28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 08:42:00

Cronaca News

Città inquinate, perchè Taranto è assente dalla classifica europea

Giorgio Assennato
Giorgio Assennato

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (E.E.A) ha pubblicato la mappa delle città europee con un maggiore tasso di all’inquinamento atmosferico da particolato fine, il PM 2,5, nel periodo 2019-2020. Fra le prime dieci città ben quattro sono italiane. Cremona, Pavia, Brescia e Vicenza. Per quanto riguarda la Puglia, ci sono due città, Foggia e Barletta, con qualità dell’aria moderata per valori di PM 2,5. La media annuale è tra 10 e 15mcg/m3 rispetto al limite di legge pari a 20 mcg/m3. Il valore indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 10mcg/m3. Nella classifica non compare Taranto.

Così come non compaiono Bari, Brindisi e Lecce. Si tratta di città in cui sono operative le centraline per la misurazione del PM 2,5. Infatti i dati sono reperibili sul sito di Arpa Puglia. L’assenza potrebbe essere letta come un dato confortante oppure potrebbe far sorgere qualche dubbio. A “svelare” l’arcano è uno dei massimi esperti in materia di ambiente e inquinamento, il professor Giorgio Assennato, già direttore generale dell’Arpa Puglia. Con la sua direzione l’Agenzia per la tutela dell’ambiente ha cominciato a installare le centraline di monitoraggio dell’aria delle città, a cominciare da Taranto. “La mappa – spiega il professor Assennatoinclude solo città comprese nell’Urban Audit della Commissione Europea. Le città dell’ Urban Audit hanno stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria etichettate come fondo urbano o fondo suburbano. C’è questo criterio di inclusione. Nessuna delle centraline di Bari, Lecce e Taranto – chiarisce- è stata così etichettata”.

“Occorre fare qualcosa – continua Assennato- perché non è proprio possibile che la mappa europea dell’inquinamento atmosferico da PM 2,5 non includa Taranto, Bari e Lecce e per la Puglia includa solo Foggia e Barletta”. Come si legge sul sito dell’Agenzia europea dell’Ambiente www.eea.europa.eu, nella nuova mappa della qualità dell’aria urbana dell’AEA, le città sono classificate dalla più pulita alla più inquinata sulla base dei livelli medi di particolato fine (PM 2,5) degli ultimi due anni. Dal 2019 al 2020 le tre città europee più pulite in termini di qualità dell’aria sono state Umeå (Svezia), Tampere (Finlandia) e Funchal (Portogallo), mentre le tre più inquinate sono state Nowy Sacz (Polonia), Cremona (Italia) e Slavonski Brod (Croazia). Delle 323 città che figurano nella mappa, 127 hanno una qualità dell’aria classificata come buona, nel senso che è al di sotto degli orientamenti sanitari per l’esposizione a lungo termine al PM 2,5 – pari a 10 microgrammi per metro cubo d’aria (10 μg/m3) – fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). In conformità delle politiche volte a promuovere l’aria pulita in Europa, l’Unione europea ha fissato un valore limite annuale per il PM 2,5 pari a 25 μg/m3.

La mappa visuale considera la qualità dell’aria a lungo termine molto scarsa quando i livelli di PM 2,5 sono pari o superiori a tale soglia; rientrano in questa categoria cinque città in Polonia, Croazia e Italia. Il particolato fine è l’inquinante atmosferico con la maggiore incidenza sulla salute in termini di morti premature e malattie. La mappa fornisce informazioni sulla qualità dell’aria a lungo termine in ciascuna città. L’esposizione a lungo termine al PM 2.5 causa malattie cardiovascolari e respiratorie. Sebbene negli ultimi dieci anni si sia registrato un netto miglioramento della qualità dell’aria in Europa, dall’ultima valutazione annuale effettuata dall’AEA (che ha sede a Copenaghen) in tale ambito si evince che nel 2018 l’esposizione al particolato fine ha causato circa 417 000 morti premature in 41 paesi europei.

“Se da un lato la qualità dell’aria è notevolmente migliorata negli ultimi anni, dall’altro l’inquinamento atmosferico – ha spiegato Hans Bruyninckx direttore esecutivo dell’AEA- rimane elevato in molte città d’Europa. Questa mappa visuale della qualità dell’aria consente ai cittadini di constatare facilmente e in prima persona quale sia la situazione dell’inquinamento atmosferico nella loro città rispetto ad altre. Fornisce informazioni concrete e orientate al territorio alle quali i cittadini possono ricorrere per segnalare i problemi alle autorità locali”. Purtroppo, almeno per il 2019-2020, non le fornirà ai tarantini considerando l’assenza del capoluogo ionico dalla mappa delle città incluse nell’Urban Audit della Commissione Europea. L’auspicio è che questa lacuna venga presto colmata.

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