31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 14:03:00

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L’ultimo ammaina bandiera di Nave Espero

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L’ultimo ammaina bandiera di Nave Espero

L’ultimo ammaina bandiera di nave Espero. Mercoledì 30 giugno, alle ore 20.25 presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, avrà luogo la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera di nave Espero, con il contestuale sbarco della bandiera di combattimento dell’unità. La cerimonia sarà presieduta dal comandante in capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Paolo Treu, accompagnato dal comandante della Seconda Divisione Navale, ammiraglio di squadra Paolo Pezzutti, e si svolgerà nel rispetto delle vigenti norme sul contenimento del Covid-19. Nave Espero, settima delle otto fregate della classe Maestrale in servizio nella Marina Militare, è stata un’unità missilistica e antisommergibile e nel corso dei suoi trentasei anni di servizio ha svolto un ruolo fondamentale in molte delle principali missioni e operazioni internazionali in cui la Forma Armata è stata impegnata.

L’Espero non è stata solo una nave di elevate e comprovate capacità operative, ma – come tutte le unità della Marina Militare – si è rivelata essere un mezzo militare polivalente e dispiegabile ovunque vi siano state necessità di sostegno alla Nazione ed alla comunità internazionale, anche per esigenze di natura umanitaria e di soccorso. In occasione dell’evento, si prevede la partecipazione di autorità civili e religiose locali, gli ex Comandanti dell’unità, una rappresentanza di personale militare dei Comandi ed Enti della Marina Militare della sede, le Associazioni Combattentistiche e d’arma, Vessilli, Labari e Gonfaloni locali. Nave Espero è stata costruita a Riva Trigoso, varata il 19 novembre 1983, ed entrata in servizio il 4 maggio 1985. È la settima delle otto fregate classe Maestrale in servizio nella Marina Militare che prendono il nome dai venti che soffiano sul Mar Mediterraneo.

L’Unità, progettata con specifiche predisposizioni per il contrasto dei sommergibili ha dimostrato, nel corso degli anni, spiccate capacità missilistiche evidenziando, altresì, notevole flessibilità di impiego ed assolvendo efficacemente un’ampia varietà di missioni. Nel corso della sua vita operativa, dal 1985 al 2018 Nave Espero ha percorso 675.000 miglia nautiche (circa 31 volte la lunghezza dell’equatore). Tra le attività più importanti svolte da nave Espero al servizio della Patria si ricorda l’operazione “Golfo 1” dal 2 marzo all’11 agosto del 1988 (missione nata in seguito al protrarsi degli scontri Iran-Iraq per proteggere il naviglio mercantile, in transito nelle acque del Golfo Persico, dai possibili attacchi perpetrati da unità iraniane); l’Operazione “Sharp Fence” e “Mare Nuovo 93-1” dal 1 febbraio al 25 maggio 1992 (missione condotta nelle acque internazionali dell’Adriatico al largo delle coste della ex-Jugoslavia, al fine di assicurare l’embargo del traffico di armi verso la ex-Jugoslavia, sotto l’egida dell’Unione Europea); e dal 2004 al 2005 l’Operazione “Enduring Freedom Resolute Behaviour” (pattugliamento in Mar Arabico attivato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001).

Nave Espero è stata posta nella posizione amministrativa tabellare di “Riserva con Tabella di Disponibilità Due” dal 31 dicembre 2018, finalizzata a preservare la configurazione della nave in modo da consentirne l’eventuale valorizzazione. Alla data del 31 marzo 2019 l’unità è stata successivamente collocata nella posizione amministrativa tabellare di “Riserva con Tabella di Disponibilità Tre”, posizione propedeutica al disarmo e alla radiazione dal Quadro del Naviglio Militare dello Stato.

1 Commento
  1. Omar Husu 1 mese ago
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    Un’altra pezzo dell’Italia dei migliori anni che se ne va . La classe Maestrale preceduta dalla classe Lupo ha rappresentato l’orgoglio di una IRI che sapeva fare sistema. Tutto su queste navi era rigorosamente italiano. Motorizzata Grandi Motori Trieste con con motori a doppio stadio di sovralimentazione ed anticipo variabile accoppiati a turbine a Gas LN 2500 Fiat Avio. Velocità 36 nodi . Armamento Otto Melara. Orgoglio per chi ci ha lavorato, e poi servito la nazione .

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