04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 01:55:00

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Lavoratori della Leonardo di Grottaglie

GROTTAGLIE – “Importante – la definiscono i sindacati- partecipazione dei lavoratori” allo sciopero per chiedere ai vertici della Leonardo di fornire risposte chiare sul futuro. Il 30 giugno, durante il presidio nel piazzale antistante lo stabilimento di Grottaglie, le Rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno spiegato le ragioni della mobilitazione. “Non si hanno novità sulle progettualità future rispetto agli accordi, generando un clima di comprensibile preoccupazione all’interno degli stabilimenti delle Aerostrutture e in particolar modo – sottolinea Angela Sansonetti della Fim Cisl – nel sito di Grottaglie”.

Roberto Clemente, della Fiom Cgil, ribadisce “che si sta scioperando anche negli altri siti di aerostrutture per dare un segnale a Leonardo affinchè dichiari cosa intende fare nell’immediato e nei prossimi anni. Molto probabilmente durante l’estate si discuterà della prima parte dei prepensionamenti per fronteggiare gli esuberi. Ma noi vogliamo parlare anche di ripresa. Quest’anno a Grottaglie saremo fermi 6 mesi, di cui 2 tra luglio e agosto. La pandemia ha solo accelerato le criticità di Grottaglie” conclude Clemente. Lo sciopero ha coinvolto anche gli altri tre stabilimenti che appartengono alla divisione aerostrutture di Leonardo, Foggia, Nola e Pomigliano d’Arco.

Davide Sperti, della Uilm, spiega che “il calo di lavoro riguarda tutta la divisione, ma è marcato per Grottaglie e a seguire Pomigliano. Il dato che fotografa la crisi è che ora stiamo facendo solo 2 turni al giorno e che lo stabilimento viaggia con un passo di 10 turni settimanali contro i 15 che si facevano qualche tempo fa. Quello che più ci preoccupa – aggiunge Sperti – è che i nuovi progetti annunciati da Leonardo per sviluppare anche in altre direzioni l’attività di Grottaglie, non si vedono ancora. Nessuno pretendeva di vedere nel 2021 in produzione il nuovo drone europeo, ma l’avvio di una attività preliminare sì. Così come l’alleanza che Leonardo ha fatto con Solvay per un laboratorio a Grottaglie nei nuovi materiali, avrà di sicuro un effetto di trascinamento, una volta realizzato, per il reparto di ingegneria ma non è questo che risolve il problema della saturazione del sito tarantino”. Che “dal 9 luglio – annuncia Sperti – comincerà a fermarsi per il piano di chiusura collettiva che culminerà ad agosto per riprendere poi col lavoro a settembre”.

“Non è scaricando sui lavoratori gli effetti di una crisi globale che ha investito il settore del trasporto aereo che si risolvono i problemi. Occorre, invece, puntare sulla diversificazione produttiva, più volte annunciata ma mai attuata, affinché l’insediamento industriale di Grottaglie non resti legato esclusivamente al progetto Boeing 787”. Ha detto Vincenzo Di Gregorio, consigliere regionale del Pd, che, durante il presidio, ha espresso vicinanza e solidarietà ai dipendenti diretti e dell’indotto di Leonardo di Grottaglie. “La situazione di incertezza si protrae da troppo tempo – prosegue Di Gregorio – finendo per coinvolgere anche i dipendenti dell’indotto, la cui condizione è gravata non solo dalle prospettive legate alla ripresa del mercato aeronautico, ma anche dalle scelte governative in materia di politiche del lavoro. Bene hanno fatto Fim, Fiom, Uilm a mobilitare i lavoratori al fine di portare la vertenza all’attenzione delle istituzioni”. Nei mesi scorsi, ha ricordato Di Gregorio, “la vicenda è stata portata all’attenzione della Task Force regionale per l’occupazione. Dopo questa giornata di sciopero, in mancanza di novità, chiederò nuovamente l’intervento della Task Force regionale per avviare un’interlocuzione con la parte aziendale al fine di fare finalmente chiarezza sui progetti industriali ed occupazionali”. Solidarietà ai lavoratori della Leonardo è stata espressa anche dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Renato Perrini e Luigi Caroli. “L’azienda continua inspiegabilmente, a non fare chiarezza sul futuro. Una situazione che sta generando una grande preoccupazione anche per la totale assenza di dialogo con i vertici dell’azienda che sembrano sfuggire il confronto con le rappresentanze sindacali”. Lo sciopero si concluderà questa mattina, con l’ultimo blocco d

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