04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 08:57:00

Cronaca News

Scazzi bis: depistaggi, condanne cancellate in appello

In primo grado Michele Misseri era stato condannato a 4 anni e Ivano Russo a 5

Michele Misseri
Michele Misseri - Copyright: Tbs

Condanna cancellata per Michele Misseri e Ivano Russo imputati nel processo Scazzi bis sui depistaggi. La Corte d’Appello di Taranto ha preso atto della prescrizione e ha dichiarato il “non doversi procedere” nei confronti dello zio di Sarah Scazzi e del ragazzo di cui era innamorata Sabrina Misseri. In primo grado erano stati condannati rispettivamente Misseri a 4 anni e Russo a 5 anni, il primo per autocalunnia e il secondo per false dichiarazioni al pm e falsa testimonianza nel corso del dibattimento.

Prescrizione anche per la madre di Ivano, Elena Baldari e il fratello, Claudio Russo, per uno degli amici della comitiva di Sabrina, Alessio Pisello, per la cognata di Michele Misseri, Anna Lucia Pichierri e per suo figlio Maurizio Misseri.

La Corte, presieduta dal giudice Antonio Del Coco, ha emesso sentenza di assoluzione per quattro imputati, Anna Scredo, cognata del fioraio “sognatore”, Giuseppe Augusto Olivieri, commerciante di Avetrana, Giuseppe Serrano e Salvatora Serrano (fratello e sorella di Cosima) “perché il fatto non sussiste”.

Salvatora Serrano è stata assolta dal reato di calunnia per le accuse di molestie rivolte al cognato Michele, mentre per l’altro episodio di calunnia in danno di alcuni carabinieri, del quale rispondeva per le dichiarazioni rese come testimone nel processo, la Corte ha emesso sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La donna è stata condannata a rifondere le spese alla parte civile costituita in giudizio.

In primo grado, gli undici imputati erano stati tutti condannati a pene dai 2 ai 5 anni. Unica assolta dal giudice monocratico del Tribunale di Taranto Loredana Galasso, la cognata di Ivano, Antonietta Genovino, “perché il fatto non sussiste”.

Si conclude così il secondo grado del processo cosiddetto Scazzi bis sui depistaggi verificatisi durante le indagini per il ritrovamento di Sarah e sulle false testimonianze durante il dibattimento contestate dall’accusa. La 15enne di Avetrana scomparve il 26 agosto 2010 e la notte fra il 6 e il 7 ottobre fu ritrovata in un pozzo nelle campagne in seguito alla prima di una serie di confessioni dello zio Michele poi condannato per soppressione di cadavere. Mentre la moglie Cosima e la figlia Sabrina sono in carcere e stanno scontando l’ergastolo diventato definitivo il 21 febbraio 2017.

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