03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

Cronaca News

Ok di Giorgetti, tavolo al Mise per il siderurgico

foto di Giancarlo Giorgetti
Giancarlo Giorgetti

Giovedi 8 luglio sarà convocato un incontro al Mise al quale parteciperanno Acciaierie d’italia e sindacati alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti che inviterà anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando, insieme con tutte le parti interessate, per discutere delle prospettive industriali e della situazione occupazionale.

E’ quanto si apprende da fonti del Mise. Non si è fatta attendere, dunque, la risposta alla richiesta congiuntna dei sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm che subito dopo la sentenza del Consiglio di Stato hanno inviato a Giorgetti un documento congiunto “per sollecitare un incontro utile a riattivare il tavolo ex Ilva”. “Nella lettera -spiega Valerio D’Alò segretario nazionale Fim Cisl- inviata per conoscenza anche al presidente del Consiglio Mario Draghi, abbiamo evidenziato la situazione di drammaticità che si sta vivendo all’interno degli stabilimenti dell’ex Ilva”. Le principali preoccupazioni delle organizzazioni sindacali riguardano il ricorso alla cassa integrazione ordinaria: “In queste ore, la direzione aziendale ha assunto la grave decisione di procedere unilateralmente, nonostante la forte ascesa del mercato dell’acciaio, alla collocazione in cassa integrazione ordinaria di oltre quattromila lavoratori dal 29 giugno per dodici settimane”.

“Questi temi – aggiunge il segretario nazionale Valerio D’Alò – non sono più rimandabili. Per cui chiediamo la convocazione di un incontro urgente con la partecipazione di tutti i rappresentanti legali di Acciaierie d’Italia. Riteniamo infatti che occorra rapidamente individuare e mettere in campo le azioni, gli investimenti e le soluzioni che possano costituire il rilancio produttivo del gruppo siderurgico”. Per le organizzazioni sindacali occorre ridurre drasticamente, “fino al totale azzeramento, il ricorso alla cassa integrazione, riprendere la discussione sul piano industriale, definendo le caratteristiche e i tempi degli investimenti finalizzati al raggiungimento della sostenibilità ambientale”.

“La Fim Cisl – fa notare ancora D’Alò – in più occasioni ha segnalato la gravità della situazione in cui versano tutti i lavoratori coinvolti e gli impianti del gruppo siderurgico. Ci sono lavoratori che da oltre 10 anni vivono solo di cassa integrazione. E questo non è possibile. Ci sono impianti fermi o attivi al minimo che potrebbero soddisfare la richiesta esistente di coils e tubi, consentendo il rientro di diverse unità produttive. Per i reparti storici delle manutenzioni, poi, occorrerebbe aprire un capitolo a parte, poiché serve chiarezza da parte del management circa le prospettive delle officine centrali e periferiche. Non possiamo permette ulteriori dilazioni dei tempi, ragion per cui – conclude D’Alò – necessita riaprire immediatamente un confronto tra tutti i soggetti interessati”.

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