30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 17:43:00

Cronaca News

Covid, focolaio nel carcere di Taranto: 34 detenuti pericolosi risultati positivi


Il carcere di Taranto

«Mentre su tutto il territorio nazionale la curva dei contagi è in discesa tanto da convincere le autorità ad allentare  le misure restrittive, presso il carcere di Taranto invece è stato individuato un focolaio  in cui sono coinvolti  34 detenuti pericolosi, ad alta sicurezza,  che sono stati riscontrati positivi al covid».

E’ quanto si legge nella nota a firma di Federico Pilagatti, Segretario regionale del Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria.

«A seguito di ciò – prosegue la nota – sono stati tamponati altri 200 detenuti, a cui seguirà  la restante popolazione detenuta per un totale di circa 670 unità. Sembrerebbe che a tutt’oggi il personale di polizia penitenziaria che è stato a contatto con i detenuti in questione sarebbe risultato negativo al covid, ma ciò non ci tranquillizza  poiché potrebbe accadere di tutto, anche perché non si è provveduto a tamponare tutti i poliziotti in servizio.

Il SAPPE sindacato autonomo polizia penitenziaria, è molto preoccupato e deve osservare che  la stessa preoccupazione è stata delle autorità delegate alla sicurezza pubblica, tanto è vero che il carcere di Taranto è stato presidiato da pattuglie delle forze dell’ordine, proprio perché sarebbero presenti nel carcere molti pericolosi detenuti appartenenti a clan contrapposti  che,  potrebbero sfruttare questa situazione  emergenziale per destabilizzare ancora di più il penitenziario.

Questa organizzazione sindacale non può non ringraziare chi si è fatto carico responsabilmente della situazione esplosiva che si è creata nel carcere di Taranto a partire dai poliziotti, ma lo stesso non può dire nei confronti dell’amministrazione penitenziaria, a partire dal provveditore regionale e dai vertici del DAP che  volutamente,   hanno creato questa pentola a pressione che potrebbe esplodere con effetti devastanti.

Come è possibile riempire come un uovo un carcere che non può ospitare più di 300 detenuti per portarlo a 670, facendo arrivare detenuti da ogni dove, nonostante l’emergenza covid in atto?

Perché a fronte di questa irresponsabile operazione  l’amministrazione penitenziario ha inviato a Taranto poche unità di poliziotti che,  non bastano nemmeno per gestire il carcere senza il superaffollamento, tanto è vero che sono stati richiamati in servizio anche quei poliziotti che avevano iniziato le ferie,  dopo un anno di lavoro massacrante  e duro? Come mai la rete dei controlli sanitari all’interno del carcere di Taranto che finora ha tenuto bene se confrontato con le altre carceri della regione  si è improvvisamente rotta, dando il via a questo pericoloso focolaio?

Cosa non ha funzionato nella gestione della situazione  considerato che il dirigente sanitario avrebbe dato le dimissioni dall’incarico? Perché l’amministrazione penitenziaria a livello centrale e regionale non ha inteso avviare un massiccio programma di sfollamento di detenuti negativi nelle regioni limitrofe , proprio per non tenere troppo surriscaldato il clima all’interno del penitenziario del capoluogo Jonico?

Tutte domande che meritano una risposta che sicuramente non avverrà mai, poiché questi burocrati che hanno creato il problema, sono  invece molto bravi a scaricare le responsabilità su chi in questi giorni si sta dannando l’anima per evitare che il carcere esploda.

Proprio per questo invitiamo la magistratura di Taranto ad aprire un fascicolo per verificare la correttezza di tutti i provvedimenti adottati da vari enti coinvolti,  al fine di ricercarne le effettive responsabilità. Fino a quando non ci saranno risposte concrete, il SAPPE attuerà forme di protesta  che verranno pubblicizzate al più presto poiché non è possibile accettare che una situazione  così pericolosa e delicata, possa poi non portare a nessuna responsabilità».

1 Commento
  1. ambrogio seguino 1 mese ago
    Reply

    Credo che funziona tutto male in quel carcere di Taranto. Basti pensare che a distanza di quasi due anni la mia azienda non riesce a farsi liquidare fatture da quasi due anni.

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