28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 07:09:00

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Il culto per i santi Pietro e Paolo

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Il culto per i santi Pietro e Paolo

Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, questa settimana incentrerà il suo intervento particolare sul culto dei tarantini per i Santi Pietro e Paolo. Questi i santi della settimana: Sant’Arialdo, Santa Vincenza Gerosa, San Pietro e San Paolo, Sant’Adolfo, Sant’Aronne, San Bernardino Realino, San Tommaso Apostolo.

Questa settimana la Chiesa cattolica venera la Madonna sotto i titoli di: Madonna del Perpetuo Soccorso, Madonna del Preziosissimo Sangue, Nostra Signora di Parigi e Madonna delle Grazie. Questi gli approfondimenti sui vari santi della settimana. Sant’Arialdo nacque in Lombardia e fu un ottimo oratore. Lui e i suoi compagni venivano chiamati patarini, cioè straccioni. Santa Vincenza Gerosa organizzò un Oratorio femminile e poi fondò con una sua compagna la Congregazione delle Suore della Carità di Lovere di cui assunse la direzione nel 1833. Sant’Adolfo fu monaco e vescovo e si dedicò alla cura dei poveri. Sant’Aronne era il fratello maggiore di Mosè. Guidò Gli Ebrei mentre Mosè era sul Sinai ma non impedì il culto dell’agnello d’oro. Fu il fratello a salvarlo dalla ira divina. Come Mosè non vide mai la Terra promessa per aver dubitato che Dio potesse far scaturire l’acqua dalla roccia. San Tommaso Apostolo è celebre perché in un primo momento non credette alla Resurrezione di Cristo. Gesù gli apparve e fece toccare a Tommaso le ferite che gli erano state inferte nel costato. Secondo la tradizione morì in India, dove subì il martirio. San Bernardino Realino nacque a Modena nel 1530, ma trascorse metà della sua vita a Lecce dove aveva creato un collegio. Diventò patrono di Lecce mentre era ancora vivo. Morì a 86 anni e già agonizzante l’autorità municipale leccese gli chiese di diventare protettore della città. Lui accolse tutti e da quel momento i leccesi lo venerano con grande culto.

Questi i detti della settimana: “Il riso scende camicia camicia”, “Il sedano dice ‘che bel vino conosco”, “Per San Ernesto va in campagna e riempie la cesta”, “Luglio è debitore e agosto pagatore”, “A luglio e ad agosto né donne né vino”, “Quando arriva l’età matura ci vogliono senno e misura”, “Nessun fiume può dimenticare di finire a mare”. Questa settimana Peppino Cravero ci ricorda una importante effemeride per la nostra città perché il 28 giugno 1896 fu inaugurato il Palazzo degli uffici dove sorgeva il vecchio orfanotrofio ad un piano. Il palazzo fu progettato dall’ingegnere Saverio Greco e costò 1 milione e 300 mila lire. Queste le effemeridi della settimana ricercate da Antonio Fornaro. Il 30 giugno 1848 Vincenzo Carbonelli fu liberato dalla galera, combattè per Garibaldi e fu ferito. Il 2 luglio 1885 viene trafugato dall’ex convento dii Sant’Antonio il grande capolavoro rappresentato dalla grande tela che copriva il tetto della navata della chiesa dello stesso convento. Il 2 luglio 1931 viene posta la prima pietra per la costruzione in viale Virgilio dell’Istituto Salesiano “Don Bosco” che viene realizzato sul terreno donato dalla signora Latagliata e dal conte d’Ayala.

Il 29 giugno 1892 il Parlamento autorizza la costruzione del Canale Navigabile, del Ponte Girevole e dell’Arsenale della Marina Militare. Il 1° luglio 1861 il deputato Pisanelli chiede la realizzazione di un porto per Taranto. San Pietro e San Paolo, ricorda Fornaro, sono i santi patroni di Roma. Pietro, che si chiamava Simone e faceva il pescatore, fu crocifisso a testa in giù durante la prima persecuzione di Nerone. Paolo, l’apostolo missionario per eccellenza, fu decapitato a Roma nell’anno 66. A entrambi furono intitolate due delle più belle basiliche romane. Grande, nel corso dei secoli, è stato il culto dei santi Apostoli Pietro e Paolo a Taranto. La storia ci dice che San Pietro venne a Taranto e che lasciò l’impronta del suo capo su una pietra che oggi si conserva nella Basilica di San Marco a Venezia. Le Isole Cheradi portano il nome dei Santi Pietro e Paolo e un quartiere della Città Antica è intitolato a San Paolo. A San Pietro fu dedicata una chiesa che si trovava vicino al Castello e nella quale San Pietro celebrò la Messa.

Una di queste colonne che reggevano la mensola dell’altare si trova oggi nella chiesa del Carmine nel Borgo Umbertino dove fu portata da Mons. Caracciolo. Si tratta di una colonna miracolosa tanto che fino agli Anni Trenta del secolo scorso molte persone della provincia venivano a Taranto per toccare la colonna e riceverne grazie. Sempre nella stessa Chiesa è presente un piccolo quadro in tela raffigurante San Pietro che la tradizione vuole che fosse stato eseguito da lui stesso. Sulla facciata della Cattedrale di Taranto si trova una statua in pietra del 1713 raffigurante San Pietro. Nell’avancorpo della stessa Cattedrale si trova un dipinto di San Pietro, realizzato da Domenico Torti, del XIX secolo. Anticamente i tarantini erano molto attenti nelle azioni che svolgevano il 29 giugno che consideravano giornata dalle influenze negative sull’uomo e, per questo motivo, si diceva che era ‘fortastella’. In contrada San Paolo, prima di Martina Franca, si festeggiano i Santi Pietro e Paolo. A Galatina una piccola chiesa intitolata a San Paolo è meta di pellegrinaggio da parte dei cosiddetti ‘tarantolati’. Infine, le donne in cerca di marito, a Taranto il 29 giugno con le spalle al balcone lanciavano pietre pensando che il malcapitato potesse diventare il loro futuro marito.

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