27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 13:59:00

Cronaca News

Si insedia il Tribunale che giudicherà se Paola Adamo sarà beatificata

Alla giovanissima morta in concetto di santità vengono attribuiti vari interventi prodigiosi, che saranno vagliati attentamente

Cattedrale di San Cataldo a Taranto
Cattedrale di San Cataldo a Taranto

La vicenda di  è giunta a una fase determinante con l’avvio della causa di beatificazione e canonizzazione. Lunedì prossimo alle 9,30, nella Basilica cattedrale di San Cataldo sarà insediato il Tribunale diocesano per la beatificazione e canonizzazione di Paola Adamo, l’adolescente tarantina “serva di Dio”, la cui vicenda giunge così a una fase determinante. La cerimonia di insediamento, indetta dal postulatore, don Martino Mastrovito, parroco della Chiesa dello Spirito Santo, e dalla Fondazione Paola Adamo, chiude un periodo di documentazione apre la strada alla proclamazione, nella nostra città, di un nuova beata, che si aggiunge così ai santi Cataldo ed Egidio e precede, un altro giovane morto in concetto di santità, Pierangelo Capuzzimati, il cui processo di canonizzazione è affidato a don Cristian Catacchio.

Vediamo in che cosa consiste questa evento, altro punto determinante sulla via che porterà con ogni probabilità all’elevazione di Paola agli onori degli altari, attraverso l’operato del tribunale diocesano.

Il postulatore diocesano, ovvero don Martino, nel suo lungo e minuzioso lavoro, ha raccolto tutta la documentazione in base alla quale ha chiesto e ottenuto il parere sia della Santa Sede che dei vescovi di Puglia. Dopo aver poi raccolto i pareri delle due commissioni appositamente insediatesi, quella teologica, che ha stabilito che non c’è negli scritti di Paola Adamo nessun elemento contrario alla dottrina cattolica, e quella storica che ha raccolto la documentazione sulla vita di questa ragazza, e non ha trovato ostacoli nel suo percorso, predispone l’insediamento del Tribunale diocesano. Esso che consta di un giudice e di un suo delegato, di un procuratore di giustizia e di due notai che coadiuveranno giudice e procuratore nell’interrogatorio dei testi che hanno conosciuto de visu la ragazza o che sono magari in possesso degli scritti o di altro materiale utile. Lunedì mattina, il giudice, il procuratore, l’arcivescovo stesso e i due notai presteranno giuramento di segretezza e di fedeltà alla Chiesa, a partire da quel momento, il giudice e il procuratore convocheranno i vari testimoni e cominceranno ad ascoltarli. Il tutto si chiuderà con l’espressione di un parere da parte del giudice e del promotore che potranno esprimersi in senso positivo, riferendo all’arcivescovo che ci sono gli elementi per affidare la causa alla Santa Sede o negativo, nel caso in cui ritenessero che il percorso possa essere chiuso qui.

In caso positivo, quindi, il processo di beatificazione e canonizzazione passerà alla Santa Sede, cui spetterà la parola definitiva.

Ricordiamo che Paola Adamo era nata a Napoli il 24 ottobre 1963, unica figlia di una notissima coppia di architetti: Claudio Adamo, nato a Napoli e che a Taranto era arrivato solo grazie alla fidanzata tarantina, e lei: Lucia Dammacco che, compagna di studi alla facoltà di architettura di Napoli, sarebbe poi diventata sua moglie. Paola si spense, dopo una vita intensissima, pure brevissima, caratterizzata da una fede così profonda e palesata da meritarle, dopo la morte, quello che si dice “l’odore di santità”, il 28 giugno 1978.

A un anno dalla morte, Claudio e Lucia le dedicarono il volume: “Dialogo con Paola – documenti di vita”, nel quale raccolsero testimonianze e aneddoti toccanti, che partendo dalle intuizioni e dall’eroismo quotidiano di  una così giovane adolescente mostrano agli “adulti” di oggi, in una società in crisi e percorsa da disvalori e devianze, da egoismi e conflitti, il significato di una fede autentica e semplice, come la simpatia di un sorriso. Non era solo o tanto il papà innamorato e addolorato, a parlare della figlia, con termini che si potrebbero prevedere appassionati, e che pure tentano in tutti i modi di restare asettici, ma era Paola stessa a parlare attraverso i suoi scritti di insospettabile maturità, attraverso i suoi appunti volanti, i suoi disegni semplici, i suoi fantasiosi elaborati grafici, i suoi versi da donna matura. Che ha appena dieci anni quando scrive questi versi: “Se credi in Dio hai il mondo in pugno./ Aspetta con calma e avrai tutto ciò che desideri./ Il difficile non esiste,/ l’impossibile richiede solo un po’ di tempo./ L’uomo deve fare solo ciò che può fare/ e non ciò che vuol fare/ altrimenti diventa solo causa di disastri”.

Non sono pochi gli atti prodigiosi, compresa una guarigione definitiva di una malata grave, che vengono attribuite alla giovanissima Paola, ma su questi atti è ancora imposta la riservatezza poiché essi devono essere attentamente vagliati.

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