03 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 02 Agosto 2021 alle 22:56:00

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Gli insetti e la “grande inversione” dei biofili

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Gli insetti e la “grande inversione” dei biofili

In testa ai biofili impenitenti, in questo nostro Antropocene pericoloso, confuso e scriteriato, troviamo anzitutto Edward O.Wilson, biologo ed ecologo statunitense, un simpatico ometto dal sorriso accattivante : “se tutta l’umanità dovesse scomparire – scrive Wilson – il mondo tornerebbe al profondo stato di equilibrio che esisteva diecimila anni fa. Ma se a scomparire fossero gli Insetti tutti gli ambienti crollerebbero nel caos”. Aggiungo che l’attuale perdita dei nostri preziosi fratelli Insetti (la butto così proprio “alla francescana”) e non solo di quelli che provvedono all’impollinazione – una moria causata soprattutto dai cambiamenti climatici, biocidi in agricoltura, sottrazione e distruzione di habitat, ecc.- si somma al nostro endemico “analfabetismo ecologico” di moderni cittadini inurbati, distratti e poco inclini alla conoscenza dei principi basilari di ecologia.

A chi scrive è sembrata finalmente un’ottima idea il monitoraggio che si sta operando sul Parco dell’Alta Murgia per la salvaguardia degli Insetti impollinatori, e non solo, avviato dall’Ente Parco in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e l’Università di Firenze, anche in sinergia con apicoltori, agricoltori e semplici cittadini. Si fa questo per aumentare la conoscenza sullo stato di conservazione delle farfalle e delle api selvatiche presenti nel Parco, individuare gli interventi di miglioramento ambientale ma anche e finalmente, direi, di ricostruzione degli ecosistemi, fornendo anche indicazioni a favore di pratiche colturali a ridotto impatto ambientale. Tra tali azioni si prediligono naturalmente quelle di miglioramento ecologico per i nostri impollinatori, con deciso incremento del numero di sedi fiorite, ma anche realizzazione di zone ombreggiate contro le calure ormai eccessive delle nostre estati. Per ciò che riguarda le sedi fiorite, recenti ricerche avviate negli ultimi anni confermano che per attrarre numero e varietà di pronubi non sia proprio indispensabile lasciar inselvatichire i nostri parchi e giardini o dedicarli unicamente a fioriture spontanee, ma è possibile anche mettere a dimora piante fiorifere con una buona produzione di nettare e di polline: le piante infatti attirano gli Insetti fornendo loro protezione con il fogliame e sostentamento con polline e nettare, gli Insetti a loro volta assicurano la propria riproduzione, ivi compreso un congruo numero di predatori dei parassiti dannosi per le piante, meglio definiti come “pesticidi naturali”. Quanto appena detto realizzerebbe parte rilevante di quella benedetta “inversione” auspicata da R. St. Barbe Baker, l’ “uomo degli alberi” : far finalmente pace con la Natura e riacquistare il ritmo della vita e l’amore per le cose semplici, una gioia che si rinnova ogni giorno”. Cosa può favorire, dunque, la vita e la diffusione dei nostri Insetti, impollinatori in testa, che peraltro negli ultimi decenni hanno subito un forte decremento, anche sino al 70% specie nel Centro Europa, tanto da far parlare di “Apocalisse degli Insetti”, un maledetto fenomeno anche a livello globale? Come contribuire, anche in sinergia con le amministrazioni comunali, al gioioso ritorno della vita e della biodiversità, “una gioia che – vi invito alla prova – si rinnova ogni giorno ?”

Gli impollinatori, si sa, sono amanti del colore e del profumo dei fiori ( alcuni, come per.es. i Bombylius, mosche pelose simili ad api sono veramente sorprendenti, mantenendosi sempre in volo sono capaci di frequentare dozzine di fiori in una manciata di secondi…), e tale “ubriacatura” esige tutta una serie di essenze che forniscano loro cibo in abbondanza. Partiamo pure dalla munifica Buddleja ( Buddleja davidii ) con diverse specie, cui fa eco la Lavanda e tutta una serie di Labiate, Timo, Maggiorana, il nostro valoroso Rosmarino, la Nepetella ( in fiore sino a novembre), e varie specie di Mente le cui infiorescenze attraggono irresistibilmente anche i Licenidi, farfalline dai brillanti colori metallici. Ma non è finita, allora il profumato Origano e la Salvia dove le mettiamo? E parliamo anche delle numerose Asteracee, tra le quali le comuni Margherite, gettonatissime dai nostri impollinatori, diffuse in un gran numero di specie erbacee. Tra i primi a riempirsi di candidi fiori bianchi in primavera v’è il Prugnolo ( Prunus spinosa), così come il Corniolo ( Cornus mas) dai succulenti fiori gialli, per non parlare poi del Biancospino ( Crataegus monogyna) dai bellissimi fiori bianco-rosacei e facile da coltivare, ne ho uno davanti casa, e i Ligustri (Ligustrum ovalifolium), arbusti rustici che producono grappoli di fiori bianchi molto profumati all’inizio dell’estate. In pieno centro, poi, parlo di Martina Franca, grande sorpresa mista a meraviglia ha suscitato in me la vista di alcuni Agrifogli ( Ilex aquifolium) in fiore, letteralmente presi d’assalto da numerose api ed altri Imenotteri, e questo dimostra come si possono facilmente attrarre e diffondere pronubi anche in zone centrali della nostre città. Continuiamo poi con i vigorosi Caprifogli ( Lonicera caprifolium), in giardino ne ho uno rampicante che butta fiori da giugno ad ottobre, ma lo fanno anche i Gelsomini ( Jasminum polyanthum), dal profumo delicato che fioriscono in primavera ma anche in inverno, proseguendo con le Edere ( Hedera helix), che per la loro fioritura tardiva forniscono buon cibo e ottimo riparo agli Insetti sino a tardo autunno e il generoso Pittosforo (Pittosforum tobira) che a maggio si riempie di api, coleotteri e farfalle sui candidi fiori.

Quanto sopra è solo una breve, sommaria descrizione di quanto la Natura sia benigna e feconda nello spandere tante “leccornie” per i nostri amici ed alleati Insetti, ma qui voglio ricordare a tutti, ma proprio a tutti, che prima di schiacciare, avvelenare, bruciare, insomma uccidere qualsiasi vivente, piccolo o grande che sia, che vi piaccia o meno questi piccoli animali costituiscono in realtà un bene prezioso per il nostro Pianeta ( non ne troveremo di eguali su Marte o sulla Luna….), e quindi per la salute dei nostri ambienti e la nostra stessa sopravvivenza. La “grande inversione” dei biofili è dunque alle porte, signori politici, attenti o voi che tenete le redini dell’amministrazione delle nostre Comunità. Che siate Ministri o semplici consiglieri comunali noi vi chiameremo, vi stimoleremo a ricucire e a sviluppare un modo di vivere più sostenibile e appagante per tutti, iniziando da veri biofili proprio dai principi, dai fondamenti comuni a tutte le forme di vita e favorendo la cultura della loro diffusione nelle scuole e nelle nostre Comunità. La marcia è cominciata e il sentiero è già segnato. Auguriamoci tutti un buon cammino!

Valentino Valentini
Direttore Museo Laboratorio della Fauna Minore di Mezzana Salice
di San Severino Lucano- Potenza

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