05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Agosto 2021 alle 00:03:00

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Processo Ambiente Svenduto. “Decisioni abnormi”, ricorsi in Cassazione contro la sentenza

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La lettura della sentenza del Processo Ambiente Svenduto

Prima raffica di ricosi della difesa controle provvisionali contenute nella sentenza del processo “Ambiente Svenduto”. Sono stati presentati dai difensori degli imputati condannati anche al pagamento di provvisionali ritenute abnormi o disposte per reati diversi da quelli contestati. Per questo hanno chiesto la correzione di quello che ritengono un errore materiale contenuto in sentenza i dirigenti del Siderurgico Antonio Colucci (avvocato Tommaso Marrazza), Giuseppe Di Noi (avvocati Franz Pesare e Armando Pasanisi), Cosimo Giovinazzi (avvocato Egidio Albanese), Adolfo Buffo (avvocati Vito Ippedico e Carlo Sassi) e l’ispettore tecnico Arpa Puglia Giovanni Raffaelli (Antonio Santoro).

Un ricorso è stato presentato anche dalle parti civili Vincenzo Fornaro, Angelo Fornaro, Vittorio Domenico Fornaro (avvocato Eliana Baldo). A seguito della presentazione delle istanze, il presidente della Corte d’Assise Stefania D’Errico ha fissato la camera di consiglio per il prossimo 8 luglio per esaminare richieste e argomentazioni dei legali e adottare le decisioni in merito. Soltanto il 31 maggio scorso la Corte d’Assise di Taranto che si è occupata del processo Ambiente svenduto ha terminato la camera di consiglio dopo 12 giorni. A luglio dovrà tornarci perchè chiamata ad esprimersi su rilievi riguardanti la sua stessa decisione. Ovviamente i tempi saranno decisamente più brevi. Alcuni difensori hanno presentato ricorso anche in Cassazione perchè rtengono “abnormi” le decisioni adottate.

“Il dispositivo impugnato esprime la decisione del Giudice di primo grado di condannare il Giovinazzi – si legge nel ricorso dell’avvocato Albanese- al pagamento di cospicue provvisionali immediatamente esecutive, ma tale statuizione di condanna agli effetti civili è ingiusta in quanto essa è priva di titolo di condanna penale che potesse legittimarla. Per questa ragione, il dispositivo è abnorme”. Il difensore ha chiesto la nullità del dispositivo della sentenza “per inosservanza delle norme processuali”. Il processo sul disastro ambientale dell’Ilva gestione Riva si è concluso con una raffica di pesanti condanne, ben 26, 9 assoluzioni e 9 non doversi procedere per prescrizione, a cui si aggingono la confisca dell’area a caldo, le pesanti sanzioni alle tre società imputate e una lunga serie di provvisionali al cui pagamento sono stati condannati gli imputati.

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