04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 08:57:00

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Il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato arriva il primo decreto. Questa volta non è un salva Ilva. E’ un decreto ministeriale che impone un termine e richiama l’azienda al rispetto dei termini di attuazione delle norme ambientali. Lo ha firmato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani il quale non ha concesso ad Acciaierie d’Italia la proroga per gli interventi di messa a norma della batteria 12 della cokeria del siderurgico di Taranto, interventi che, in base all’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) scadono il 30 giugno prossimo.

Il provvedimento è datato 25 giugno. La possibilità che l’azienda non ottenesse il via libera dal Ministero era nell’aria dopo il parere negativo della conferenza dei servizi espressasi il 16 giugno scorso. Il decreto stabilisce che “il Gestore deve rispettare il termine del 30 giugno 2021 previsto dal Dpcm 29 settembre 2017 per l’attuazione degli interventi” indicati nelle prescrizioni. “Il Gestore, ove decorra inutilmente il termine riportato, senza la completa attuazione degli interventi di cui alla prescrizione, deve immediatamente avviare dal 1° luglio 2021 – si legge nel decreto- la messa fuori produzione della batteria n. 12 e concludere tale processo entro e non oltre 10 giorni”. “L’entrata in esercizio della batteria n. 12 potrà avvenire solo previa verifica da parte dell’Autorità di controllo del completamento degli interventi di adeguamento previsti dal Dpcm del 29 settembre 2017”.

Gli interventi stabiliti dall’Aia, riepiloga il decreto ministeriale, sono: “Costruzione nuova doccia 6 per garantire il rispetto del limite polveri di 25 g/t coke; rispetto del limite polveri di 8 mg/Nm3”, microgrammi per normal metro cubo, al camino E428 anche attraverso l’installazione di filtro a maniche”. Il decreto ministeriale ribadisce, l’“installazione sistema di controllo della pressione dei singoli forni denominato Sopreco; miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento (lato macchina coke) come da progetto riportato nell’allegato alla domanda di Aia”. La batteria 12, come le altre, serve a produrre il coke per alimentare gli altiforni. La minore disponibilità di coke si potrebbe ripercuotere sugli impianti e quindi sulla produzione, tenuto conto che l’altoforno 4 e l’acciaieria 1 sono già fermi e che dal 28 giugno parte nello stabilimento di Taranto una ulteriore tranche di cassa integrazione, ordinaria in questo caso. (non Covid) per un numero massimo di 4mila dipendenti per un periodo di 13 settimane.

Dal provvedimento del ministro della Transizione ecologica si evince che sono tre le prescrizioni ambientali Aia che a Acciaierie d’Italia, societa’ formata da ArcelorMittal Italia e Invitalia, è chiamata a completare entroil 30 giugno prossimo. Lo si apprende dal decreto che il Cingolani ha emesso a distanza di alcuni giorni dalla conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato enti ed amministrazioni territoriali, fra i quali anche i Comuni di Taranto e Statte. Su due prescrizioni (gestione delle acque meteoriche in alcune aree del Siderurgico ed emissioni di selenio ad uno scarico) sono state concesse delle proroghe, mentre sulla terza, la messa a norma della batteria 12 della cokeria, c’è stato il no del ministro. Contro il decreto, Acciaierie d’Italia può ricorrere al Tar entro 60 giorni oppure, in alternativa, può proporre un ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni.

Intanto a Genova continuano le proteste dei lavoratori che invocano l’intervento del Governo per la richiesta di cassa integrazione dell’azienda. Il 25 giugno, nella terza giornata di protesta, una delegazione dei lavoratori dell’ex Ilva si è presentata in Prefettura per dichiarare al prefetto Franceschelli e al questore Ciarambino che non si alzerà dal tavolo “finche’ non arrivera’ una presa di posizione ufficiale del governo sull’illegittimita’ della richiesta di cassa integrazione ordinaria da parte dell’azienda”, prosegue davanti al palazzo il presidio degli operai. L’ingresso della Prefettura è stato presidiato dalla Polizia in tenuta antisommossa con due camionette.

“Rimaniamo qui, sarà una giornata lunga. Il Governo deve mettere per iscritto che chiede a Mittal di sospendere la cassa e, come hanno chiesto i segretari nazionali, di convocarci tutti a un tavolo per discutere del futuro degli stabilimenti” ha detto Armando Palombo, coordinatore rsu e delegato Fiom dello stabilimento genovese di Acciaierie d’Italia.

 

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