03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

Cronaca News

Quando i riflettori della contraerea illuminarono la processione

foto di Il progetto della nuova facciata della chiesa San Francesco di Paola, realizzato parzialmente
Il progetto della nuova facciata della chiesa San Francesco di Paola, realizzato parzialmente

Sono in corso a Taranto i festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola, per i tarantini “’u megghie marenàre”, patrono della gente di mare, in ricordo della celebre traversata dello Stretto di Messina sul suo mantello. La perdurante pandemia renderà impossibili i festeggiamenti esterni e tantomeno la processione con la benedizione del mare e i fuochi sul castello. La ricorrenza risveglia i ricordi di un anziano “cataldiano”, Pierino Solito.

“Erano gli anni del dopoguerra – racconta – Mio nonno mi portava ad assistere a tutti gli eventi tradizionali, come quello, naturalmente, di San Francesco di Paola. Per grande povertà di quel tempo non fu possibile per qualche tempo allestire la galleria di luminarie lungo via Anfiteatro. Provvide però l’Arsenale M.M. ad assicurare un simile segno di festa, utilizzando a questo scopo… strumenti di guerra: le potenti cellule fotoelettriche che nel periodo bellico dovevano scrutare il cielo notturno alla ricerca dei cacciabombardieri nemici, per farli abbattere dalla contraerea. I riflettori furono posti nei pressi della prefettura con i fasci di luce che attraversavano tutta la via fino alla chiesa di San Francesco, illuminando così la processione nel suo lento incedere”.

Erano gli anni in cui c’era ancora la vecchia facciata, rifatta nel 1956, ma non secondo il progetto originario, che prevedeva una grande torre campanaria che avrebbe fatto assomigliare il tempio tarantino addirittura al celebre santuario di Pompei. Peccato. In alto, nel timpano del lucernaio, c’era anche una statua del santo titolare, in pietra dipinta. Temendo che andasse distrutta durante i lavori, il superiore dell’epoca, padre Saverio Vernì, la cedette alla famiglia del cav. Cosimo Attolino, imprenditore di arte funebre, che la posizionò all’ingresso della sua residenza estiva. Quest’anno la generosità degli eredi ne ha permesso, dopo un sapiente ripristino, il ritorno in chiesa per la venerazione dei devoti. La statua sarà benedetta domenica sera, 27 giugno, nel corso della solenne celebrazione presieduta alle ore 19 dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro. Nella medesima circostanza sarà inaugurata la cappellina dove saranno esposte delle reliquie.

Due di queste sono legate a San Francesco di Paola: una delle corone del rosario usate dal santo, donata al convento il 13 marzo 1932 dal Correttore Generale dell’epoca, padre Pietro Lalli, e il suo bastone, una “canna calabrese” conservata in un reliquiario di legno intarsiato e decorato in oro vecchio di fattura secentesca, donata il 17 aprile 1980 dagli eredi della famiglia Signorile Bianchi di Bari, che la conservavano nella propria abitazione. Vi sarà esposto anche un reliquiario con due schegge di legno della Santa Croce, di cui fecero dono mons. Giovan Battista Stella, arcivescovo di Taranto dal 1713 al 1725 e mons. Diego Beaumont, arcidiacono della Cattedrale. Sarà presente anche una reliquia di un pezzo della tovaglia, posta sull’altare della chiesa di Sant’Andrea delle Fratte in Roma, su cui il 20 gennaio 1842 apparve la Madonna del Miracolo.

In quello spazio troverà posto infine la reliquia di San Cataldo, una di quelle che l’arcivescovo quest’anno ha consegnato a tutte le parrocchie, in occasione dell’anno giubilare indetto per il 950° anniversario del ritrovamento del corpo del santo vescovo irlandese, Patrono della nostra Arcidiocesi, e della ricostruzione della basilica cattedrale. In occasione degli attuali festeggiamenti sarà eccezionalmente esposta alla venerazione dei fedeli anche la reliquia del sandalo di San Francesco di Paola, abitualmente custodita nel celebre santuario calabrese intitolato al santo.

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