28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 09:59:00

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I giorni difficili del mondo dell’agricoltura

“Siamo preoccupati per la riforma della Pac che in questi giorni Commissione, Consiglio e Parlamento europeo stanno tentando di approvare” è quanto sostiene il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro. Nello specifico, desta perplessità l’ipotesi di riduzione del contributo di base per le aziende agricole di maggiori dimensioni e con alti livelli produttivi. Sulla scorta di simulazioni effettuate da Confagricoltura, le aziende più strutturate subirebbero una riduzione immediata dei fondi a loro destinati pari al 15% per arrivare a una quota che oscilla tra il 30 e il 50% entro il 2026; tali fondi inoltre verrebbero indirizzati solo in minima parte alle aziende più piccole con effetti positivi generali molto marginali.

“Penalizzare le realtà virtuose – prosegue Lazzàro – appare francamente una scelta illogica e controproducente che rischia di ripercuotersi anche sui consumatori. La politica agricola comunitaria non può prescindere da un principio cardine che è quello di fornire ai consumatori cibo sicuro, di qualità e in quantità tali da non determinare un innalzamento incontrollato dei prezzi finali e questo è possibile solo sostenendo da un lato la ricerca scientifica e premiando dall’altro gli imprenditori virtuosi.” Il taglio dei trasferimenti alle imprese agricole a vocazione più imprenditoriale avrebbe inoltre effetti devastanti anche sul fronte occupazionale colpendo proprio quelle realtà che più di altre al momento offrono posti di lavoro e orientano la loro attività ai mercati nazionali e internazionali.

“La Puglia – sottolinea – è attenta a questa tematica proprio perché per tradizione ha uno dei più vasti territori agricoli nazionali e moltissime delle aziende toccate da questo provvedimento operano sul nostro territorio”. Confagricoltura Puglia chiede quindi che le decisioni riguardanti i pagamenti dei fondi siano facoltative per gli Stati membri e che si presti la massima attenzione al rispetto delle regole e al costo del lavoro (fattori molto diversi tra i vari paesi) sanzionando in maniera decisa e puntuale coloro che guardano ancora all’agricoltura come a una realtà in cui lo sfruttamento del lavoratore è possibile e normale. “ La sostenibilità ambientale – conclude il presidente di Confagricoltura Puglia – è la nuova sfida che gli agricoltori sono chiamati a sostenere e comporterà inevitabilmente nuovi costi di produzione, occorre quindi un’efficace tutela dei redditi di tutte le imprese e un accordo europeo che tuteli la nostra agricoltura. Solo così, conclude Lazzaro, possiamo scongiurare nuove complicazioni burocratiche delle procedure, perché a nostro avviso una riforma è possibile e auspicabile ma non può, né deve, essere a tutti i costi”.

Intanto le organizzazioni agricole Cia Agricoltori Italiani Puglia, Confagricoltura Puglia e Copagri Puglia nell’esprimere cordoglio per le assurde morti di lavoratori avvenute in questi giorni di grande afa, ribadendo apprezzamento per la tempestiva ordinanza del presidente Emiliano, ritengono sia necessario definire con urgenza, chiarezza e, soprattutto, in maniera condivisa tutte le attività lavorative a rischio. Le organizzazioni ritengono sia opportuno manifestare la stessa attenzione e sensibilità per tutti i lavori che, parimenti a quelli nei campi, espongono a rischio imprenditori e lavoratori. Pur condividendo le motivazioni umane che hanno spinto il presidente Emiliano ad emettere l’ordinanza che vieta il lavoro agricolo ‘in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle ore 12 alle ore 16 fino al 31 agosto 2021’, queste organizzazioni rilevano che, nel mondo agricolo, migliaia di aziende e lavoratori, quotidianamente, lavorano già da secoli rispettando il buon senso e le norme di legge a tutela della propria salute, iniziando prima dell’alba e sospendendo il lavoro nei campi nelle ore più calde. Per questo, non meritano un’ordinanza che ha l’amaro sapore di un atto di accusa nei loro confronti.

Non riteniamo giusto, di conseguenza, penalizzare l’impresa agricola che ha da sempre reso nobile e grande la nostra terra, tenuto conto che sulle morti di questi ultimi giorni sono ancora in corso indagini della Magistratura mirate ad appurare circostanze ed eventuali responsabilità. Riteniamo, altresì, maturi i tempi per un intervento generale della Regione Puglia su tutti gli asset economici della nostra terra, e non solo sull’agricoltura che non può fungere sempre da capro espiatorio. Pertanto, nel condividere l’impegno sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro, chiediamo al presidente Emiliano di convocare tutte le organizzazioni, anche non agricole, per una concertazione complessiva e per definire puntualmente e con chiarezza tutto ciò che sarebbe possibile fare in questo periodo estivo per migliorare le condizioni di lavoro di imprenditori e lavoratori. Ciò al fine di poter consentire alle aziende di poter programmare al meglio, con serenità, il proprio lavoro senza correre il rischio di atteggiamenti discrezionali degli organi di controllo.

