30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 19:57:00

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Cittadella della Carità, la protesta

Erano tanti i lavoratori della Cittadella della Carità ad animare la manifestazione unitaria di protesta organizzata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. “Tante le storie che descrivevano l’impossibilità di andare avanti senza stipendio, della sfiducia per una condizione di incertezza che si protrae da anni e delle tante promesse mai mantenute. Animi accalorati non solo dal caldo afoso ma dalla rabbia di chi ha continuato a lavorare con responsabilità e senso di appartenenza senza ancora trovare le risposte attese” dicono, per i sindacati, Lorenzo Caldaralo, Massimo Ferri ed Emiliano Messina.

“Nell’ambito della manifestazione i rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal Presidente della Fondazione, che ha motivato il ritardo nei pagamenti da una pregressa situazione debitoria che è stata ora risanata e che dovrebbe consentire, nel giro di qualche giorno, la completa retribuzione del mese di aprile. Ma sono le prospettive per il futuro il nodo da sciogliere per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, preoccupati dei piani aziendali evanescenti presentati nel recente passato legati ad una diversa strategia aziendale che pareva voler ridimensionare la tradizionale vocazione nell’ambito dell’assistenza e delle prestazioni sanitarie. Sull’argomento per la prima volta, sono state accennate le linee di un rinnovato piano aziendale che, attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare, possa risanare completamente la pregressa condizione finanziaria e realizzare gli investimenti in macchinari, attrezzature e personale.

Ma i lavoratori hanno bisogno di fatti ed atti concreti e le rappresentanze sindacali hanno, per questo, confermato lo stato di agitazione fino a quando gli stipendi non saranno pagati e non sarà documentata la prospettiva di questo straordinario presidio della salute della nostra città”. Nuovo appuntamento, spiegano dai sindacati, il 5 luglio per l’auspicata presentazione del piano industriale e il programma del completo pagamento degli emolumenti arretrati. Nel frattempo le bandiere delle organizzazioni sindacali, in rappresentanza dei 170 lavoratori della struttura, rimarranno a sventolare sui cancelli della struttura come monito per tutti. La Ugl è stata rappresentata dal segretario provinciale Errica Telmo e dal segretario generale Alessandro Calabrese: “Il presidente della Fondazione ha spiegato che il ritardo dei pagamenti degli stipendi è dovuto al blocco dei conti correnti, causato da una ingiunzione per eventi precedenti alla gestione attualmente in carica. La stessa fondazione ha già raggiunto un accordo, come riportato dal tribunale di Monza nel documento presentato durante l’incontro. L’azienda ha illustrato brevemente un piano industriale nel quale vorrebbe inglobare gli arretrati per far fronte al debito accumulato nei confronti dei lavoratori, da saldare in tempi brevi. Le organizzazioni sindacali ribadiscono una mancanza di relazioni sindacali e di progetti che siano realmente applicabili, preferiamo un piano industriale nel quale si possano avere progetti tangibili e di facile realizzazione e non un fantasioso piano milionario”.

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