04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:24:25

Attualità News

Primitivo, il nobile vino che rappresenta la Puglia

foto di Primitivo, il nobile vino che rappresenta la Puglia
Primitivo, il nobile vino che rappresenta la Puglia

P rimitivo è il suo nome, ma è il nobile vino che rappresenta la Puglia enoica, in tutto il mondo . E se di Primitivo si vuole parlare, non si può non citare una delle Cantine protagoniste del Rinascimento di questo vino.

L’avventura ha inizio nel 1928, quando un ristretto gruppo di illuminati vignaioli creò la “Federazione vini”, un’associazione di produttori che quattro anni più tardi, il 9 luglio del 1932, si trasformò in cooperativa con l‘istituzione del “Consorzio Produttori Vini e Mosti rossi superiori da taglio per la zona di Manduria”, nel tempo distillato in Produttori di Manduria. La nascita del Consorzio matura in un clima che punta anzitutto a riscattare la figura del vignaiolo, dando al contempo nuova dignità al suo lavoro e identità al prodotto che da esso deriva. La nostra lunga storia, unita all’amore e alla dedizione che da sempre ci ha strettamente legati alla viticultura, all’enologia e alla nostra comunità, ci erge oggi a paladini di questo straordinario territorio, fatalmente legato al suo vitigno principe: il Primitivo. Nel 2018 è tra le prime nove aziende italiane a ricevere la certificazione Equalitas, lo standard che attesta il livello sostenibile dalla cantina alla bottiglia, passando per il territorio.

I primi documenti storici attendibili sul diffondersi del Primitivo nella nostra regione risalgono alla seconda metà del ‘700, don Francesco Filippo Indellicati, primicerio della chiesa di Gioia del Colle, notò che tra i tanti vitigni che usava coltivare nelle sue vigne, ve n’era uno che giungeva a maturazione prima degli altri e dava un’uva particolarmente nera, dolce, gustosa, che si poteva vendemmiare già a fine agosto. Ma è a Manduria e nel suo stretto circondario che il Primitivo troverà un habitat particolarmente favorevole al miglioramento delle sue qualità. Questo ultimo breve viaggio del Primitivo lo si dove ad alcune barbatelle portate in dono di nozze a Manduria.

La prima etichetta nota di vino Primitivo risale alla fine dell’800, vino imbottigliato dalla famiglia Menotti-Schiavoni con il nome “Campo Marino”. L’etichetta originale è oggi esposta presso il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, ubicato sotto le ottocentesche volte a stella, e all’interno delle antiche cisterne della Cantina, un eccezionale percorso antropologico tra la quotidianità della civiltà contadina dell’inizio dello scorso secolo e l’evoluzione tecnico-culturale dei processi produttivi, attraverso l’esposizione di antichi torchi, contenitori, macchinari ed attrezzature per opifici vinari. L’agricoltura come identità di una collettività, come richiamo al suo territorio di appartenenza tutelandone le tradizioni e valorizzandone i prodotti tipici enogastronomici: il Museo della Civiltà del Vino Primitivo vuole ricordare tutto questo con un percorso aperto al pubblico anche con degustazioni di vino Primitivo di produzione della Cantina accompagnato dai sapori dell’autentica tradizione gastronomica durante le quali vino e cibo sono illustrati e raccontati come parte della locale storia.

Interpretare il piacere della tavola come punto di arrivo di un percorso attraverso antiche usanze, tradizioni, identità, territori. Non un semplice tour enogastronomico, al Museo ciò che si assaggia viene spiegato, raccontato, per lasciare a chi è curioso qualcosa di più di un sapore: la memoria di un incontro.

Info: www.produttoridimanduria.it
www.museodelprimitivo.it
pwt@cpvini.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche