02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 17:57:00

Cronaca News

Green pass, si cambia? Dipende dalla variante Delta

foto di Green pass
Green pass

E’ possibile che con la variante Delta del covid in Italia si debba “rimodulare il Green pass dopo la prima dose di vaccino. Questo però lo lasciamo dire agli scienziati e aspetterei un paio di settimane. Ma se è vero che la protezione da questa variante c’è dopo due dosi di vaccino, è chiaro che, oltre a correre con le seconde dosi, dobbiamo rimodulare il Certificato verde. Al momento è prematuro dirlo”. Lo afferma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto su Radio 24 a ‘24Mattino’.

“Aspetterei 14 giorni per l’analisi dei dati che arrivano del Regno Unito e per il controllo della prevalenza della variante Delta in Italia, attualmente vicina al 20%. Aspettiamo di capire di quanto sale in una settimana. E poi una riflessione su questo la farei”, aggiunge Sileri, spiegando poi che, per quanto riguarda la seconda dose dei vaccini, “cercherei di stare più vicino alle 3 settimane per il richiamo per Pfizer e 4 settimane per Moderna, rispetto ai 42 giorni. In maniera molto dinamica: se abbiamo allungato prima, per avere più dosi con la terza ondata in corso, adesso conviene stare più vicini ai 21-28 giorni per garantire la seconda dose quanto prima”. Per Sileri, fare il Green pass con una sola dose non è stato un errore perché “quando è stato formulato i dati mostravano che andava bene”.

Quella contro Covid, ha aggiunto, “è una battaglia dinamica. Il virus è dinamico e noi dobbiamo essere pronti ad adattarci. Al momento non serve una modifica del passaporto verde, ma va messa in cantiere. L’analisi dei dati ce lo dirà”. “Verosimilmente – ha concluso – ma qui parla più il medico del politico, bisognerà modificarlo se si conferma l’efficacia del vaccino contro la variante Delta con la seconda dose. A quel punto bisognerà introdurre un Green pass con una seconda dose fatta”. Interpellato sull’ipotesi di una rimodulazione del green pass, il ministro della Salute Roberto Speranza si è limitato a dire: “In questo momento, a questa mattina, 13 milioni e 700mila persone” in Italia “hanno già scaricato il Green pass e io penso che questo sia un fatto molto positivo. Segnala che c’è una grande attenzione e che questo meccanismo che abbiamo costruito anche a livello europeo sta funzionando. E’ chiaro che tutte le altre valutazioni verranno fatte passo dopo passo”.

Prosegue la campagna vaccinale in Asl Taranto: nella provincia jonica, dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate, in totale, quasi 492mila dosi di vaccino. Rispetto a questo dato, oltre 176mila cittadini hanno completato il ciclo vaccinale. Gli hub vaccinali di Taranto e provincia continuano regolarmente le attività della campagna vaccinale, come da prenotazioni dei cittadini e cronoprogramma. Ieri mattina sono state somministrate 3.115 dosi di vaccino, così distribuite: a Taranto 491 presso la Svam, 428 dosi presso l’Arsenale e 243 dosi al PalaRicciardi; 353 dosi a Martina Franca, 391 dosi a Grottaglie, 390 dosi a Manduria, 433 dosi a Massafra, 386 dosi presso l’hub di Ginosa. Alle ore 13 del 28 giugno 2021, l’ospedale “San Giuseppe Moscati” ospita 15 pazienti affetti da Covid, così distribuiti: nove presso il reparto Malattie Infettive; cinque presso il reparto di Pneumologia; uno presso il reparto di Rianimazione. Nelle ultime 24 ore non si è registrato alcun decesso. Riguardo ai contagi, ieri lunedì 28 giugno in Puglia sono stati registrati 4256 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 9 casi positivi: 2 in provincia di Brindisi, 2 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Lecce, 2 casi di residenti fuori regione, 1 caso di provincia di residenza non nota.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.660.485 test. 243.135 sono i pazienti guariti. 3.472 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 253.247 così suddivisi: 95160 nella Provincia di Bari; 25581 nella Provincia di Bat; 19794 nella Provincia di Brindisi; 45150 nella Provincia di Foggia; 26916 nella Provincia di Lecce; 39456 nella Provincia di Taranto; 813 attribuiti a residenti fuori regione; 377 provincia di residenza non nota. La situazione della pandemia quindi segna numeri favorevoli, ed è da registrare una nota dei consiglieri regionali del Gruppo di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta e Paride Mazzotta.

“La campagna vaccinale sta funzionando e crollano i casi positivi giornalieri nella nostra Regione, ma le altre patologie ci sono sempre e migliaia di cittadini, durante la pandemia, hanno dovuto stringere i denti in attesa di ricevere le prestazioni sanitarie di cui avevano bisogno. Oggi, grazie al cielo, sembra di intravedere la luce in fondo al tunnel ed è per questo che condividiamo l’appello dei medici alla Giunta regionale, perché si proceda alla riconversione dei reparti in ordinari e si potenzi tutta l’assistenza ospedaliera, ambulatoriale e territoriale. Mesi fa depositammo anche una richiesta di accesso agli atti per conoscere il numero di prestazioni oncologiche erogate durante l’emergenza Covid, certi di una sensibile, quanto comprensibile, riduzione.

A questa richiesta non abbiamo avuto risposta, ma ora la Giunta pugliese non può non rispondere ai medici e ai cittadini che reclamano le cure necessarie. Non basta: negli ultimi dieci anni sono stati chiusi numerosi ospedali sul territorio regionale ed è stato tagliato il servizio sanitario in modo significativo. Una circostanza che ci ha spinti, tra l’altro, quando Emiliano decise di realizzare l’ospedale nella Fiera del Levante, a suggerirgli di optare per un’altra strada: la riattivazione delle strutture sanitarie dismesse. Così facendo, avremmo non solo aumentato i posti letto per il Covid, ma incrementato in modo stabile il servizio alla collettività, riaprendo ospedali e potenziando a lungo termine il sistema sanitario. Tra le tante cose che abbiamo imparato in questo periodo, infatti, c’è sullo sfondo la più importante: avere un sistema sanitario solido che possa far fronte anche alle esigenze imprevedibili. Una questione che deve orientare la politica e noi ci auguriamo che la Regione riprogrammi a stretto giro l’intera rete ospedaliera e assistenziale per riprendere l’attività ordinaria di cura delle persone”. In tema di sanità, c’è l’intervento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini.

“Quando parliamo di liste di attesa denunciamo non solo quelle dove i tempi sono infiniti – anche oltre un anno – ma, come accade a Taranto, i casi dove sono addirittura ‘sospese’, nel senso che non è nemmeno possibile la prenotazione e le agende sono ancora chiuse perché non si riescono a smaltire le prenotazioni precedenti (accade per Oculistica). E’ evidente e, persino comprensibile, che con l’organico in servizio non si riesca a smaltire tutto il lavoro che si è accumulato quando tutte le strutture e gli operatori erano esclusivamente concentrati sul Covid. E ho più volte scritto al Dg della Asl di Taranto, Stefano Rossi, per sensibilizzarlo in merito, ma è chiaro che se non si completa la riconversione in reparti ordinari degli ospedali Covid (peraltro nella nostra provincia tutti lo erano diventati), la prenotazione di visite specialistiche diventerà sempre più difficile e le liste saranno sempre più lunghe”.

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