04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:24:25

Cronaca News

Così gli studenti vivono l’Esame di Stato

foto di Esame di maturità
Esame di maturità

Nell’ambito del PON di giornalismo, abbiamo intervistato uno studente del liceo scientifico “G.Battaglini”, Francesco Ciura, che aveva appena affrontato gli esami di maturità ed ha accettato di sottoporsi, dopo quelle della commissione, alle nostre domande.

Com’è andato l’esame?
«Allora l’esame andato in maniera discreta, è sembrato che io fossi preparato, e ho saputo come improvvisare quando era richiesto. Tuttavia nelle domande di scienze ho preso qualche caduta rimediabile ». L’importante è rialzarsi. «Certo».

Parliamo della tematica dell’esame.
«Nell’elaborato ho esposto il pensiero dell’infinito e il suo sviluppo nelle scienze, che sembra un titolone ma in realtà non è nulla di che: è lo sviluppo della tematica dell’infinito nella matematica, in cui non costituisce un problema fondamentale, e nella fisica, in cui invece costituisce un problema di enorme rilevanza e non è per nulla tollerato tranne che nella cosmologia dove è poco tollerato perché comunque la possibilità dell’infinità dell’universo c’è, anche se vista di malocchio».

Cosa credi che ti abbia lasciato questa scuola alla fine del percorso quinquennale?
«La situazione è un po’ complessa: questa scuola certamente mi ha lasciato un pensiero critico, ma che è paradossalmente in contrapposizione ai suoi dettami. Quindi tutte le mie posizioni anti-scolastiche, fortemente critiche nei confronti del sistema, sono state figlie della scuola, perché se non fossi venuto a scuola non avrei preso determinate posizioni che poi mi porteranno a continuare la carriera universitaria con filosofia e scienze e tecniche psicologiche».

Qual è un lato che cambieresti del Battaglini e della scuola in generale come istituzione?
«Un lato che cambierei di questa scuola non c’è, o meglio tutto quello che potrei cambiare del Battaglini alla fine non dipende dall’istituto stesso; invece della scuola italiana cambierei veramente tanto, perché mi rendo conto che la maggior parte dei ragazzi che terminano il quinto anno possiedono una conoscenza solamente nozionistica, che ha una scarsa utilità a livello di applicazione e di competenze trasversali; quindi cambierei radicalmente il metodo di insegnamento».

Come reputi il tuo cammino verso la tua maturità in quest’istituto?
«Controverso è la parola che si adatta di più al mio cammino verso la maturità, perché il mio impegno a scuola è stato molto minore rispetto a quello di altri. Dico soltanto che quello che ho studiato di più per l’esame è stato come improvvisare all’esame con delle tecniche specifiche che mi hanno portato via un bel po’ di tempo, e quindi uno studio c’era!».

C’è qualche docente o qualche materia che ti ha appassionato o che ti ha formato in maniera diversa e quindi migliore rispetto alle altre?
«Avevo capito di essere interessato alla filosofia già dall’inizio dalla terza media, anche se non mi ero mai cimentato molto in questi studi. Poi l’incontro con il professor Ricciardi, a cui non finirò mai di dire grazie, mi ha veramente formato e cambiato. Da quando mi ha invitato a partecipare alle Romanae Disputationes ho iniziato a capire cosa significa veramente fare filosofia, che non è studiare storia della filosofia come si fa a scuola, ma è un complesso lavoro di pensiero, argomentazione critica e tecnica. La filosofia non è il primo pensiero che viene in mente, ma è frutto di tanto lavoro, di studio e di metodi precisi e rigorosi: ciò mi ha fatto innamorare di questa materia».

Intervista realizzata da Anthony Silvestri e Azzurra Marangiolo
4 H liceo scientifico Battaglini – PON Giornalismo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche