02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 16:55:00

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Feste solo liturgiche in onore dei santi Francesco, Antonio e Vito

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Feste solo liturgiche in onore dei santi Francesco, Antonio e Vito

Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, apre la stessa con una vibrata protesta perchè ancora, nonostante il calo dei contagi del Covid 19, non si autorizzano le processioni, invece la scorsa domenica e il sabato precedente tutti abbiamo visto la grande confusione e assembramento di gente su Corso Due Mari per la ben riuscita manifestazione sportiva a livello mondiale.

Questa settimana Fornaro parlerà delle feste, purtroppo soltanto liturgiche, in onore dei Santi Francesco di Paola (nella foto in alto), Antonio e Vito. Questi i santi della settimana: Antonio da Padova, Eliseo, Vito, Quirico, Ranieri di Pisa, Calogero e Romualdo. Questi gli approfondimenti su alcuni santi. Sant’Eliseo profeta viene ricordato come il più taumaturgico dei profeti, San Quirico e Giuditta sono patroni di Cisternino. San Ranieri di Pisa è famoso perché dalle sue reliquie mancano le due dita della mano destra che nel Medio Evo si era soliti tagliare ai ladri. San Calogero visse quasi cento anni tra le grotte ed è invocato per guarir gli indemoniati. San Romualdo fondò in Toscana l’eremo di Camaldoli.

Questa settimana la Chiesa cattolica celebra la Madonna sotto i titoli di: Madonna della Pietà, delle Lacrime e Madonna Greca. Questi i detti della settimana: “Di Sant’Antonio il fiorone per testimone”, “Di San Vito la fica vuole il marito”, “Fa’ come dico io e non fare come faccio io”, “Se ricco ti volevo povero non ti facevo”, “Di San Vito verde o secco si deve mietere”, “La morte pregata non arriva mai”, “Sembra un pidocchio risuscitato”, “E’ tutto bocca come lo scorfano”. Questa settimana per le effemeridi Giuseppe Cravero ci ricorda che il 16 giugno 1974 tra la fine di Corso Ai Due Mari e l’inizio del Lungomare fu inaugurato il monumento al Marinaio fatto costruire dall’ammiraglio Angelo Iachino per ricordare le vittime militari della II Guerra Mondiale.

Il monumento in bronzo è alto sette metri, lungo sette metri quanto la base di granito che è alta due metri. Fornaro ci ricorda tra le effemeridi che il 13 giugno 1758 nacque lo scrittore tarantino Giovanbattista Gagliardo. Il 15 giugno 1381 viene assassinato l’arcivescovo di Taranto Giacomo IV. Il 19 giugno 1912 la scrittrice Matilde Serao tiene una conferenza nel teatro Alhambra. Questa settimana si sarebbero dovuto svolgere, domenica 13 giugno, sia la processione in onore di San Francesco di Paola, ma anche le due processioni in onore di Sant’Antonio. È antica e sentita la devozione dei tarantini a San Francesco di Paola. Dal 1980 nel convento tarantino dei paolotti si custodisce il bastone del Santo. Ancora oggi i pescatori tarantini invocano San Francesco come il primo marinaio, unitamente a tutta la gente di mare della quale il Santo è patrono.

Allo stesso santo è intitolato l’attuale Ponte Girevole. Dal 1593 San Francesco di Paola è riconosciuto patrono meno principale di Taranto e il suo volto è affrescato nella Cupola del Cappellone di San Cataldo. La vita del Santo è ricca di miracoli come l’attraversamento del Canale dello Stretto di Messina sul suo mantello. I padri Paolotti si cibano soltanto di pesce perché la loro regola vieta che si possano cibare di carni, di uova e di latticini. Il Santo morì a 91 anni e dal 1943 fu proclamato patrono della gente di mare. I Paolotti sono presenti a Taranto dal 1530. Il secondo approfondimento della settimana riguarda San Vito che si festeggia il 15 giugno Fu ucciso a 16 anni per difendere la fede. È patrono degli attori e di coloro che sono morsi dalla Taranta o “ballo di San Vito”. Fin dal 1132 a San Vito sorgeva un antico monastero. Nulla di esso è rimasto.

Nel Museo Diocesano di Taranto si conserva nel Reliquario il sangue del Santo che nel passato si scioglieva proprio il 15 giugno. San Vito iniziò a fare miracoli fin dall’età di 7 anni e fu fatto martirizzare dal padre prima che diventasse maggiorenne. Le nostre nonne pregavano San Francesco di Paola perché potesse proteggerle nel corso della notte; pregavano anche San Vito perché riconducesse al loro affetto una persona cara e si rivolgevano a Sant’Antonio così dicendo: “Tu canusce le mie besogne, tande chiacchiere no’nge vonne”. Infine per quanto attiene Sant’Antonio di Padova Fornaro ricorda che al Santo è dedicata la parrocchia di via Duca degli Abruzzi ma il Santo è anche venerato nella Chiesa di San Francesco de Geronimo ai Tamburi dove si trova l’antica Confraternita di Sant’Antonio.

Nel passato si svolgeva anche una terza processione nella Città Antica e sempre al Borgo si svolgeva una processione a cura dei carcerati perché vicino alla Villa Peripato si conserva in una nicchia la statua del Santo. L’antica statua del Santo dell’ex Convento di Sant’Antonio si trova nella Chiesa del SS. Crocifisso. Si dice che Sant’Antonio faccia tredici miracoli al giorno. Il 13 giugno i tarantini mangiano il pane benedetto di Sant’Antonio e il dolce dello stesso Santo prodotto da Giovanni Doro. Quando si svolgeva la processione molti bambini miracolati vestivano l’abito del Santo da Padova.

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