03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

Cultura News Storia

La Concattedrale, Gio Ponti e Motolese: storia e arte in mostra al MuDi

foto di La Concattedrale, Gio Ponti e Motolese: storia e arte in mostra al MuDi
La Concattedrale, Gio Ponti e Motolese: storia e arte in mostra al MuDi

Se non ci fosse stata la grande espansione industriale non ci sarebbe stata la Concattedrale. Ma oggi proprio la straordinaria opera di Gio Ponti può trascinare la riscossa culturale e civile di una città che sta pagando il prezzo proprio degli effetti collaterali che quella industrializzazione, lasciata fuori controllo, ha prodotto. La mostra dedicata a Gio Ponti e alla Concattedrale è utile anche per gli spunti di riflessione che offre per capire meglio la parabola di quella che diventava la capitale europea dell’acciaio, oggi terra che tenta la difficile via di uscita da una crisi ambientale ed economica in larga parte dovuta proprio alla dipendenza dal colosso siderurgico. La mostra “Gio Ponti e la Concattedrale di Taranto 1970-2020 .

Il sogno di una città, il sogno dei suoi cittadini e il sogno di Guglielmo e di Giovanni” è stata inaugurata martedì 15 giugno e dal 16 sarà aperta al pubblico, fino al 26 settembre. Concepita per celebrare i cinquant’anni della avveniristica nuova cattedrale progettata da uno dei più grandi geni dell’architettura del Novecento, la mostra è rimasta in naftalina per quasi un anno, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Martedì l’inaugurazione al Museo Diocesano, alla presenza delle massime autorità istituzionali. L’iniziativa, come è stato spiegato nella presentazione, è il frutto di un accordo firmato a giugno 2019 dall’Arcidiocesi di Taranto, dall’allora Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto e dal Dipartimento di Scienza dell’Ingegneria e dell’Architettura del Politecnico di Bari e nasce come esito di una tesi di laurea realizzata da cinque giovani architetti dell’ateneo barese.

Promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, l’organizzazione ha coinvolto anche la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, il CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Gio Ponti Archives, l’Istituto di Studi Superiori Musicali “G. Paisiello” di Taranto, l’Associazione Chromophobia e Do.Co.Mo.Mo Italia, oltre al Comune di Taranto che ha già contribuito alla riqualificazione della Concattedrale con il ripristino delle celebri vasche nelle quali si specchia la vela in tutta la sua elegante altezza. Alla presentazione sono intervenuti l’arcivescovo Filippo Santoro, le soprintendenti Maria Piccarreta e Barbara Davidde, Carlo Moccia per il Politecnico, Fabio De Chirico per il Ministero. La mostra è suddivisa in cinque sezioni tematiche e arricchita da supporti audio e video. Il percorso è studiato per condurre il visitatore alla comprensione graduale del processo ideativo dell’opera. Un processo che parte dalla conoscenza dei due grandi protagonisti di quella irripetibile stagione creativa: Gio Ponti e Guglielmo Motolese.

Le lettere originali del voluminoso carteggio tra l’architetto e l’arciveoscovo sono tra i pezzi pregiati di questo allestimento che accoglie il visitatore con la riproduzione della facciata della Concattedrale. I plastici delle prime versioni del progetto rilasciano la grande suggestione del travaglio spiriturale e progettuale che ha acconmpagnato la creazione delal HGran Madre di Dio, mentre l’importante apparato fotografico delle fasi della costruzionesono uno sguardo romantico verso quel passaggio epocale dalle aree rurali alla città urbanizzata. A chiudere la mostra è invece la proiezione di immagini e audio originali d’epoca dove è possibile rivivere le commoventi fasi della inaugurazione del 6 dicembre 1970.

Ha detto bene monsignor Santoro: «La mostra è una opera d’arte in se stessa e per questo va reso merito ai giovani che l’hanno realizzata. La grandiosa creatività di quest’opera è oggi affidata a noi per non farla disperdere. Il nuovo cammino che abbiamo davanti è quello di essere costruttori di bellezza per suoprare il dramma dell’inquinamento e della mancanza di lavoro. Taranto sta superando la tempesta prodotta dall’incuria di un modello economico dissennato». L’arcivesovo non ha mancato di sottolineare la «sinfonia», cioè la grande collaborazione istituzionale che ha dato vita alla mostra: «Questa sinfonia, questa collaborazione tra Chiesa, Università, Comune, contiene il senso della bellezza e dell’armonia». E nello stesso anno in cui si celebra la Concattedrale, vanno ricordati i 950 anni della Cattedrale intitolata a San Cataldo. Un passaggio sottolineato dal direttore del Museo Diocesano, don Francesco Simone, che opportunamente non si è lasciato sfuggire l’occasione per lanciare l’invito a progettare una nuova mostra, questa volta sulla Cattedrale. Altra epoca, stessa intensità di bellezza.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche