04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 08:57:00

Cronaca News

Omicidio in via Capecelatro, Bleve: «Non volevo uccidere»

foto di Esecuzione nella notte a Taranto. Ucciso a colpi di pistola un 21enne - foto Francesco Manfuso
Omicidio in via Capecelatro - foto Francesco Manfuso

“Non volevo ucciderlo. Ero lì perchè volevo parlare con la mia ex moglie. Sono stato minacciato, ho preso la pistola che avevo lasciato sul sedile del passeggero, Serra ha tentato di strapparmela dalla mano e nella colluttazione sono partiti i colpi”. Dichiarazione spontanee rilasciate al gip Loredana Galasso, dal trentatreenne Antonio Bleve ritenuto l’autore dell’omicidio del ventunenne Alessio Serra. L’uomo, che è difeso dall’avvocato Pasquale Blasi.

Durante l’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere ma, come detto, ha voluto rilasciare delle dichiarazioni spontanee. Intanto la prossima settimana dovrebbe essere eseguita l’autopsia. Bleve, che è detenuto nella casa circondariale di Lecce è stato fermato dai poliziotti della Squadra Mobile dopo aver ucciso Alessio Serra con un colpo di pistola che lo ha centrato ad un polmone. L’omicidio è avvenuto in strada, in via Capecelatro. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori della Mobile Bleve avrebbe premuto più volte il grilletto di una calibro 9. Un proiettile ha perforato il polmone sinistro del 21enne, altri due hanno raggiunto la saracinesca di un locale e un’autovettura. Quando sul posto sono piombati i soccorritori del 118, Alessio Serra era ancora vivo.

E’ deceduto dopo l’arrivo nel vicino nosocomio di via Bruno. Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile, della Squadra Volante e della sezione Scientifica. Dalle indagini è emerso che il delitto sarebbe maturato durante un litigio scoppiato a causa di una controversa storia familiare. Alessio Serra, a quanto si è appreso, sarebbe stato ucciso mentre difendeva un suo familiare il quale avrebbe intrapreso una relazione con l’ex moglie di Antonio Bleve.

Gli agenti della Questura tarantina hanno rintracciato il trentatreenne in un’abitazione situata del quartiere Tamburi, davanti alla quale era parcheggiata l’autovettura utilizzata per raggiungere il luogo in cui si è poi consumato l’omicidio. Le successive ricerche hanno anche consentito ai poliziotti della Squadra Mobile di recuperare nelle campagne del quartiere Paolo VI, sotto un grosso masso, la pistola utilizzata da Antonio Bleve, una Beretta calibro 9 short, con matricola cancellata e completa di caricatore con all’interno quattro proiettili dello stesso calibro.

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