27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 13:59:00

La sede della Asl di Taranto
La sede della Asl di Taranto

“La proposta di legge approvata va nella direzione di sanare una situazione anomala di cui ci occupiamo da tempo. Ai cittadini, in particolare nella Asl di Taranto, sono arrivati avvisi di pagamento per mancate prestazioni, anche risalenti al 2010, in molti casi errati, o perché la prestazione era stata regolarmente effettuata, o perché non avevano mai prenotato alcun esame, o addirittura perché gli avvisi erano indirizzati a persone nel frattempo decedute. Insieme ad altri consiglieri, di maggioranza e opposizione, avevamo chiesto alla Asl di intervenire, anche perché questi avvisi comportano spese di notifica per le stesse aziende sanitarie, ma ci era stato risposto che i cittadini avrebbero avuto l’assistenza necessaria una volta ricevuta la comunicazione.

In aula presenterò un emendamento aggiuntivo per chiedere l’istituzione di un tavolo tecnico tra assessorato alla sanità, uffici regionali e Asl pugliesi per risolvere il problema alla radice e incrociare i dati prima che vengano emessi gli avvisi di pagamento, in modo da ampliare la portata della legge approvata oggi anche alle prestazioni sanitarie non erogate in Pronto Soccorso”. Lo dichiara il consigliere regionale del M5S Marco Galante a margine dell’approvazione in III Commissione Sanità della proposta di legge con cui si stabilisce che vengano stralciati dalle Asl gli avvisi di pagamento per le prestazioni sanitarie erogate in Pronto Soccorso non seguite da ricovero o sulla base di un’esenzione non verificata dalle Asl precedentemente al 31 dicembre 2020. La disposizione si applica, inoltre, alle sanzioni previste per la mancata disdetta al 31/12/2020 delle prenotazioni che siano state emesse a carico di coloro i quali sono esonerati per legge dal pagamento del ticket sanitario. “Una situazione – continua Galante – che ci è stata segnalata anche per quello che riguarda la Asl di Bari, per questo serve un tavolo a cui si siedano sia gli uffici regionali che le aziende sanitarie”.

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