30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 18:37:00

Cronaca News

Reperti per 11 milioni trovati in casa di un collezionista

I reperti archeologici sequestrati
Alcuni dei reperti archeologici sequestrati

Preziosi reperti archeologici sono stati trovati in casa di un collezionista che partecipava al Convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia di Taranto.

Si tratta di un’intera raccolta archeologica, costituita da pezzi di eccezionale rarità e inestimabile valore, riportata dal Belgio in Italia dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, e con il determinante contributo di Eurojust.

Le indagini, avviate nel 2017 a seguito di una segnalazione del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta, Andria, Trani e Foggia, hanno consentito di individuare nella disponibilità di un facoltoso collezionista belga una stele daunia dalle peculiarità decorative tipiche dell’area archeologica di Salapia, nel territorio di Cerignola, pubblicata sul catalogo realizzato in occasione della mostra intitolata “L’arte dei popoli italici dal 3000 al 300 a.C.”, tenutasi dal 6 novembre 1993 al 13 febbraio 1994 presso il Museo Rath di Ginevra, e su quello dell’esposizione che ha avuto luogo presso il Museo Mona-Bismarck Foundation di Parigi dal 1° marzo al 30 aprile 1994.

Il reperto appariva incompleto nella parte centrale, mancante in particolare di un’iscrizione decorativa corrispondente a un frammento custodito presso il Museo Archeologico di Trinitapoli che, secondo l’intuizione di un funzionario del Laboratorio di Restauro, completava il disegno del margine inferiore dello scudo e la parte superiore del guerriero a cavallo, raffigurati nell’antico manufatto.

I successivi accertamenti effettuati in Svizzera tramite il servizio Interpol,  finalizzati all’identificazione del detentore del bene d’arte di provenienza pugliese e gli elementi investigativi raccolti sul potenziale possesso di ulteriori reperti di ceramica trafugati da corredi funerari di tombe scavate clandestinamente in Puglia, hanno portato i Carabinieri del Nucleo TPC di Bari ad avanzare, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, la richiesta di emissione di un Ordine Europeo di Indagine per la ricerca e il sequestro di ulteriori beni archeologici di provenienza italiana potenzialmente nella disponibilità del collezionista in Belgio.

Nel corso della perquisizione nell’abitazione del collezionista, in un comune della provincia di Anversa, è stato recuperato un vero e proprio tesoro archeologico. Secondo l’esame del consulente archeologo italiano si tratta di 782 reperti archeologici autentici, di notevole valore storico e artistico, tutti provenienti dalla Puglia.

Figurano fra questi un numero elevato di vasi con figure rosse, anfore, ceramiche a vernice nera, ceramiche indigene e attiche, a decorazione dipinta geometrica e figurata, stele figurate in pietra calcarea dell’antica Daunia, oltre a numerosissime terrecotte figurate tanagrine, testine fittili, statuette alate, ecc.

Si tratta di reperti databili tra il VI e il III secolo a.C., di un valore commerciale pari a circa 11 milioni di euro. Dopo il sequestro sono stati restituiti al patrimonio nazionale italiano.

 

 

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