04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 01:55:00

Cronaca News

Taranto in C, l’inizio di un percorso

foto di Il Taranto in serie C
Il Taranto in serie C

Giorni di festa per i tifosi tarantini per questo ritorno del Taranto fra i club professionistici. E’ un momento di grande gioia, che è proporzionale alle tante, innumerevoli sofferenze degli anni passati. Il tutto poi è giunto in un contesto storico in cui stiamo venendo fuori da vere e proprie tempeste sociali e umane, a livello nazionale, vedi pandemia, ed in sede locale per le note vicende. Occorre convenirne. Taranto aveva bisogno di una sana boccata di ossigeno, che possa servire a rivitalizzare l’intero tessuto sociale, e la promozione realizzata domenica ci ha dato ben più di una boccata.

Non è stato facile perché gli scogli incontrati sul percorso sono stati moltissimi e di non agevole aggiramento. Basti pensare ai quattro infortuni “chirurgici”, che hanno privato la squadra per periodi lunghissimi di Alfageme, Corvino, Falcone e Guastamacchia, per non parlare degli infortuni “minori” che hanno tenuto fuori squadra per lunghi periodi tanti altri. Pensate cosa sarebbe accaduto se la c.d. dea bendata non ci avesse privato almeno dei primi quattro? A mio giudizio, il Taranto avrebbe vinto il campionato con dieci punti di vantaggio! Che dire poi della resistenza opposta da taluna delle contendenti, da una in particolare, senza mezzi termini e senza l’esclusione di alcun tipo di colpi? Ma è il caso di fare il punto in fatto di polemiche. Per favore, basta con il Picerno, che non avrebbe titolo per dolersi di nulla. E’ vero, gli esponenti operativi di detta società sono cambiati, almeno formalmente, ma la proprietà è la stessa.

Come si fa a dimenticare che solo l’anno scorso la società in questione si è macchiata del crimine più vergognoso in ambito sportivo ovvero del mercimonio di una partita? Le polemiche devono però essere superate perché la bellezza di questa promozione è tanta e va vissuta senza ombre, senza se e senza ma. Solo chi sente sulla pelle i colori rossoblu può cogliere senso e portata di questa promozione. In proposito, un enorme grazie va rivolto al Presidente Giove che quasi da solo ha retto il peso dell’impresa e ci ha creduto sino in fondo. Ma un ringraziamento ugualmente enorme va rivolto al tecnico Laterza, allo staff, a tutti i calciatori – dai “teneri” 2002 all’immarcescibile capitano Marsili, all’esemplare Tissone, domenica a 36 anni, il migliore in campo – e ad ogni tipo di collaboratore. Tutti , pur in mancanza della dovizia di mezzi di taluno degli anni passati, hanno stretto la cinghia e sono giunti vincitori al traguardo della promozione. Godiamoci questi momenti, ma non dimentichiamo che siamo sono all’inizio di un percorso, che deve continuare ad essere vincente. Il successo va consolidato. Richiede una partecipazione corale. Ognuno deve recitare la propria parte, dare il proprio contributo, qualsiasi esso sia.

Non possiamo rischiare di tornare indietro, esperienza purtroppo recente e tristemente vissuta. Taranto sportiva domenica era pazza di felicità. Alzi il dito chi al fischio finale non si è commosso. Al fischio finale, ho visto accanto a me un uomo di quarant’anni piangere per almeno un quarto d’ora, come un bambino. Ora dobbiamo solo stare attenti a non dilapidare tutto questo e vigilare sui seminatori di odio e di zeppe. Il Taranto deve completare il suo percorso, fermo restando che al pari dell’entusiasmo la vigilanza dovrà essere massima. Sono tuttavia convinto che se sapremo valutare la gioia di questi giorni e, consentitemelo, la valenza sociale di questa promozione riusciremo a superare ogni difficoltà. Grazie rossoblu e forza Taranto!

Ciro Saltalamacchia

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