03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

Cronaca News

Area a caldo e impiegato licenziato, giorni di attesa al Siderurgico

foto di Riccardo Cristello, con Tognazzi e Izzo
Riccardo Cristello, con Tognazzi e Izzo

Sono giorni di trepida attesa per lo stabilimento siderurgico di Taranto. Organizzazioni sindacali, vertici aziendali e lavoratori attendono la decisione del Consiglio di Stato. Dopo la sospensiva concessa a marzo e l’udienza del 13 maggio scorso, i giudici amministrativi di secondo grado decideranno se confermare la sentenza del Tar di Lecce sulla chiusura delle fonti inquinanti, confermando, quindi, quanto disposto dal sindaco Rinaldo Melucci con un’apposita ordinanza, a febbraio 2020, oppure se ribaltare la decisione di primo grado. Di certo la questione è complessa, come del resto confermano i tempi della decisione.

Perchè è vero che il termine per il deposito della sentenza è di 45 giorni, quindi scade il 27 giugno ma dall’udienza è già trascorso più di un mese. Di sentenza in sentenza, il futuro dell’ex Ilva di Taranto di fatto si decide nelle aule giudiziarie, dalla confisca disposta (ma non immediatamente esecutiva) dalla Corte d’Assise di Taranto nel processo penale per disastro doloso, a quella che emetterà il Consiglio di Stato. Il tutto a distanza di quasi nove anni dal sequestro degli impianti dell’area a caldo. “La città di Taranto e i lavoratori sono sottoposti a una situazione inaccettabile da dieci anni con impianti sequestrati nel 2012, lo Stato assuma un ruolo importante e non solo formale sull’Ex Ilva”.

Ha detto a margine dell’iniziativa sui 120 anni della Fiom la segretaria generale Francesca Re David, sottolineando “che la siderurgia pulita si può fare in Europa e non nelle zone del mondo dove nessuno si occupa di come stanno le persone e le risorse vanno messe per il risanamento ambientale e le tecnologie più avanzate per produrre acciaio”.

“La Fiom – ha affermato Re David – è stata parte civile nel processo per marcare l’importanza di coniugare salute e lavoro, ma sull’ambientalizzazione sono stati persi 10 anni, adesso bisogna recuperare perché senza siderurgia non c’è pnrr”, ha aggiunto Re David. “In questi anni – ha sottolineato la segretaria generale della Fiom-non ci sono stati investimenti sulla manutenzione e sull’innovazione, anche l’accordo con Arcelor Mittal del 2018, fatto dal governo non da noi, ha avuto rallentamenti e adesso – conclude- dobbiamo attendere una sentenza del Consiglio di Stato”. Sono giorni di attesa anche per il lavoratore licenziato in seguito ai commenti su Faceboook ritenuti offensivi dall’azienda a tal punto da decidere di troncare il rapporto di lavoro. Il nome dell’impiegato è ormai noto, Riccardo Cristello. Il 23 giugno è in calendario la prima udienza davanti al giudice del lavoro. Affiancato dall’Usb, Cristello ha impugnato il licenziamento ritenendolo illegittimo.

Nel corso delle manifestazioni di protesta, a Roma, in sua difesa, sono intervenuti anche Ricky Tognazzi e Simona Izzo, registi della fiction sulle conseguenze dell’inquinamento di un’acciaieria con parecchie analogie con l’industria tarantina. Intanto, al Siderurgico ieri 16 giugno è partita la campagna vaccinale per i dipendenti. Sarebbero circa 1600 i lavoratori non ancora vaccinati. Sono stati allestiti quattro punti vaccinali in sette fasce orarie prestabilite la mattina e nel pomeriggio.

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