28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 03:59:00

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Un nuovo romanzo per Edna Magenga

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Un nuovo romanzo per Edna Magenga

Lo scrittore e pittore Carlo Fioroni attualmente residente in Francia, dopo aver letto “Sangue pazzo” così si esprime: “Edna Magenga, di solida formazione scientifica e artistica, dipinge e scrive, e con questo suo “Sangue pazzo” non è certo alla prima prova… Per questo con tanta maggior curiosità, anche proprio curiosità, ve l’attendevamo… Non ci ha deluso… Me lo sono girato e rigirato tra le mani, leggendolo e rileggendolo, il suo libro, e alla fine mi son detto che se avessi avanzato che il suo “Sangue pazzo” è un libro scritto a rotta di collo avrei colto, in certo modo, nel segno. A rotta di collo e senza veli, cosa che è, alla fine, quantomai difficile, perché a ogni curva il rischio di uscire di strada e rompersi le ossa è in agguato. È un gioco di equilibrio che esige d’aver ormai integrato, passando da una prova di scrittura all’altra, un certo virtuosismo. Che potrebbe anche spiazzare un lettore più o meno ancorato alla fruizione di modalità di scrittura piuttosto classiche. Come me. Ed effettivamente ho avuto bisogno di sentirla al telefono per risalire da un iniziale leggero smarrimento…

Poi, con la mia chiave di lettura in mano, me lo sono proprio goduto e mi sento di consigliarlo vivamente a chi sappia togliersi dagli occhi ogni tipo di benda, ideologica o stilistica che sia”. “Sangue Pazzo” è un inno alla vita e all’insperato, all’inatteso e alle adrenaliniche risorse che i ragazzi degli anni ’60, ’70 e ’80 tenevano arrotolate nelle maniche delle camicie a fiori e nelle pieghe dei jeans. Pare di sentirle le risate e i singhiozzi di una ragazza cresciuta all’ombra dei campanili che scandivano giornate solari, riempivano rapporti di amicizia pulita, intramontabile.

Le esperienze raccontate nel romanzo hanno spesso il sapore trasgressivo di anni in cui tutto era in divenire, tutto doveva essere ancora scritto. Mancava la noia e la sconcertante sicurezza, mancavano soldi e la definizione che appiattisce e dissolve. Tutto era conquista, stupore. Così il romanzo passa in rassegna il quotidiano e si sofferma con ironia fra le pieghe di esperienze che il tempo ha consegnato definitivamente all’intramontabile e al formidabile. Ci si ritrova nelle pagine di Sangue Pazzo fra gli amici del pallone all’oratorio, nelle feste in casa, nelle aule delle scuole fredde e affollate, nelle prime esperienze d’amore. Ci si ritrova e nasce un sentimento d’invidia e nostalgia. Perché nessuno avrebbe voluto perderseli quegli anni, nessuno li ha dimenticati. Essi hanno formato mente e cuore, sguardi e parole e ancora oggi sono indiscutibilmente presenti nello stile di vita di chi li ha vissuti. Stile fluido, scorrevole, il romanzo si legge e si vive in libertà. Le storie narrate, la ricerca di una identità consacrata all’autenticità, il rifiuto di qualsiasi stereotipo conducono l’autrice a scoprire l’essenza più vera della propria natura fatta di bellezza, naturalezza e libera espressione. Vincono sempre i sentimenti, vince la ricerca della felicità e l’intrigante atmosfera dell’attesa che dà a ogni conquista sapore e profumo.

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