30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 09:56:00

Cronaca News

Sit in dell’indotto davanti al siderurgico

foto di Ex Ilva
Ex Ilva

Tornano a protestare le aziende dell’indotto del Siderurgico. Martedì 22 giugno terranno un sit in a partire dalle 9 davanti agli uffici direzionali di Acciaierie d’Italia. Confindustria Taranto spiega che la manifestazione ‘’mira ad affermare la centralità dello stabilimento siderurgico, sulle sorti del quale incombono le imminenti decisioni del Consiglio di Stato’’. Si prevede una folta rappresentanza di imprese che, a loro volta, generano altro indotto e occupazione.

’Una lunga filiera – evidenzia Confindustria – che è metalmeccanica, logistica, edile, chimica e dei servizi, che si estende anche oltre i confini pugliesi e riguarda altri siti, Genova Cornigliano e Novi Ligure, altrettanto coinvolti in un’ipotesi di chiusura dell’area a caldo in quanto deputati a lavorare il prodotto che esce dallo stabilimento jonico’’. Secondo la Confindustria Taranto ‘’cancellare con un colpo di spugna uno stabilimento che rappresenta la storia della città, che caratterizza fortemente da 60 anni il tessuto economico-produttivo di Taranto e della sua provincia e che ha distribuito ricchezza per almeno tre generazioni non si può. Nemmeno è possibile – continua- immaginare di poter consentire che continui a marciare con le stesse logiche che lo hanno sostenuto finora: occorre intervenire per una riconversione possibile e per far questo esistono risorse e metodologie ben definite, volontà condivise anche dallo stesso stabilimento siderurgico e progetti in parte già in itinere’’

Alla sentenza del Consiglio di Stato sono rivolte anche le attenzioni del la Uilm: “Quella dell’Ilva – ha detto il leader nazionale Rocco Palombella- è una vertenza assurda, oramai è dal 2012 che va avanti senza che ci sia stata una presa di posizione concreta da parte del Governo. Adesso siamo all’epilogo: migliaia di lavoratori e di cittadini aspettano la sentenza del consiglio di Stato e il Governo inerme dice che prenderà atto di quello che deciderà il consiglio di Stato. Ma il governo non prende atto, il governo deve intervenire per dire come la pensa”. Antonio Apa, segretario Uilm, invoca un decreto salva-Ilva in caso di conferma in caso di pollice verso del Consiglio di Stato. “Qualora il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del Tar di Lecce sullo spegnimento degli impianti, il governo dovra’ fare solo una cosa: un decreto salva Ilva”. Se i sindacalisti guardano alla questione lavoro, il presidente di PeaceLink Alessandro Marescotti guarda agli aspetti relativi alla salute e ai rischi delle polveri sottili che a Taranto, fa notare, superano i limiti dell’Oms.

“Perché Taranto non può chiedere a gran voce di rispettare i limiti indicati dalla World Health Organisation ossia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità? Per l’Oms il Pm2.5 non deve eccedere 10 μg/m3 come media annuale, il Pm10 non deve eccedere 20 μg/ m3 come media annuale, l’NO 2 non deve eccedere 40 μg/m3 come media annuale. A fronte di una situazione sanitaria fortemente compromessa, la popolazione di Taranto – dice Marescotti- dovrebbe godere di una protezione particolare e dovrebbero essere garantiti gli standard internazionali relativi alle polveri sottili (Pm2,5 e Pm10) e al biossido di azoto (NO2). Le polveri sottili – scrive in una nota Marescotti- sono considerate cancerogene dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro. Il biossido di azoto (N02) è un gas irritante per l’apparato respiratorio e per gli occhi che può causare bronchiti, edemi polmonari e morti premature. Contribuisce anche al fenomeno delle “piogge acide”.

“I dati dell’anagrafe comunale indicano – sono i dati di Marescotti – eccessi di mortalità anche recenti (calcolati fino al 31 dicembre 2020) nei tre quartieri più vicini al polo industriale se confrontati con quelli più lontani; emerge la necessità di reclamare aria pulita, in particolare per i bambini di Taranto, conforme a ciò che è richiesto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”. “I dati sotto riportati sono stati elaborati con il software Omniscope e provengono dalle centraline ARPA di via Orsini (quartiere Tamburi, prima colonna), di Via Alto Adige (a 6 km dall’Ilva, seconda colonna), e di via Machiavelli (quartiere Tamburi, terza colonna). Sono tutti calcolati in μg/m3 (microgrammi a metro cubo). Tutti superano i valori dell’Organizzazione Superiore della Sanità (World Health Organisation). Quindi l’aria di Taranto – conclude- non rispetta i limiti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.”

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