30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 18:37:00

Cronaca News

La valutazione deve essere condivisa con il giovane maturando

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Esami di maturità

La valutazione è il topos su cui si scaricano tutte le problematiche della formazione scolastica Va detto preliminarmente è che la valutazione non può riguardare solo gli esiti finali dell’istruzione: deve investire il processo didattico-educativo in tutta la parabola scolastica di una studentessa o di uno studente. Ridurla al solo giudizio (voto o frasi) di apprezzamenti formali che hanno incidenza sulla prosecuzione o meno del percorso apprendimento (come lo sono le valutazioni che si esprimono alla fine dell’anno scolastico) vuol dire enfatizzare il prodotto dell’attività didattica, ignorando le caratteristiche del processo attraverso il quale è stato ottenuto.

Un cammino non sempre lineare con momenti luminosi ma anche opachi o addirittura bui, con traguardi e defaillance, difficoltà e sacrifici, risentimenti e tolleranze. Ogni giudizio-valutazione che non si traduca in piena condivisione, epperciò in autovalutazione non consente alcun esito formativo. Senza una presa in carico di sé, dei suoi limiti, delle sue forme di impegno e così via, la valutazione rimane un rito che non ha alcun risvolto positivo nel soggetto in formazione. Il punto problematico non è nella certificazione o nella comunicazione dei dati relativi al mero profitto dello studente bensì è nel far condividere allo stesso soggetto il giudizio espresso dall’insegnante rilevandone aspetti promotivi e fattori negativi che hanno determinano la valutazione del risultato finale, espresso in un giudizio numerico o non. È il riconoscimento dato all’impegno profuso e ai conseguenti risultati conseguiti, ma deve essere anche un incentivo, da parte dello studente, a spendersi per raggiungere ulteriori traguardi. Poggia su investimenti e risorse, non è mai frutto soltanto di una mera procedura, ma è processo che poggia su forti motivazioni, tenacia, resilienza. Richiede un coinvolgimento pieno della studentessa o dello studente, una messa in gioco della stessa o dello stesso.

Soltanto una valutazione siffatta si fa davvero promotiva di crescita sia nel caso di effettiva promozione che di bocciatura: difatti quest’ultima avrebbe sempre una sua valenza formativa. La promozione non come conseguimento di una mera certificazione quanto reale e consapevole crescita. Si profila così il futuro come frutto di una conquista. Da quanto detto fin qui insegnare non è tanto, o soltanto, trasmettere in modo più o meno perspicuo contenuti (disciplinari e non), con la prevalenza di modalità di trasmissione unidirezionali, quanto piuttosto allestire tutte quelle opportunità in grado di innescare, nella giovane o nel giovane, dinamiche di apprendimento. E di crescita personale . La valutazione didattica svolge così la sua essenziale funzione di feed-back,di aggiustamento (regulation). Si tratta di una applicazione di un principio originariamente elaborato nell’ambito della cibernetica: consiste nel far sì che le informazioni relative ad un processo in corso consentano l’immediata ristrutturazione (e ricalibratura) della proposta di istruzione (valutazione sommativa) ai fini del raggiungimento degli obiettivi del processo stesso quando detto raggiungimento si discosta da questi ultimi. In una visione più comprensiva, essa assume, piuttosto, il ruolo di modalità continua di rilevazione delle informazioni sull’attività insegnamento-apprendimento, orientata al sostegno-accompagnamento nell’assunzione di decisioni il cui intento sia il perseguimento di obiettivi determinati.

La promozione (come suggerisce l’etimo) è l’azione volta a far avanzare, portare avanti, a favore di qualcuno: dare corso o anche caldeggiare qualcosa (la crescita del soggetto in formazione ). È l’insieme delle iniziative, dirette o indirette, volte a strutturare una persona. È strategica per favorire lo sviluppo di un progetto di un giovane o di una giovane.. È promozione qualsiasi iniziativa tesa ad assicurare e proteggere la dignità della persona; come lo è tutto quello che si fa per migliorare le condizioni di vita di un popolo di una classe o di una scuola, di un Paese.

Cosimo Laneve

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