Manfuso
La visita di Enrico Letta a Taranto - foto Francesco Manfuso

«Sono qui per ascoltare, per capire e dare impulso al Mezzogiorno. L’Italia riparte se riparte il Mezzogiorno e Taranto è una di quelle città emblema del Sud, è una città che l’Italia deve risarcire. È tutto molto complesso e complicato, ma noi ci metteremo tutto l’impegno possibile per far sì che la transizione ci faccia dimenticare il passato e si volti pagina per un futuro completamente diverso». Così il segretario del Pd Enrico Letta, che sabato 12 giugno ha voluto inaugurare a Taranto il suo tour per incontrare i territori.

Nella sua lunga giornata tarantina Letta ha dapprima incontrato a Palazzo di Città il sindaco Rinaldo Melucci e il presidente della Regione, Michele Emiliano. Sia Melucci che Emiliano gli hanno ribadito l’inderogabile necessità di chiudere l’area a caldo dello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia e, sotto l’aspetto più squisitamente politico, l’esigenza di consolidare l’esperienza dell’amministrazione comunale in carica in vista delle elezioni comunali del 2022 così da replicare il successo che ha  portato alla conferma di Emiliano alla guida della Regione.

Successivamente Letta ha incontrato l’arcivescovo Filippo Santoro e poi, nel pomeriggio, i militanti della città e della provincia. Non prima, però, di aver incontrato un gruppo di genitori di bambini vittime di malattie correlate all’inquinamento.

«Noi – ha detto Letta – guardiamo al futuro di questa città, immaginando un futuro di decarbonizzazione e questo grazie agli investimenti del governo su questa città. Parliamo di un miliardo e 800 milioni che faranno cambiare pagina a Taranto».

Nell’incontro con i militanti non sono mancati gli interventi degli iscritti che hanno sottolineato la divaricazione, alla quale spesso si è assistito, tra i sentimenti del territorio e le scelte dei governi nazionali con riferimento alla irrisolta questione ambientale e al rapporto tra stabilimento siderurgico e città.

Va ricordato che nel 2013, nel pieno dell’esplosione della vertenza Ilva e dell’inchiesta Ambiente Svenduto, Enrico Letta, allora presidente del consiglio, decise il commissariamento  dell’Ilva nominando commissario Enrico Bondi ed Edo Ronchi in qualità di sub commissario. E a proposito di scelte di governo, proprio nella stessa giornata di sabato 12 giugno, il ministro del lavoro Andrea Orlando ha ribadito che, superate le incertezze legate alle questioni giudiziarie ancora aperte (è attesa la sentenza del Consiglio di Stato sulla chiusura dell’area a caldo), il governo ha tutta l’intenzione di rilanciare la filiera dell’acciaio.

«Il governo – ha detto Orlando in visita all’azienda Sesa di Empoli – ha fatto tutti i passi necessari per consolidare la filiera e per lavorare su un grande polo dell’acciaio a Taranto, attorno al quale ruota tutta la filiera nazionale. Superati alcuni passaggi fondamentali, nel rispetto delle valutazioni della magistratura, ci saranno tutte le condizioni per realizzare il piano che potrà godere delle risorse del Recovery Fund».

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