Nel contempo, scorrimento di tutta la graduatoria per la misura 4.1.C, destinata al sostegno a investimenti nelle aziende agricole, e le risorse passano da 6 a 60 milioni di euro: è l’impegno dell’assessore all’agricoltura, Donato Pentassuglia, assunto questa mattina nel corso dell’incontro, tenuto nella sala conferenze della Regione Puglia a Lecce, con le associazioni di categoria, gli ordini professionali e il DAJS (Distretto Agroalimentare Jonico Salentino), a seguito delle sollecitazioni della presidente del Consiglio Loredana Capone che, nei giorni scorsi, aveva scritto una lettera aperta all’assessore facendo presente che la bozza di piano di ripartizione delle risorse proposta dall’Autoritá di Gestione del PSR appariva inidonea a coprire le necessità del territorio.

“Il nostro Salento è stato violentato, devastato dalla xylella – ha detto in apertura la Presidente Capone. Occorrono misure e un Piano che possa finalmente rigenerare il territorio e l’agricoltura. Rilanciandola e dando soddisfazione a tutti quegli agricoltori e a quelle imprese che ci hanno creduto, che hanno continuato a pensare che sull’agricoltura si può costruire una base economica importante. Per questo sono grata all’assessore Pentassuglia perché ci sta dimostrando di avere davvero a cuore il nostro territorio. Ha accettato subito il nostro invito a ragionare con gli agricoltori, le associazioni agricole e i sindaci della Provincia di Lecce, di come ampliare le risorse a disposizione ma anche di come migliorare l’accessibilità agli strumenti. E una prima importante risposta ce l’ha già data: sarà completato lo scorrimento della graduatoria 4.1. C che ha visto la partecipazione di tante imprese che hanno fatto progetti che oggi vogliono vedere realizzati. E poi l’impegno a lavorare a una strategia integrata: da una parte l’acqua, per una produzione più multiforme e diffusa, più redditizia, più organizzata, dall’altra il paesaggio. Perché per noi gli ulivi erano anche quello: paesaggio.

E, allora, bisogna che il Piano tenga conto di tutto questo, che aiuti gli agricoltori a rigenerare il paesaggio ma anche a stoccare e a smaltire il legno. Un patrimonio enorme che non può andare perduto. Oggi vediamo intorno a noi incendi, si vede il dramma della desertificazione, viene da piangere a percorrere una terra che era bellissima. Dobbiamo rigenerare questa bellezza e dobbiamo farlo insieme, con le risorse, con buoni progetti, con grandi investimenti ma, soprattutto, con la convinzione che l’agricoltura è ancora un settore trainante del nostro Salento e della nostra Puglia”. “Era importante essere qui oggi – è intervenuto l’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia – e rispondere alle richieste che la Presidente del Consiglio Loredana Capone, insieme ai consiglieri regionali, ha posto in essere ai fini di valutare al meglio le azioni da mettere in campo a supporto dei territori e delle imprese colpite dalla xylella. Abbiamo chiesto al Governo nazionale risorse aggiuntive al decreto interministeriale perché 300 milioni non bastano e sarebbe opportuno che desse anche l’opportunità di accelerare sui decreti attuativi. La Regione ha fatto richiesta di almeno altri 600/700 milioni.

La battaglia vinta sui reimpianti ci fa guardare al futuro in maniera completamente diversa ma anche le politiche devono essere integrate. Se penso alla partita dell’acqua, al riuso in agricoltura dei reflui, e, soprattutto, alla possibilità di diversificare, perché questo significa non solo economia ma anche sostenibilità ambientale. Da parte nostra, come Regione, abbiamo lavorato in questi mesi per dotare di ulteriori risorse la misura 4.1.C e metteremo a disposizione i soldi per completare tutta la graduatoria che non è cosa di poco conto se si pensa che l’impegno iniziale era di 6 milioni mentre oggi stiamo ragionando nell’ottica di 60 milioni di euro ulteriori. Da una valutazione ulteriore di queste ore con il partenariato quella, inoltre, sarà possibile emanare un nuovo bando per consentire a chi non ha partecipato al precedente di farlo. Questa è una partita che riguarda l’intera economia pugliese: sono tre le province toccate in maniera pesante. Con la xylella bisogna convivere perché non c’è evidenza scientifica e, allora, dobbiamo essere davvero tutti pronti a remare nella stessa direzione”.

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