30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 18:37:00

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Ammortizzatori, centinaia di lavoratori senza sostegno

“Blocco licenziamenti e riforma ammortizzatori. Centinaia di lavoratori a Taranto senza sostegno da tre mesi”. L’allarme viene lanciato da Giordano Fumarola, segretario generale della Filctem Cgil. “Centinaia di lavoratori sono senza ammortizzatori sociali da aprile, aggrappati al proprio posto di lavoro nonostante la crisi dovuta alla pandemia. Sbloccare i licenziamenti, in questo momento, significherebbe essere complici di una emorragia inarrestabile che mieterebbe, solo in aprovincia di Taranto centinaia di vittime, senza contare le conseguenze sulla vita delle famiglia – sottolinea in una nota stampa Giordano Fumarola- il 26 giugno saremo in piazza a Bari per ribadire con forza che, mai come in questo momento, non si può scaricare tutto il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, che si confermano l’anello debole della società e che serve una riforma urgente degli ammortizzatori sociali. I lavoratori, in particolare quelli delle manifatture sono da aprile senza alcun sostegno al reddito, perché le aziende per cui lavorano non potevano anticipare i soldi della cassa Covid.

Penso alle decine e decine delle confezioni di Martina Franca, o ai lavoratori della Tessitura di Ginosa, senza sostegno, con famiglie monoreddito. Dallo Stato non hanno percepito nulla, perché gli emolumenti sono stati bloccati da una lunga diatriba burocratica tra Ministero del Lavoro e Inps- prosegue nel comunicato stampa il segretario generale della Filctem Cgil – dopo lo sblocco del finanziamento alle nuove casse, non possiamo permetterci di perdere questo strumento di sostegno civile che permette alle famiglie di non scivolare nella miseria e tiene accesa la speranza che la situazione torni accettabile. Siamo in piazza sabato 26 giugno a Bari per questo- conclude nella nota il segretario generale della Filctem Cgil Giordano Fumarolasiamo in piazza per ribadire che nessuna motivazione può giustificare i licenziamenti in momento di crisi generale, che ogni ritardo burocratico, ogni dubbio, si ripercuote come una mannaia nella vita quotidiana di centinaia di famiglie di Taranto e provincia”.

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