04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 01:55:00

Cronaca News

Ex Ilva, “Rischio inaccettabile, la batteria 12 va fermata”

foto di Il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani
Il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani

Fermare la batteria 12 della cokeria dello stabilimento siderurgico perchè a “rischio cancerogeno”. E’ quanto chiede al ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani il Comitato Cittadino per la Salute e l’Ambiente a Taranto (Massimo Castellana responsabile legale del Comitato) insieme all’Associazione PeaceLink (presidente Alessandro Marescotti), il Comitato Quartiere Tamburi (Giuseppe Roberto), Donne e Futuro per Taranto Libera (Lina Ambrogi Melle), Genitori Tarantini (Cinzia Zaninelli), LiberiAmo Taranto (Maria Arpino), Lovely Taranto (Antonella Coronese).

Il prossimo 30 giugno scade il termine per la messa a norma dell’impianto, la più grande batteria di distillazione del carbon coke ed è quella su cui maggiormente di concentravano le aspettative di rispetto delle prescrizioni dell’Autorizzazione Intergrata Ambientale. “Secondo l’Aia 2012 la batteria doveva essere messa a norma entro il 1° luglio 2014. Poi i provvedimenti salva-Ilva hanno prorogato la scadenza. Nonostante la proroga la batteria ad oggi non risulta dotata delle ‘migliori tecnologie’ previste. Pertanto chiediamo di fermarla”. Per questo le diverse realtà del mondo ambientalista tarantino si rivolgono a Cingolani.

La richiesta inoltrata al Ministero per la Transizione ecologica il 15 giugno (via pec) si basa su considerazioni ambientali e sanitarie. Riguardo alle prime, “entro il 30 giugno prossimo devono essere ottemperate quattro prescrizioni di cui tre non sono state attuate”. Da quanto si legge nella richiesta, “la batteria non è stata dotata della tecnologia Sopreco per abbattere le emissioni. Non sono state installate cappe di aspirazione performanti allo sfornamento. Non è stata infine attivata la doccia per abbattere le polveri nella fase di spegnimento del carbon coke. Tutte tecnologie che andavano installate in questi anni e che era possibile installare. Questa batteria della cokeria sfora il limite di emissioni di 25 g/t coke per le polveri”. Citando Arpa Puglia, il Comitato pone il problema delle polveri con benzo(a)pirene ai Tamburi: “Sussiste una criticità per le deposizioni di benzo(a)pirene con valori delle postazioni Deledda e Tamburi Orsini che risultano, rispettivamente, pari a circa 10 e 20 volte la media annuale rilevata a Talsano (fondo urbano), caratterizzato da simile orografia e densità antropica, incluso traffico veicolare, ma situata circa 10 km più a sud rispetto all’area industriale”. Le considerazioni sanitarie si concentrano sulla cokeria dalla quale “viene dispersa una notevole quantità di idrocarburi policiclici aromatici, una miscela cancerogena che contiene anche benzo(a) pirene (IARC classe 1) e naftalene (IARC classe 2B). Una delle cose più inquietanti è che, durante le indagini dell’Istituto Superiore della Sanità, il naftalene sia stato rinvenuto a Taranto nell’urina delle donne in quantità ragguardevoli”.

Secondo Comitato e associazioni, “il rischio cancerogeno generato dalla emissione dell’area a caldo dell’Ilva è stata acclarato anche a volumi produttivi ridotti”. Anche in questo caso il riferimento sono i dati Arpa: “E’ stata da poco resa nota sul sito di Arpa Puglia la Vds (Valutazione Danno Sanitario) calcolata su 6 milioni di tonnellate/anno di acciaio. Tale Valutazione del danno sanitario certifica un rischio cancerogeno inaccettabile per l’Ilva di Taranto con l’attuale autorizzazione. Tutto questo è particolarmente grave in quanto la Vds di fatto attesta che è stato autorizzato a 6 milioni di t/a uno stabilimento con rischio cancerogeno inaccettabile in violazione del principio di precauzione e di prevenzione. Si può quindi concludere che è stato autorizzato dal Suo Ministero uno scenario emissivo (6 milioni di tonnellate annue di acciaio) a cui corrisponde un eccesso di rischio cancerogeno inaccettabile. Signor ministro, quanto le segnaliamo con questi dati – che sicuramente Lei è in grado di comprendere – è gravissimo e sarà nostra cura segnalare la nuova Vds anche alla Procura della Repubblica perché attesta l’esposizione della popolazione ad un rischio inaccettabile. Le chiediamo che non venga concessa nessuna proroga per ragioni di carattere scientifico. Lei è uno scienziato e le chiediamo di anteporre le ragioni della scienza, consultando in merito l’organo tecnico (Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – Ct V)) per un parere motivato. La batteria va fermata, signor ministro, il tempo dell’attesa e delle proroghe è finito ed”. Nella richiesta, inviata alla vigilia della conferenza dei servizi sulle prescrizioni della cokeria prevista il 16 giugno, Comitato e associazioni preannunciano anche un esposto alla magistratura tarantina.

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